R Recensione

8/10

Radiohead

My Iron Lung

Pubblicato un anno dopo dall'album d'esordio Pablo Honey, questo EP rappresenta un pò il ponte  tra il primo lavoro dei ragazzi di Oxford e lo stile più maturo ed evoluto del secondo The Bends. Il premo pezzo è quello che dà il titolo all'album, My Iron Lung, un ottimo pezzo che sarà poi inserito in The Bends. Il brano è stato scritto in reazione al celebre singolo Creep, che aveva ghettizzato una band in grado di incarnare, come dimostrerà più avanti, una capacità innovativa unica grazie ad un talento impressionante, che qualitativamente supera  e di molto un pezzo di facile assimilazione come Creep.

"This is our new song / just like the last one / a total waste of time / my iron lung", dichiara il cantante, come se stesse per arrendersi al destino da band one-hit wonder, etichetta che i cinque dimostreranno di non meritare, grazie ad una successiva fase discografica che partorirà capolavori a non finire. E' pur vero che i Radiohead non volevano del tutto sbarazzarsi del fantasma di Creep, dato che decidono di chiudere questo EP con una struggente e bellissima versione acustica del brano, in cui Yorke sembra quasi commuoversi nel concitato verso "She's run run run running out... "

La vera gemma di questo EP è indubbiamente You never wash up after yourself, una struggente ballad di meno di due minuti costruita su un semplice arpeggio di chitarra e cantata sommessamente con il tipico lamento nasale del frontman dei Radiohead. The trickster e Lewis (mistreated) sono ancora milto legate a Pablo honey. La prima è costituita da tipici intrecci di chitarre Greenwood-O'brien, mentre la seconda è una chicca che sembra non voler smentire la passione della band di Oxford per i Nirvana, almeno nella tecnica di composizione.

La parte centrale si fa molto interessante, con Punchdrunk lovesick singalong, un brano che non avrebbe sfigurato in Ok computer. Qui la scrittura dei testi comincia a svilupparsi in maniera molto più convincente e il livello di stesura delle parole diviene gradualmente sempre più complesso. Permanent daylight, pur non essendo una cattiva canzone, è forse il pezzo meno valido dell'EP, uno di quei brani che non facevano ancora presagire i capolavori composti negli anni a venire. Lozenge of love è invece una piacevolissima e bizarra sorpresa: una canzone di due minuti e sedici dalle atmosfere un pò hippy costruita con un arpeggio acustico e una chitarra elelttrica che sembra ripetere la parte vocale, un pezzo che richiama un pò I Gratetful dead di Aoxomoxoa.

Da molti considerato un semplice trampolino di lancio tra i Radiohead un pò "adolescenziali" della prima fase e quelli dell'introspettività e della sperimentazione, My iron lung è in realtà un lavoro che può trovare una certa autonomia se viene analizzato meticolosamente nelle otto parti di cui è composto.

Un lavoro gradevole, a tratti eccezionale ed unico in puro stile Radiohead, che riesce a far presagire quel futuro irripetibile che la band ci ha regalato.

  

V Voti

Voto degli utenti: 7,2/10 in media su 11 voti.
10
9,5
9
8,5
8
7,5
7
6,5
6
5,5
5
4,5
4
3,5
3
2,5
2
1,5
1
0,5
loson 7/10
george 7/10
gigino 9/10
Lazarus 7,5/10
gramsci 6,5/10
frenkoso 7,5/10
ThirdEye 7,5/10

C Commenti

Ci sono 8 commenti. Partecipa anche tu alla discussione!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.

loson (ha votato 7 questo disco) alle 12:14 del primo aprile 2009 ha scritto:

E' un EP a cui sono molto affezionato, mi fa piacere vederlo recensito su queste pagine. I primi 5 brani ottimi, gli ultimi due meri scarti (anche "You Never Wash Up After Yourself", parecchio didascalica). Forse sono solo io, ma ho sempre percepito una patina noir, depresso-smithsiana virata cyber in questo piccolo disco, atmosfera che si trova, esasperata e approfondita, in "Ok Computer". "Punchdrunk Lovesick Singalong" è uno dei loro brani più strazianti e splendidi, al pari di "Let Down"; parimenti ispirati "Trickster" e il notevole ricamo folkie di "Lozenge Of Love". Interessante anche "Permanent Daylight", discreto tentativo di umanizzare i Sonic Youth.

Lobo alle 12:48 del primo aprile 2009 ha scritto:

Già sono inutili i dischi di sti qui ... figuriamoci gli ep. Creep è la canzone più deprimente della Storia e Thom "nano" York sarebbe capace di rovinare la musica migliore del mondo con quella voce. Meglio i Coldplay, alla grande.

simone coacci alle 13:01 del primo aprile 2009 ha scritto:

Beh mò non esageriamo Kid A/Amnesiac non sono inutili, sugli altri qualche dubbio ogni tanto viene anche a me. Ma forse è solo una reazione allergica all'immotivato parossismo adorante che scatenano.

lev alle 13:18 del primo aprile 2009 ha scritto:

per me nessun disco dei radiohead è inutile, neanche il bistrattato pablo honey, che non è poi cosi malaccio (6,5). anche se in confronto a quello che hanno fatto dopo un pò sfigura. questo ep purtroppo (e non riesco a capire il perchè) non l'ho mai ascoltato. provvederò. complimenti dario, sempre molto bravo.

otherdaysothereyes alle 20:59 del primo aprile 2009 ha scritto:

Lobo

Capisco che non ti piacciano, ma considerarli di molto inferiori ai coldplay...mah secondo me è l'esatto contrario...nonostante non sia un fan incallito di York e soci, oggettivamente mi sembra che l'importanza e l'influenza dei radiohead sia molto superiore di quella dei coldplay.E poi dalle mie parti deprimente non è sinonimo di brutto...peace

dario1983, autore, alle 0:08 del 2 aprile 2009 ha scritto:

L'EP è quasi sempre un mezzo per dare "segnali di vita" sul mercato, in attesa dell'uscita dell'album. proprio per la sua natura "frettolosa" e per il fatto di essere un'opera collocata in una fase di transizione, raramente sforna capolavori o pezzi in grado di lasciare il segno. anzi, che io ricordi, sono davvero pochi gli EP inseriti in un ipotetico albo dei capolavori della musica, e spesso finiscno per essere semplici chicche per collezionisti o fanatici di un gruppo. Questo dei Radiohead è proprio il classico esempio di ciò che ho appena detto: un fanatico dei radiohead come me lo vuole a tutti i costi, un ascoltatore disinteressato non lo considera nemmeno.

REBBY alle 0:46 del 2 aprile 2009 ha scritto:

Era tanto che non lo ascoltavo. A posteriori, come

dice Dario, lo ritengo album (ok ep) non indispensabile, per "completisti". Punchdrunk

lovesick singalong la mia preferita.

gigino (ha votato 9 questo disco) alle 14:03 del 7 maggio 2010 ha scritto:

anticipatore

in questo EP si rilevano i germi che porteranno al capolavoro che sarà "OK Computer".