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R Recensione

8/10

Madonna

Ray Of Light

Ebbene, raggiunti i quarant’anni e la maternità, dopo una carriera sempre al centro dei riflettori e colorata da scorribande di ogni genere e tipo, Madonna regala al mondo il suo disco più maturo e completo: Ray Of Light.

La strada era già stata spianata: nel 1994 infatti Madonna sceglie Nellee Hooper come produttore del disco Bedtime Stories e sollecita l’esordiente Bjork di stenderle un pezzo, sintomo del forte interesse della star verso le fiorenti sonorità elettroniche europee.La collaborazione con i Massive Attack infine (per il brano I Want You nel 1995) convince definitivamente la regina del pop a mantenere terreno sul campo fino a scegliere l’inglese William Orbit come produttore del nuovo disco.

Già collaudato nel ’90 con il delizioso remix Justify My Love 12”, Orbit porta la condizione schiettamente pop di Madonna ad una dimensione avanguardistica del tutto nuova. Da un lato infatti l’eleganza compositiva di Orbit regala al disco uno stile unico, dall’altro l’accessibilità al grande pubblico tipica di una popstar non viene minimamente intaccata.

Madonna con Ray Of Light porta infatti in testa alle classifiche e nelle case della gente di tutto il mondo un disco pienamente ambient, dimostrando che il genere, se arrangiato nella giusta maniera, può anche essere di largo consumo.

La nuova condizione di madre dona infine l’input cardine all’intero album, ispirando lo stato di introspezione e misticismo sviscerati a dovere in Ray Of Light. Drowned World/Substitute For Love apre il disco: prende forma fra distorti rumori di xilofono e pianola, voci lontane e echi, deformati da una leggera brezza marina che spinge avanti il brano fino ad esplodere in una frastagliata pioggia di effetti sonori.

Fin dall’inizio le qualità dell’album vengono messe pienamente in luce. Swim graffia con un tagliente riff di chitarra elettrica mentre Ray Of Light si impone come la traccia delle più profonde radici pop: frenetica e convulsa il pezzo si infiamma come le più febbrili perle della dance. Cede il passo ad influenze etniche Shanti/Ashanti, mentre The Power Of Good-Bye si pone in bilico tra una densa marcia sinfonica e una ballata pop. Ma l’album pende anche pieghe cupe e tese con Skin, fredde a algide con Frozen, subisce accelerazioni e decelerazioni, si volge sinuosamente su se stesso fino a chiudersi completamente nella languida Mer Girl, rassicurante conclusione in veste di fiaba.

La voce di Madonna scorre ferma e decisa su tutto l’album: funge da rassicurante guida tanto fra i frastagliati eccessi trance di Sky Fist Heaven e Skin quanto sulle quasi impalpabili tracce Drowned world/Substitute for love e Mer Girl.

Emerge quindi come una voce materna che ci accompagna fra le improvvise insidie del mondo tenendoci la mano. Ray Of Light è in effetti forse il più bel regalo che mai un artista abbia fatto alla propria figlia. In una parola: ispirato.

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Voto degli utenti: 6/10 in media su 21 voti.

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benoitbrisefer (ha votato 7 questo disco) alle 21:53 del primo gennaio 2010 ha scritto:

Senz'altro l'opera più intellettuale e colta della sig.ra Ciccone. Poteva essere, fatte le dovute proporzioni, una sorta di Heroes bowiana dopo le orge glam; purtroppo non c'è stato seguito e resta il dubbio: esperimento sincero o

operazione ben studiata a tavolino di cogliere i frutti di quella stagione sonora?

TheManMachine (ha votato 8 questo disco) alle 0:21 del 2 gennaio 2010 ha scritto:

Sì, un bel disco. Madonna artista troppo spesso ingiustamente svalutata e sottovalutata. Evidentemente, la capacità di molti di discernere tra la sostanza di una proposta musicale e gli atteggiamenti esteriori della pop star è spesso latitante. Brava Sofia. Buon Anno.

ozzy(d) (ha votato 3 questo disco) alle 17:05 del 2 gennaio 2010 ha scritto:

per me la cosa più colta partorita da madonna è il libro fotografico periodo "erotica"

davide.pagliari1980 (ha votato 7 questo disco) alle 18:28 del 2 gennaio 2010 ha scritto:

..dal punto di vista artistico, è senza dubbio il suo album migliore...chiaramente "Like a Virgin" ha un importanza storica superiore..

SamJack (ha votato 2 questo disco) alle 11:28 del 3 gennaio 2010 ha scritto:

Madonna, non è un artista.........

FrancescoB (ha votato 4 questo disco) alle 11:58 del 3 gennaio 2010 ha scritto:

Preferisco di gran lunga "Like a Virgin". Qui salvo giusto un paio di pezzi.

sarah (ha votato 7 questo disco) alle 12:55 del 3 gennaio 2010 ha scritto:

Forse l'unico disco della signora Ciccone che posso apprezzare, bella la recensione.

superPOP girl, autore, alle 20:41 del 4 gennaio 2010 ha scritto:

Ebbene, dopo aver letto la recensione di Confessions On a Dance Floor, sapevo che con Madonna si andava in un campo minato però...ci ho provato! Il passare degli anni fa della scarsa qualità spazzatura e se dopo 25 anni e più Madonna regna ancora sovrana un motivo ci dev'essere: non sarà un'artista POP?

alfredjarry alle 17:05 del 5 gennaio 2010 ha scritto:

artisticita?

Sono d'accordo con chi sostiene che Madonna e' interessante soprattutto come icona meta-pop mentre, dal punto di vista musicale, ha prodotto solo pop. Per "pop" intendo semplicemente una musica il cui telos (fine, scopo) e' quello di vendere piu' dischi possibile. Ovviamente tali dischi devono essere belli per poter essere venduti (possedere, cioe', un certo grado di esteticita'). Purtroppo non si puo' servire due padroni! La musica pop non puo' essere arte perche' non ha per fine la bellezza...

Dr.Paul (ha votato 4 questo disco) alle 18:32 del 5 gennaio 2010 ha scritto:

"La musica pop non puo' essere arte perche' non ha per fine la bellezza..."

be insomma nn sono per niente d'accordo, se ti sentisse andy warhol si incazzerebbe non poco! semplicemente c'è pop di merda e pop sublime, la musica deve arrivare a quanta piu gente possibile! deve!! detto questo madonna non si regge, posso ascoltare brani sparsi da una compilation, lei è veramente poca cosa!!

alfredjarry alle 19:58 del 5 gennaio 2010 ha scritto:

pop e arte

Infatti per qualcuno gran parte dell'opera di Andy Warhol non e' arte. E questo perche' l'autore quasi mai ha prodotto oggetti artistici, il cui scopo e' proprio quello di generare opere d'arte... Un discorso difficile, lasciamo perdere! Restando alla musica: se mai ci sono stati dischi pop con qualita' artistiche, allora il termine "pop" si riferisce solo alla sovrastruttura socio-economica e non alle intenzioni dell'autore.

Dr.Paul (ha votato 4 questo disco) alle 21:22 del 5 gennaio 2010 ha scritto:

no perchè lasciar perdere? riguardo warhol è tutto opinabile, come per ogni altro, chi garantisce per i "qualcuno" di cui parli? la motivazione che ne dai poi mi risulta incomprensibile!

riguardo la musica: il 90% dei dischi che trovi qui (come negli altri siti concorrenti) sono pop! non so, se tu sei un avanguardista puro e irriducibile allora ok...ma qui è tutto pop eh...dall'inizio alla fine!

benoitbrisefer (ha votato 7 questo disco) alle 21:44 del 5 gennaio 2010 ha scritto:

Devo dire che mi trovo maggiormante in sintonia con Dr.Paul e che l'interpretazione kantiana/hegeliana di alfredjarry per cui l'arte avrebbe per fine solo la bellezza e non può mischiarsi con la vile pecunia mi lascia un po' interdetto. Tralasciando la sig.ra Ciccone e il cosiddetto pop, penso piuttosto a tante arte rinascimentale nata per soddisfare ben precise committenze profumatamente retribuite o, ancora

ai grandi ceramografi attici di VI-V secolo a. C., cone Exechias o Euphronios, Artisti a tutto tondo che comunque decoravano vasi destinati a soddisfare un mercato internazionale che richiedeva i prodotti ateniesi da tutti gli angoli del Mediterraneo. Penso che si potrebbero citare tanti casi analoghi ma mi fermo qui!

salvatore (ha votato 5 questo disco) alle 22:10 del 5 gennaio 2010 ha scritto:

Anche io appoggio dr.paul. E poi l'arte ha per fine la bellezza e tante altre cose. Anzi, per essere più precisi, L'ARTE NON HA FINE, perchè nel momento in cui l'artista si pone un fine cessa di essere artista, e il fine prende il sopravvento sull'ispirazione.

E poi continuo a non capire questa avverione/paura di molti per il pop. Certo che il pop può essere arte. Lady gaga è pop, ok. Ma sono pop anche i belle & sebastian, gli smiths e i radio dept, per citare solo tre band che adoro. E forse non sono artisti? Suvvia... Viva il pop, la leggerezza, la semplicità, e il sapersi prendere poco sul serio!!! Almeno di tanto in tanto. Buon anno a tutti!!!

superPOP girl, autore, alle 22:29 del 5 gennaio 2010 ha scritto:

Nella visione di Arnold Hauser l’arte pop conserva i presupposti artistici e culturali tipici dell’arte elitaria, con la presunzione di non avere limiti di comprensione e perciò colpire un vasto pubblico come riesce l’arte popolareggiante/di intrattenimento. Mi pare pertinente per Andy Warhol e per Madonna.

SamJack (ha votato 2 questo disco) alle 9:49 del 6 gennaio 2010 ha scritto:

semplice....la musica pop presenta una natura intrinseca secondo la quale, quasi sempre o comunque nella maggioranza dei casi, si compone e scrive musica con l'intento di vendere un prodotto, non con l'intento di esprimere un qualcosa. E' questa la differenza tra vera arte e nessun spessore artistico. Nella musica pop l'intento è quello di scrivere dei bei motivetti orecchiabili, vendibili alle masse e assolutamente consumabili, utilizzabili come un fazzoletto di carta (come ebbe a dire Freddie Mercury, mi pare, descrivendo le stesse canzoni dei Queen, penso con particolare riferimento alla produzione degli anni '80). Ovviamente mi rifersco al pop più becero, al suo spirito originario in quanto esiste certamente anche un pop di maggiore qualità. Madonna non rientra in quest'ultimo ambito.

alfredjarry alle 13:08 del 6 gennaio 2010 ha scritto:

discussione e opinione

Ripeto: se per pop ci riferiamo a una sovrastruttura storico-economica allora Frank Sinatra, come anche Miles Davies o Glenn Gould sono pop (aldila' dei generi...) Ma in tal caso il termine diventa davvero troppo generico e, pertanto, svuotato di senso. Per quanto riguarda il rapporto tra arte e denaro so quanto sia complesso (nella nostra epoca come in altri periodi storici). Ma, se qui siamo interessati alle opere d'arte, il loro valore e i loro committenti fanno parte dell'aneddottica. Vorrei aggiungere un'ultimo concetto nella recensione di Richie Hawtin, per chi vorra' seguirmi...

salvatore (ha votato 5 questo disco) alle 13:43 del 6 gennaio 2010 ha scritto:

Credo che stiate andando un po' fuori argomento: se ci mettiamo a parlare del concetto di pop, potremmo stare a disquisire qui per ore. Se per pop, quindi, si intende la sovrastruttura socio-economica o un modo individuale di concepire la musica. I Belle & Sebastian (mi spiace di riproporvi questo esempio, ma credo sia assolutamente appropriato) avevano adottato(purtroppo non tanto l'adottano più) quella estetica non col fine di scrivere motivetti orecchiabili, ma per un'urgenza espressiva e un'ispirazione che non avrebbero potuto trovare altri canali se non quello. L'argomento è molto più complessa e andrebbe studiato e approfondito.

Questa discussione è nata dall'affermazione: La musica pop non puo' essere arte perche' non ha per fine la bellezza...

Ecco, è questo il pensiero che io non condivido. Lo trovo estremamente limitato e limitante.

Poi, Sam jack, il fatto che la metafora del fazzoletto di carta l'abbia fatta freddy mercury, non cambia assolutamente nulla. Il suo parere conta esattamente quanto il mio o il tuo. Credo, inoltre, che esista un pop non solo di maggiore qualità, ma un pop di qualità assoluta che può essere posto al fianco di qualsiasi altro prodotto musicale "alto".

E questo discorso può essere esteso a qualsiasi altro campo artistico, dal cinema alla letteratura...

benoitbrisefer (ha votato 7 questo disco) alle 14:20 del 6 gennaio 2010 ha scritto:

Se restiamo alla etimologia e per pop, genericamente, dobbiamo intendere ciò che è popolare (dunque ciò che ha vasta divulgazione in contrapposizione ad un'arte élitaria o espressione di gruppi dominanti) la questione si risolve non negando valore artistico alla prima ma riconoscendone la sua specificità. Nel corso dei decenni centrali del XX secolo uno degli intellettuali e storici dell'arte più importanti in Italia, Bianchi Bandinelli, aveva individuato, studiando l'arte romana, un filone "ufficiale", legato ai gruppi di potere repubblicani e poi all'impero, ed un' ARTE pop(olare, espressione delle province, basata su altri presupposti formali e contenustici, di assai più immediata fruibilità (leggi comprensione e dunque soddisfazione immediata), ma non per questo meno ARTE!! Per finire vorrei un chiarimento sul concetto di sovrastruttura storico-economica: le sovrastrutture, nella terminologia marxiana, sono le attività spirituali umane (fra cui arte, filosofia, religione, politica etc.) derivanti dalla struttura socio-economica; dunque definire l'aspetto storico-economico (senza essere per questo marxisti) una sovrastruttura mi lascia alquanto perplesso....

SamJack (ha votato 2 questo disco) alle 15:10 del 6 gennaio 2010 ha scritto:

....ma io non ho utilizzato la metafora del fazzoletto di carta per far cambiare qualcosa......solo per far capire che certo pop è proprio così....usa e getta....e che il suo parere conta come il mio o il tuo io lo so già........

Dr.Paul (ha votato 4 questo disco) alle 15:26 del 6 gennaio 2010 ha scritto:

bah la stiamo tirando per le lunghe quando in realtà è tutto cosi semplice ma non semplicistico! ma di quali strutture storico-socio-economiche si parla? è tutto pop, i pink floyd sono pop, dave mason disse che erano entrati nel music business per rimediare quante piu donne e soldi possibili!! anche questa è mercificazione, cosa c'entrano le sovrastrutture? i nirvana non erano pop? nevermind non era un prodotto commerciale?? marco carta e i nirvana sono piu vicini di quanto si creda eh...oh ora nn mi prendete alla lettera, ci siamo capiti...

Emiliano alle 16:04 del 6 gennaio 2010 ha scritto:

Credo che la musica pop sia definita in quanto insieme non da stilemi prettamente musicali, ma da determinazioni secondarie, tra cui la più importante è la fruibilità o "apertura". Il pop è vorhanden nel senso puro del termine. Poi all'interno di questo immenso calderone troviamo spazio per realtà distantissime se analizzate da un punto di vista puramente estetico, il cui sostrato comune è comunque l'immediatezza e l'aderenza al tempo.

P.S. Wharol NON considerava il proprio lavoro "arte", almeno non in senso stretto.

salvatore (ha votato 5 questo disco) alle 19:00 del 6 gennaio 2010 ha scritto:

E' vero che la stiamo tirando per le lunghe, ma solo perchè siamo andati un po' fuori argomento. Questa discussione è nata tutta da una frase (La musica pop non puo' essere arte perche' non ha per fine la bellezza) cui ne sono seguite altre (Nella musica pop l'intento è quello di scrivere dei bei motivetti orecchiabili, vendibili alle masse e assolutamente consumabili). Io tengo solo a sottolineare che non è questo lo spirito di CERTO pop. Che poi esista un altro tipo di pop becero, beh sì, come esiste il rock becero, la classica becera e il jazz becero. La mia non vuole essere una polemica, ma solo la legittimazione di un genere troppo spesso bistrattato a causa di una musica commerciale (questa sì, creata solo per essere commercializzata, quindi consumata) che troppo spesso è definita erroneamente e semplicisticamente pop, e di cui Madonna (nella quasi totalità delle sue produzioni) fa parte.

Dire pop è dire niente. Pop è Laura Pausini e pop sono i Velvet Underground. Se poi al posto ( o al fianco) della parola pop, ci mettete la parola commerciale, vale tutto quanto è stato detto.

Dr.Paul (ha votato 4 questo disco) alle 21:28 del 6 gennaio 2010 ha scritto:

sono d'accordo con daniele83. fruibilità e/o immediatezza sono le ultime cose. la musica pop ha una struttura ben definita: intro-strofa-bridge-ritornello-strofa bridge-ritornello-middle eight-strofa-bridge-ritornello-coda. sui manuali di teoria musicale si leggono ste cose, chiaro lo schema può avere mille varianti, si puo' togliere un ritornello e aggiungere un solo strumentale, il chorus lo metti all'inizio invece di partire con una strofa ecc, ma la solfa è quella! voglio dire...il bar mario di ligabue ha la stessa struttura di school dei nirvana (forse school è addirittura piu elementare), karma police ha la stessa struttura di "hanno ucciso l'uomo ragno" degli 883. quindi sostenere che "La musica pop non puo' essere arte perche' non ha per fine la bellezza" mi sembra veramente assurdo. sheena is a punk rocker è comunemente etichettata come brano punk ma in realtà è pop!

SamJack (ha votato 2 questo disco) alle 21:44 del 6 gennaio 2010 ha scritto:

mi permetto di introdurmi.....ciò che fa pop un brano o meno, oltrechè la struttura....(velvet underground pop...?? si, in effetti devo dire che withe light white heat è un bell'album pop.....dico, dove arrivveremo ora? spero di aver capito male.) ah si, scusate, mi ero perso. oltrechè la struttura, ciò che fa una canzone pop o meno è anche lo spirito con il quale viene composta e creata....dimenticate lo spirito? non fatelo....

Dr.Paul (ha votato 4 questo disco) alle 22:20 del 6 gennaio 2010 ha scritto:

io credo che le lacune tecnico teoriche samjack andrebbero colmate, le tue enunciazioni sulla produzione il missaggio e soprattutto la struttura le ho gia ampiamente testate in passato, meglio nn tornarci su! adoro le emozioni addominali e spirituali che la musica offre, probabilmente sono interessato solo a quel tipo di emozioni, ma devono in qualche modo essere legittimate dalla sostanza, da un minimo di studio didattico!! si white light ha una struttura pop, ebbene si! sister ray credi non lo sia solo perche è cosi abrasiva? sunday morning idem, waiting for my man idem, some kinda love idem!!

salvatore (ha votato 5 questo disco) alle 22:20 del 6 gennaio 2010 ha scritto:

Samjack certo che puoi permetterti di introdurti, ma non capisco la tua ironia. Non credo di aver parlato nel mio commento di white light ma dei velvet in generale... sunday morning, i'll be your mirror, there she goes again sono magnifiche canzoni pop. Che poi il genio di reed/cale e la voce indimenticabile di nico le abbiano elevate in modo incommensurabile, non conta. Rimangono pop songs!!! Quindi che ti piaccia o no i velvet sono anche pop!!! A me interessa il parere di tutti, ma cerchiamo di non stravisare il pensiero altrui... E poi io non dimentico lo spirito del pop. Anzi, proprio in virtù di quello scrivo queste parole. Il pop è, tra l'altro, semplicità, urgenza espressiva, leggerezza, malinconia, ironia, spensieratezza macchiata d'inquietudine. Attenzione, però: siamo lontani anni luce dai concetti di superficialità della musica commerciale.

SamJack (ha votato 2 questo disco) alle 22:41 del 6 gennaio 2010 ha scritto:

...Sui Velvet non sono d'accordo Daniele..non mi sento di definirli "anche pop"...rispetto comunque il tuo pensiero e, puoi scommetterci, con me non si corre nessun rischio di travisare le parole. Dr. Paul, ti devo ringraziare perchè mi hai fatto venire il buonumore....Secondo me dovresti ascoltare i Gun Club....Sarebbe una cosa buona...

Dr.Paul (ha votato 4 questo disco) alle 22:50 del 6 gennaio 2010 ha scritto:

ma io ti voglio bene, sei un amico, scambiamoci i numeri di telefono) tu non riesci mai ad ammettere di aver sbagliato, che i velvet siano pop è un dato oggettivo, quindi inoppugnabile, non puoi rispondere "daniele nn sono d'accordo", cribbio! se io dico che hendriz era mancino, non mi puoi rispondere che nn sei d'accordo cribbio! la musica è anche studio didatticoooo, il mio numero è 339 55...gli altri in pvt ))

SamJack (ha votato 2 questo disco) alle 23:00 del 6 gennaio 2010 ha scritto:

è vero, there she goes again, così come anche altre canzoni dei velvet hanno una struttura lineare...ma presentano uno spirito che io non definisco pop. Poi chiaro, la musica è, per l'appunto, anche struttura, modalità di composizione...e anche altro... dai, sei un amico anche tu : )))

salvatore (ha votato 5 questo disco) alle 23:09 del 6 gennaio 2010 ha scritto:

Dai, allora tutti felici. Per certi i velvet sono anche pop, per altri no...anche se certe cose non dovrebbero essere soggettive

Cmq dr.paul le tue analisi sono sempre interessanti, come le tue recensioni!

Caspita, però, madonna deve sempre far parlare

SamJack (ha votato 2 questo disco) alle 10:37 del 7 gennaio 2010 ha scritto:

....right...per me la questione è: i velvet underground sono un gruppo anche pop...? relazionati all'epoca, mi sento di dire NO, nonostante la struttura più regolare di certe canzoni. Ma, come si dice, il mondo è bello perchè vario ; )

REBBY alle 11:51 del 7 gennaio 2010 ha scritto:

I VU erano pop nel senso di pop art (erano il gruppo di Warhol eh), come erano international

pop group gli Area e come era pop la musica che

preferivo quand'ero sbarbo. Poi è cambiato un pop

(eheh) il senso di questa parola. E' evidente che

per chi ritiene pop nel senso di popolare (famoso

o addirittura commerciale) i VU non lo sono stati.

salvatore (ha votato 5 questo disco) alle 22:07 del 7 gennaio 2010 ha scritto:

Rebby, sì, hai ragione. Infatti io utilizzavo il termine pop non per popolare=famoso (del primo album, quando uscì, ne vendettero tre copie), ma parlavo pittosto di spirito pop e dell'attitudine pop di certe loro canzoni. Ad ogni modo io ascoltavo pop quando ero sbarbo e continuo ad ascoltarlo anche ora insieme a tante altre cose

Un certo tipo di pop, però...

SamJack, non so se i Velvet sono un gruppo anche pop, ma di certo hanno fatto anche popsongs!!!

Passo e chiudo e alla prossima

ROX alle 19:18 del 3 gennaio 2011 ha scritto:

sono d'accordo con Dr. Paul... siamo talmente circondati dal POP che nemmeno ce ne rendiamo conto... detto questo...ray of light è un album noioso, nonostante ci siano dei bei pezzi come la title track e qualche altro brano... per il resto non riesco ad ascoltarlo per intero, molto meglio Music o American life, molto meno noiosi

tramblogy (ha votato 4 questo disco) alle 19:30 del 29 febbraio 2012 ha scritto:

America life..ne parlate?...Ciao