V Video

R Recensione

7/10

Uochi Toki

Cuore, Amore, Errore, Disintegrazione

Dai cerbiatto, fammi dire le mie stronzate da mago

Se qualcosa non vi è chiaro fate domande, non fate discorsi

Dopo il boom di Libro audio gli Uochi Toki li si aspettava con ansia, perchè in fondo è uno di quei gruppi realmente geniali di cui ti fidi ciecamente, e ritieni impossibile che possano rifilarti una sòla. Quando però vieni a sapere che Napo e Rico hanno realizzato un concept-album sulle donne e sull'amore, è inevitabile che nello stomaco qualcosa cominci ad elaborare un leggero dubbio. Poi ascolti finalmente il fatidico Cuore, amore, errore, disintegrazione. Lo fai ripetutamente, due, tre, cinque volte, e alla fine un'idea te la fai, e cioè che stavolta gli Uochi Toki hanno pisciato un po' fuori dal vasino. Ovvio che il giudizio di fondo sul disco rimanga più che positivo, perchè la genialità intellettuale anarcoide e allo stesso tempo miracolosamente popolareggiante non si cancella da un giorno all'altro (soprattutto quando si continua a rimanere nel mondo dell'underground senza rischiare di “corrompersi” in programmi beceri come X-Factor).

Però è evidente che un bel passo indietro è stato fatto rispetto a Libro audio. Ok, forse quello era un qualcosa di troppo grosso per essere ripetuto, eppure l'impressione è che non solo non si sia riusciti a ribadire il perfetto connubio tra ricerca musicale e testuale, ma che proseguendo sulla logica del concept-album strutturato su pochi lunghi pezzi si sia persa anche quella freschezza e quella dinamicità che caratterizzavano i primi album. Me lo immagino in questo momento lo stesso Napo che si interroga ironicamente su cosa possa essere la freschezza in musica, ma francamente me ne sbatto, perché la verità è che questo album risulta troppo lungo (68 minuti per dieci brani), ridondante testualmente, spesso eccessivamente verboso e musicalmente assai meno eterogeneo e originale del solito.

Cominciamo da quest'ultimo punto: l'approccio scelto è molto più ancorato del solito ad un breakcore e hip-hop basato su campionamenti e suoni digitalizzati (di Rico) non sempre all'altezza di accompagnare virtuosamente e incisivamente il cantato (è questo il caso ad esempio del glitch quasi invisibile di Appena risalito dall'abisso), o incapaci di sfuggire da quell'elettronica “convulsa e frammentaria” spesso tinta di strutture industrial, ambientazioni noise e alienazioni robotiche. Ciò ovviamente non vuol dire che tale ricetta non dia luogo a momenti musicali notevoli, come ad esempio nelle esplosioni sonore orgiastiche che seguono il litigio con la ragazza del treno in Violando le conseguenza che la violazione dei sacri limiti tra due persone comporta...
, o nell'eleganza degli accompagnamenti di Mi basta udire delle voci lontane per sentirmi a casa ovunque,
.

In realtà gli unici momenti in cui si riesce a variare notevolmente il registro stilistico è quando compiono gli ospiti musicali del disco: il sitar di Alessio Bertucci (Claus and Candy) conferisce un'aura orientale e misticheggiante al brano Mi sveglio da straniero in un luogo mai visto prima, tuttavia, con il risultato di pervenire all'inedito risultato di una breakcore psichedelica.

Da inquadrare magistralmente però è soprattutto Gettandomi in ambigue immedesimazioni non richieste ma richieste, in cui il contrabbasso di Lucio Corenzi (Luther Blisset) e la batteria di Bruno Dorella (Ovo e Bachi da Pietra) si fiondano in percorsi free jazz lugubri e cupi in cui Rico si getta con sapienza aggiungendo un'effettistica perfetta. E' questa fase centrale del disco (le tracce 6 e 7) il momento più alto dell'opera, con una ventina di minuti (13 la prima, 8 la seconda) in cui si raggiungono apici di surrealismo verboso e sfacelo musicale. Sono questi i punti in cui il “mago” Napo riesce a raggiungere un livello narrativo e dialogico davvero visionario e sublime, tra sprazzi di sincera autoironia (“sparo solo cazzate per sostenere questa conversazione”), giudizi sociali tranchants su temi scottanti (“ci sono scelte che si fanno al di fuori della collettività, senza coscienza identitaria, senza tradizione rivoluzionaria, e l'aborto è una di queste”) e momenti di spettacolare ilarità (la lunga parentesi polemica sull'intuito femminile).

Elementi che si ritrovano ovviamente anche negli altri brani, anche se con una minore capacità d'impatto e in maniera più dispersa e casuale: Mi sveglio da straniero in un luogo mai visto prima, tuttavia, racconta di un viaggio a Lubiana e si fa ricordare soprattutto per il surreale abbordaggio ad una ragazza in inglese. Dato che per me è naturale trovarmi spaesato nei non-luoghi, sfotte le diciassettenni conformi di cui viene svolto un ritratto esemplare (“pantaloni, maglietta, capigliatura perfetta. Indistinguibile da un'altra. Uno stereotipo vivente viene al nostro cospetto!”) mentre Permettendomi artifici spontanei, e Dando origine al più incomprensibile dei mali si permettono di penetrare il campo religioso (la seconda in realtà in un'impostazione che comprende anche riflessioni metafisiche e teologiche spicciole) ridicolizzando la visione della Chiesa sulla diversità sessuale (“la persona omosessuale è un'invenzione cattolica che inscatolava dei comportamenti normali per gli essere umani per poter dare un'identità al male ed arrostire dei poveri cristi che oggi chiedono diritti come tutti”, da notare l'uso squisito della parola “cristi” nel contesto) o prendendo bellamente per il culo i testimoni di Geova (non è un caso che compaiano durante un tragico momento di sofferenza di una donna alle prese con il ciclo mestruale), smontandone i dogmi con facilità quasi imbarazzante (“tenere l'etica in un libro mi fa abbastanza schifo”, “fate proseliti spargendo ques'idea di male retorica e rudimentale”, “tutto ciò che rendo incompleto ora ha un nesso: Dio”).

Questo e molto altro offrono gli Uochi Toki con Cuore, amore, errore, disintegrazione, e c'è da sperare che il saluto finale (“siamo giunti al limite di questa cosa ma non al limite delle persone che ve la propongono”) sia veritiero, perché anche un disco incompiuto e imperfetto come questo resta uno di quei viaggi che valgono mille delle altre robe inutili che avete in mente di ascoltare nel resto della vostra giornata.

V Voti

Voto degli utenti: 6,9/10 in media su 11 voti.
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Cas 8/10
loson 7/10

C Commenti

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Filippo Maradei alle 0:18 del 21 settembre 2010 ha scritto:

Aspettavo con ansia questa recensione. Che dire, Alessandro si è superato: scritto completo, informativo, appassionato, penna (anzi, dita) leggera ed elegante, senza forzature o inutili giri di parole; per gli Uochi Toki rimando il giudizio (e il votino) a qualche ascolto senza pause, con le pause, di giorno, di notte, col latte, col caffè...

Cas (ha votato 8 questo disco) alle 0:39 del 21 settembre 2010 ha scritto:

bella recensione, però il mio giudizio è decisamente entusiasta. sebbene lo scorso libro audio sia per molti versi insuperabile, questo nuovo lavoro è a suo modo entusiasmante. gli uochi toki continuano ad aprire mondi, ad "arredare il vuoto" superando stilemi e squarciando barriere. la cosa incredibile è che hanno ancora tantissime cose da dire, sia musicalmente che espressivamente. si approfondiscono, a livello di liriche, i contatti con gli ascoltatori, questa volta più che mai indirizzari dell'opera. si approfondiscono basi sempre più espressioniste ma nello stesso tempo più complesse e/o raffinate e curate...

insomma, tra i dischi dell'anno!

Peasyfloyd, autore, alle 0:43 del 21 settembre 2010 ha scritto:

ok confesso di aver pagato molto bene Filippo per questo commento. Non avrei voluto dirlo, ma è talmente esagerato che tale misfatto non si poteva tenere nascosto

Filippo Maradei alle 1:07 del 21 settembre 2010 ha scritto:

Ancora non l'avete capito qui a SdM che adoro le esagerazioni? Ma si dai, ormai gioco a carte scoperte. Comunque aspetto ancora la ricarica della postepay Alessa'

Marco_Biasio (ha votato 7 questo disco) alle 18:58 del 21 settembre 2010 ha scritto:

Ottima recensione Alessandro. Io per ora mi sento tuttavia di preferirlo a Libro Audio, sia perché il flow ha un effetto meno ridondante (ovvero le parole si scorrono meno addosso) sia perché le basi sono più varie e suonate (minchia, quella del terzo brano è una trapanata!). Ovviamente è prestissimo per votare, ma il mio giudizio è sicuramente positivo.

Marco_Biasio (ha votato 7 questo disco) alle 22:21 del 21 settembre 2010 ha scritto:

Ma che cos'è il breakcore? Sbaglio o nell'ottavo pezzo hanno campionato i cLOUDDEAD?

Peasyfloyd, autore, alle 1:09 del 22 settembre 2010 ha scritto:

RE:

guarda sul breakcore ti rimando a qui che ne dà un'ottima spiegazione, anche perchè personalmente sono ancora molto (troppo) ignorante sui diversi sottogeneri dell'elettronica:

http://it.wikipedia.org/wiki/Breakcore

riguardo ai cLOUDDEAD non saprei ma può ben essere...

Marco_Biasio (ha votato 7 questo disco) alle 20:18 del 24 settembre 2010 ha scritto:

RE: RE:

Tranquillo, era una citazione da un brano del disco Comunque mi piace. Decisamente. Mi convince in generale più di Libro Audio, che forse alla lunga mostrava la corda solo perchè veramente scarno e martellante. Questa maggiore musicalità fa per me. Terzo, sesto ed ottavo brano in particolare sono davvero bellissimi. Puttana, puttana, puttana di merda!

Dr.Paul alle 22:45 del 21 settembre 2010 ha scritto:

non ci posso credere che qualcuno sia riuscito ad arrivare alla fine...dai...state bluffando, siete degli snobber! ))

gull alle 23:04 del 21 settembre 2010 ha scritto:

Io ho provato un timido approccio a "libro audio", ma ho desistito alla seconda traccia.

TexasGin_82 (ha votato 8 questo disco) alle 10:51 del 22 settembre 2010 ha scritto:

mondo cane

Dannazione, mi ero dimenticato che stava per uscire! Presto presto, devo ascoltarlo. Ma dov'è che siete riusciti a sentirne tutte le canzoni? Qualcuno mi saprebbe dare un link? Grazie.

REBBY alle 11:19 del 22 settembre 2010 ha scritto:

Un altro libro audio? Cos'è prosa o musica?

Ah si orso capo: "Se qualcosa non vi è chiaro, fate domande, non fate discorsi...Allora perchè non stiamo zitti o diventiamo mimici?...Ma cosa

vuoi spiegare, il mondo onirico a parole in modo

univocamente comprensibile?...Chi ho davanti? Uno

stupido che cerca di incantarmi con stupidaggini

sui maghi, discorsi vaghi...E se davanti al tuo invito a parlare e poi rifiuto di parlarmi, io mi

adeguassi, smettessi di cercare di capirti e

cominciassi a corteggiarti scusandomi e dandomi per matto ti sembrerei un po' meno stronzo? Non

capisco cosa hai detto e non ti credo. Sei uno di

quelli che si sentono superiori agli altri...Sei uno stronzo, un lupo travestito da agnello!...

Nonostante tu abbia fatto sette dischi, la tua ricerca è appena agli inizi...Smettila di giocare

al piccolo ermetico: approfondisci e spiegalo

questo imprendibile!...Sparo solo cazzate per sostenere una conversazione...mi piace dirti

stupidaggini perchè parliamo di argomenti pesanti

e ci è concesso distrarci...Sono in pezzi. Qualcuno per favore può raccogliermi?...Il mio dio è il mal di testa." E allungami quella pastiglia eheh

TexasGin_82 (ha votato 8 questo disco) alle 17:09 del 27 settembre 2010 ha scritto:

mamma mia,

gettandomi in ambigue immedesimazioni non richieste ma richieste (13 min),l'ho ascoltata 2 volte di seguito (26 min). canzone mostruosa.

TexasGin_82 (ha votato 8 questo disco) alle 12:59 del 28 settembre 2010 ha scritto:

Il meglio in Italia.

Secondo me in questo lavoro Napo tira fuori di più di se stesso, e questo è sempre un bene in musica. E Rico ha messo le mani su uno stile che era già fantastico. In sostanza, non so se si possa affermare che questo Cuore Amore sia superiore a Libro Audio, che secondo me resta il loro apice, però posso dire che sono cresciuti, ancora una volta, e questo mi rende contento e mi fa sperare nel futuro capolavoro.

TexasGin_82 (ha votato 8 questo disco) alle 13:04 del 28 settembre 2010 ha scritto:

in effetti i suoni di sfondo dell'ottava traccia (che bella, che bella), ricordano le sonorità dei cLOUDDEAD, ma credo siano originali, non mi sembrano campionati...

REBBY alle 15:54 del 28 settembre 2010 ha scritto:

credo che siano originali, non mi sembrano campionati

E dopo aver citato Napo per par condicio passiamo

a Rico intervistato da il Panopticon, poco tempo fa: PANOPTICON "Come ti sei mosso per costruire il suono del nuovo disco? Ci sono degli strumenti analogici classici suonati da esseri umani o avete

lavorato solo su suoni pre-registrati che tu hai poi campionato?" RICO "Tutto parte da dei suoni

registrati da qualcun altro. Ho preso un sacco di

roba dall'hard disk di backup del mio studio di

registrazione (il Fisherprais NDR). Così ho potuto estrapolare come meglio credevo, il giro di batteria di tal gruppo, il riff di basso di tal altro..." PANOPTICON "Ma è sempre stato questo il processo di composizione? Ricordo che in Libro audio avevi suonato campionamenti non in

multitraccia di gruppi come Kyuss, Meshuggah, Queens of the stone age,..." RICO "Eh si, non avevo a disposizione la traccia grezza da poter mixare... non avendo registrato i Kyuss, i Meshuggah!" PANOPTICON "Nel nuovo disco non ci sono campionamenti di gruppi famosi che hai usato per comporre?" RICO "Dovrei riguardare la tracklist (senza computer la memoria è labile eheh NDREBBY), ma se non sbaglio c'è qualche videogioco ..." PANOPTICON "Nei crediti comunque

non lo trovo scritto..." RICO "No! Ma va! Figurati! Siamo un gruppo di rap! Con tutti i campioni che usiamo!"

Peasyfloyd, autore, alle 15:59 del 28 settembre 2010 ha scritto:

RE: credo che siano originali, non mi sembrano campionati

tra l'altro preannunciamo che io e Castello siamo in attesa di ricevere le risposte per un'intervista che abbiamo realizzato al gruppo. A brevissimo su SdM

TexasGin_82 (ha votato 8 questo disco) alle 12:16 del 29 settembre 2010 ha scritto:

RE: RE: credo che siano originali, non mi sembrano campionati

fico!

TexasGin_82 (ha votato 8 questo disco) alle 17:20 del 29 settembre 2010 ha scritto:

"Potete anche smettere di avere bisogno di una musica che vi assomigli, che vi attualizzi. Potete anche smettere di aspettarvi che arrivi un gruppo musicale od un genere nuovo ad ispirarvi, salvandovi dai vostri vuoti creativi, tirandovi per le orecchie. Finché non vi darete delle mosse, io non avrò un gruppo preferito, ed ascolterò questo genere imprecisato di elettronica convulsa e frammentaria... per forza astratta! Che cazzo vuoi!?!?"

Uochi Toki

REBBY alle 17:35 del 29 settembre 2010 ha scritto:

Questa strofa è ancora più profonda: "Io ti sfondo la Golf in modo irreparabile, poi mi prendo la tua colf sessuale, e ci mettiamo a

parlare finchè non si riempe".

sbaiubern (ha votato 8 questo disco) alle 1:43 del 22 dicembre 2010 ha scritto:

nuovi orizzonti

Lo preferisco rispetto a Libro Audio (che considero comunque un ottimo album), molto più stratificato, sicuramente meno diretto, ma recupera tutto con la stratosferica pregnanza dei testi (addirittura mi sono sovvenuti, a volte, dei possibili paralleli letterari con Joyce e Dostoevskij) e la maggior varietà dei suoni. Disco della "maturità" per me. Questo e "Uochi Toki" i loro migliori album.

fabfabfab (ha votato 6 questo disco) alle 9:49 del 22 dicembre 2010 ha scritto:

Io ho amato molto i loro primi album, e anche "Libro Audio" rimane una bella svolta, soprattutto dal punto di vista musicale. Qui la crescita continua, ci sono alcune basi che fanno spavento, però - secondo me - falliscono proprio laddove dovrebbero brillare, ovvero nei testi. Già "Libro Audio" presentava qualche banalità assortita, qui è proprio il "concept" che - pur essendo elaborato e pretenzioso - non va da nessuna parte...