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R Recensione

7/10

Violens

Amoral

Eighties again, ma con nuovi incroci. Nati dalle ceneri del collettivo newyorchese neo-wave dei Lansing-Dreiden, i Violens debuttano con un disco che re-interpreta l’onda sophisti-pop di metà '80 attraverso le lenti storte e disarticolate del pop di oggi. L’aspetto più interessante sta proprio nell’affiancare delle riprese new romantic calligrafiche al limite del plagio, o comunque ammiccanti a un détournament persino giocoso (questi, per dire, hanno sovrapposto un brano di Washed Out a uno degli Slowdive...), a proprie divagazioni arty in linea con certe esperienze europee (Mew, Everything Everything, Wild Beasts).

Che ai tre piaccia maneggiare materiale di altri è evidente da certi pezzi revivalisti fino alla sfacciataggine, vedi l’esercizio in stile Spandau Ballet di “Full Collision”, lo spasso tra ABC e Wham di “The Dawn of Your Happiness Is Rising”, o il rifacimento dei New Order periodo “Republic”/“Get Ready” di “Acid Reign”. Stucchevole, se non fosse che si tratta di tre canzoni bomba, soprattutto l’ultima, che immerge un ritornello killer in una struttura contorta, piena di meandri e di involuzioni, mentre Jorge Elbrecht imita il tono di Bernard Sumner con un rigore degno di quei sosia delle star che ogni tanto passano in tivù. Tutto normale, allora, se in “It Couldn’t Be Perceived” sembra di ascoltare George Michael. Tutto sovresposto, senza remore.

È in particolare la seconda metà del disco a proporre sonorità più aggiornate, e spesso stridenti con i suoni fedelmente eighties offerti in precedenza. “Violent Sensation Descends” è un indie-pop sporco un po’ drogato che non ci azzecca nulla con quanto sentito prima, mentre “Trance-like Tum” è una soffusa elegia dreamy dalle sfumature notturne; molto Mew, per la verità, come nel futuribile ¾ macchiato shoegaze di “Could You Stand To Know?”.

Il disco, per la verità, è pulitissimo, ma qua e là i Violens non si fanno mancare momenti caciaroni (il finale di “Full Collision”) o rese più sporcate: esempio l’eccellente “Another Strike Restrained”, lasciata friggere in un fuzz pieno di graffi sotto a cui l’eleganza della melodia, però, emerge cristallina e geometrica (niente a che vedere, insomma, con le approssimazioni lo-fi).

Disco che un po’ inganna e un po’ ammalia, come piace fare a molto art-pop sospeso tra revival e famolo-strano che oggi capita spesso di ascoltare. L’impressione è che spicchino, tra tutte queste proposte, quelle che esibiscono di più il gioco ma usandolo, subdolamente, per ricoprire un’anima e una mistica proprie, e spesso tutt’altro che superficiali. Non sempre scatta, nei Violens, questo meccanismo, ma il disco è comunque uno di quelli del 2010 da ascoltare, e la band una di quelle da tenere più d’occhio.

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Voto degli utenti: 6,5/10 in media su 5 voti.
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motek 7,5/10

C Commenti

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Filippo Maradei (ha votato 7 questo disco) alle 16:30 del 3 ottobre 2010 ha scritto:

...e ancora nessuno che ne parla? Gli ho dato solo un ascolto superficiale, ma mi è bastato per capire che è uno di quei CD "a più strati": molte letture, numerose contaminazioni, bivi a non finire...

Ottima, davvero ottima segnalazione France'!

Ripasserò per il votino e un giudizio più completo.

target, autore, alle 21:22 del 5 ottobre 2010 ha scritto:

In realtà la segnalazione originaria è del buon hiperwlt! Sì, letture contaminate e a più strati. Peccato che non sempre ci sia sotto sostanza (alcuni pezzi, insomma, sono un po' furbi), ma qualche ascolto lo merita sicuro!

Filippo Maradei (ha votato 7 questo disco) alle 7:12 del 6 ottobre 2010 ha scritto:

RE:

In tal caso, un "bravo" anche a Hiper!

Filippo Maradei (ha votato 7 questo disco) alle 13:23 del 10 ottobre 2010 ha scritto:

Ci vedo dentro tanta roba che mi piace: dream-pop alternativo e qualcosina di shoegaze (l'ultima "Generational Loss"). Scorre via che è 'na bellezza. Il votino sta sul 7, ma diventa volentieri un 7 e mezzo.

Filippo Maradei (ha votato 7 questo disco) alle 13:27 del 10 ottobre 2010 ha scritto:

Ah già, sembrano i fratelli dei Mew, solo meno intelligenti e più fighetti...

hiperwlt (ha votato 7 questo disco) alle 19:42 del 2 novembre 2010 ha scritto:

d'accordo con voi sul voto e sui riferimenti. un disco che fa dell'incostanza, del cambio di registro e di atmosfere punti sia di forza che di debolezza. in alcuni suoi momenti, però ("full collision", "another strike restained") convince sul serio. 7

Peasyfloyd (ha votato 4 questo disco) alle 13:55 del 12 novembre 2010 ha scritto:

orribile

ma io non faccio testo, che il pop new romantic non mi ha mai entusiasmato, anzi...

REBBY alle 11:28 del 15 dicembre 2010 ha scritto:

Salvo Violent sensation descends, il brano "che non ci azzecca nulla con quanto sentito prima", ma anche a me quest'album non piace. La citazione di Mew, Everything everything e Wild beasts mi aveva illuso (Are you still in the illusion? Not anymore eheh), anche se, viceversa, quella dei Wham, Spandau ballet e ABC (la cui "presenza" è molto più evidente, a mio avviso) mi aveva fatto sentir puzza di bruciato.