V Video

R Recensione

6/10

La Femme

Mystère

Quella dell’eccesso sembra essere la categoria più consona per “inquadrare” il secondo lavoro dei francesi La Femme, che tre anni fa stupivano con il fortunato “Psycho Tropical Berlin”, manifesto di imbastardimento sonoro e di turbinosa creatività pop. Se già allora gli ingredienti erano molti, con questo “Mystère” le cose si complicano, per un vero e proprio mash up di generi e influssi sviluppati nel corso di sedici pezzi: un’ora e un quarto di scorribande tra pop elettronico, chanson, psichedelia vecchia e nuova, frammenti morriconiani, new wave e chi più ne ha più ne metta.

Purtroppo, questa volta, la proliferazione di stimoli appare meno centrata, anzi sistemata piuttosto disordinatamente in una tracklist vittima di plurime spinte centrifughe, facendo perdere ogni volta il filo del discorso all’ascoltatore. Si passa così dalla visionaria apertura synthpop di “Sphynx” al surf-pop verbosissimo di “Où va le monde”, dalla contaminazione yé-yé della stereolabiana ode dolciastra di “Septembre” al motorik-pop di “Mycose”, e ancora dall’hip-hop di “Exorciseur” all’interminabile vagheggiare psichedelico di “Vagues” (dispensabile la sezione cantata in inglese “Always in the Sun”).

Presi singolarmente, pezzi come la bella “Tatiana” (immaginate un Jacques Dutronc in versione krauta che dialoga con gli Indochine) o la disco-house di “S.S.D” (interessante esperimento di ibridazione tra Gainsbourg, Cerrone e Hercules and Love Affair) mostrano una band in pieno fermento creativo. Il problema, però, sta nell’assemblaggio: le buone idee sono disperse e disordinate, l'ascolto procede alternando bozze (la sequenza atmosferica di “Tueur de fleurs”, “Al Warda” e “Psyzook”, dove vengono instillati curiosi spunti world) e piccoli gioiellini fatti e finiti (i brani già citati, oltre che la grazia anni Sessanta in salsa Françoise Hardy di “Le Chemin”). La tavolozza dei colori è ricchissima, ma la loro combinazione in qualcosa di armonico e compiuto è rimandata, si spera, al prossimo album.

V Voti

Voto degli utenti: 6,3/10 in media su 2 voti.
10
9,5
9
8,5
8
7,5
7
6,5
6
5,5
5
4,5
4
3,5
3
2,5
2
1,5
1
0,5
woodjack 6,5/10

C Commenti

C'è un commento. Partecipa anche tu alla discussione!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.

woodjack (ha votato 6,5 questo disco) alle 10:02 del 17 ottobre 2016 ha scritto:

è vero Cas, l'album è troppo lungo e pieno di "cosette", una tracklist a 10-12 canzoni più ponderate avrebbe giovato, oppure come osservi era necessaria un'organizzazione interna che desse un filo conduttore a tutte queste micro-idee (vedi il disco della Cyrus dell'anno scorso)... detto ciò, io sono uno di quelli che pensa che abbiano fatto un passetto in avanti: il primo disco, più colorato e "arty", mi pareva nascondere una scrittura piuttosto deboluccia, oggi sfoderano più classe, il mash-up all'interno delle singole tracce è meno disordinato, stupiscono meno ma si fanno apprezzare di più, poi piazzano qualche pezzo "fatto e finito" come dici tu.... C'è da lavorare, ma in fondo l'idea di fare degli Stereolab in formato pop-song mi sta simpatica.