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R Recensione

6/10

Radiohead

Pablo Honey

Penso che il modo migliore per affrontare il primo album dei Radiohead sia di affrancarsi completamente da tutto quello che è stato fatto successivamente dalla band di Oxford successivamente. Questa premessa metodologica la considero necessaria per evitare una eccessiva mitizzazione di un gruppo che come pochi ha affrontato diverse correnti della musica in maniera più o meno fortunata a livello commerciale e artistico.

Cosa voglio dire con tutto questo preambolo? Che quando si ha a che fare con i “mostri sacri” (e penso che i Radiohead ormai si meritino questo titolo) si tende pericolosamente a scorticarsi di elogi affrontando in maniera indiscriminatamente positiva anche periodi e prestazioni più incerti.

Ecco perché bisogna cercare di mantenere un occhio critico su Pablo Honey, esordio datato 1993 dei Radiohead, gruppo di Oxford guidato da Thom Yorke. Risulta indispensabile mettere in un angolo i successivi capolavori Ok computer, Kid A, Amnesiac e cercare di contestualizzare in maniera più obiettiva possibile questo album.

E allora diciamocelo: Pablo Honey è un album discreto, ma tutto sommato mediocre. Oggi in molti cercano di rivalutarlo, probabilmente come conseguenza di un amore eccessivo per il gruppo, personalmente però faccio fatica ad accreditare questi giudizi.

Tra rimandi vari a U2 (Lurgee) e Smiths (I can’t) troneggia l'influenza del brit pop , con chitarre però spesso troppo poco elaborate, in un tentativo shoegaze-low-fi decisamente poco riuscito. Ecco perché pezzi come You, Vegetable, Prove yourself non riescono ad appassionare ma anzi procurano un lieve imbarazzo per l’impressione che danno di essere semplici riempitivi. Ciò non toglie che ci siano anche gioiellini di elevata fattura come la scarna ma romantica e intensa Thinking about you e l’incedere elettrico di Anyone can play guitar, ma soprattutto il singolo che diede al gruppo la sua celebrità: Creep. La canzone diventa un inno per una generazione ancora immersa in pieno nel clima grunge che imperversa. Di fatto la malinconia e la disperazione che traspaiono dal canto di Yorke e dal testo che già testimonia un certo “mal de vivre” sono tra i pochi tratti conduttori che sarà possibile ritrovare successivamente nella carriera della band. Rimangono comunque anche momenti pop rock godibili come How do you?, Stop Whispering, Ripcord mentre discorso a parte merita la finale Blow out che si distacca prepotentemente dal modello brit pop e mette in mostra un eclettismo inaspettato con una geniale miscela tra jazz e shoegaze e un finale psichedelico e distorto che fa pensare a un miscuglio tra Pink Floyd e Kraftwerk.

Che cosa rimane di Pablo Honey? Non certo un capolavoro, né in generale un grande album ma sicuramente un esordio onesto anche se comprensibilmente insicuro. L’impressione è che il gruppo risenta decisamente del clima sonoro di inizio anni '90 e si muova di conseguenza più o meno consapevolmente tra i confini del brit pop e del grunge sfornando un album decisamente convenzionale per l’epoca. Tutto questo però viene fatto con sufficiente capacità e ne consegue un ascolto tutto sommato piacevole, anche se con pochi picchi memorabili.

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Voto degli utenti: 6,6/10 in media su 53 voti.

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greg ranieri (ha votato 6 questo disco) alle 12:46 del 30 aprile 2007 ha scritto:

esordio onesto e insicuro, con pochi picchi. Concordo in toto

Blow out la migliore decisamente. Creep inno generazionale. Ma è davvero lo stesso gruppo che ha fatto kid a?

Neu! (ha votato 7 questo disco) alle 17:06 del 27 ottobre 2007 ha scritto:

l'unico disco con un minimo valore artistico dei Radiohead, è anche il meno considerato...

Paranoidguitar (ha votato 7 questo disco) alle 10:04 del 24 novembre 2008 ha scritto:

RE:

esiste anche sta scuola di pensiero a quanto pare... credo però sia molto minoritaria e poco condivisa / condivisibile. Per me pablo honey è il loro disco peggiore e la band concorda con me Si elevano pochi pezzi, Blow Out in particolare (che guarda caso è l'unico del disco che hanno riproposto in tour quest'anno).

E poi dire che è l'unico con valore artistico è un po' da "orecchie foderate". Anche Scaruffi che non è certo un fan mette 7 ad ok computer e amnesiac...

hiperwlt (ha votato 6 questo disco) alle 0:24 del 3 febbraio 2009 ha scritto:

alla luce di kid a e amnesiac questo disco non merita davvero che un ascolto superficiale. tre stello, come dice greg ranieri, per l'onesta e perchè è il loro esordio

benoitbrisefer (ha votato 8 questo disco) alle 12:13 del 3 febbraio 2009 ha scritto:

Indubbiamente The Bends e Ok Computer rappresentano il salto qualitativo dei Radiohead e il pieno raggiungimento della loro riconoscibilità (la rivoluzione Kid A/Amesiac è un'altra storia ancora). Tuttavia liquidare Pablo Honey come appena discreto mi sembra eccessivamente riduttivo e non tiene conto del fatto che accanto ad alcuni momenti eccessivamente derivativi vi sono brani che a lungo i Radiohead hanno inserito come elementi portanti delle loro performance live (fra tutti Creep, Stop Whispering, Anyone can play guitar).

Facciamo allora uno sforzo e diamogliele queste quattro (4) stelline!

george (ha votato 7 questo disco) alle 16:51 del 26 aprile 2009 ha scritto:

niente a confronto con quello che faranno in seguito. Qui erano "solo" un gruppo rock....anche se cominciavano a trapelare le potenzialità!!!

Utente non più registrato alle 19:32 del 11 dicembre 2009 ha scritto:

Album cazzone. Più che Creep il manifesto di Pablo Honey per me è Anyone can play guitar. Ma pure stop whispering è un bel pezzo, ma anche blow up. Vabbè va, la sufficienza la meritano tutta.

swansong (ha votato 8 questo disco) alle 19:04 del 26 aprile 2010 ha scritto:

Prove tecniche di capolavoro!

Che verrà col successivo, irraggiungibile (pure da loro stessi), "The Bends". Comunque, disco godibilissimo, con grandi pezzi rock che sono una bomba sino a metà, per poi calare un pò (i due-tre pezzi centrali mostrano la fiacca..), ma che gioca il jolly con la sublime "Blow out" posta in chiusura..P.S. Scusa Alessandro, mi sei simpatico quindi non ti tolgo il saluto, ma definire "semplice riempitivo" "You", mi ha fatto cadere dalla sedia! )))...semplicemente, a mio parere, uno dei loro pezzi migliori in assoluto!

Sor90 (ha votato 7 questo disco) alle 15:30 del 31 agosto 2010 ha scritto:

Buon esordio

Bè non è così male, si ascolta che è un piacere... Però ogni tanto si fa strada una sensazione strana, a tratti è un pò adolescenziale e paga inevitabilmente lo scotto per quello che hanno fatto dopo. Però trovo che non sia giusto dare un voto (eccessivamente) influenzato da opere successive, quindi per me è un 7 abbondante.

Anche per me You non è assolutamente un riempitivo, così come Prove Yourself... Creep fantastica e la melodia di I Can't l'avevo in testa da anni, assurdo O.o

ThirdEye (ha votato 7 questo disco) alle 18:54 del 17 marzo 2012 ha scritto:

Bohhh

Per me, che lo comperai alla sua uscita, quando eran sconosciuti, rimane un buon lavoro, soprattutto se visto nell ottica di quell epoca! Certo che se li si è conosciuti da Kid A, questa è un altra band, ma noi che abbiam vissuto il tutto in tempo reale non potevamo minimamente immaginare cosa sarebbe accaduto in futuro, tant' è che all uscita di Kid A alcuna gente rimase delusa, i fan della prima ora. Un buon album.

bill_carson (ha votato 6 questo disco) alle 12:39 del 15 marzo 2013 ha scritto:

credo non sia corretto valutare questo disco solo alla luce di ciò che è venuto poi. a mio giudizio propone diverse canzoni interessanti. ha un sound che personalmente trovo poco accattivante, ma non è un brutto esordio, anzi. dico ciò al netto dei mio odio per Creep.

madcat (ha votato 5 questo disco) alle 7:43 del 16 marzo 2013 ha scritto:

bruttino forte

Rorschach (ha votato 5 questo disco) alle 22:03 del 10 settembre 2013 ha scritto:

Adoro i Radiohead, ma questo esordio non sono mai riuscito a digerirlo più di tanto, nonostante l'abbia ripreso più volte nel corso degli anni per cercare di rivalutarlo...

Salvo solo (come molti d'altronde) Blow Out( davvero bella), Anyone... , Creep, e in parte You.

Il resto faccio davvero fatica ad ascoltarlo, in particolare Stop Whispering e Lurgee.

Fortunatamente già dal successivo The Bends i Radiohead non sbaglieranno più un colpo e sforneranno quasi esclusivamente capolavori...

classicsor (ha votato 6,5 questo disco) alle 22:32 del 27 novembre 2013 ha scritto:

Disco che viene trasportato dal genere indie/grunge che si diffondeva in quelli anni, disco gradovole comunque all'ascolto, ma in netto ritardo con i 'capolavori' già usciti. 6.5

REBBY (ha votato 6 questo disco) alle 23:37 del 27 novembre 2013 ha scritto:

Indie/grunge? E' come dire ad un livornese che è un pisano eheh staranno pure entrambi toscani ...

Mattia Linea (ha votato 8 questo disco) alle 11:30 del 15 agosto 2014 ha scritto:

Ottimo album d'esordio. C'è tutto: noise ("Stop Whispering"), grunge ("Creep"), rock melodico ("I Can't"), punk ("How Do You Do"). Thom Yorke ha una voce meravigliosa, potente e raffinata allo stesso tempo, mentre il chitarrista Jhonny Greenwood è ritenuto uno dei nuovi capiscuola nel proprio strumento. Tuttavia, alcune canzoni rischiano di cadere nel rock pop banale, anche se alla fine i Radiohead riescono sempre ad uscirne intelligentemente e con una rara maestria compositiva.

RadioheadFan (ha votato 8 questo disco) alle 23:26 del 9 ottobre 2015 ha scritto:

Boh... a me piace molto... un po' naif, ma per questo mi affascina

LucaJoker19_ (ha votato 5 questo disco) alle 17:51 del 11 ottobre 2015 ha scritto:

acerbo. l'ho giusto ascoltato un 3-4 volte per rispetto, ma a parte quelle 5-6 traccie , il resto lo scarto

baronedeki (ha votato 6,5 questo disco) alle 15:10 del 7 agosto 2016 ha scritto:

Era il 6 agosto del 1995 andai a vedere i R.e.m. a Catania e mi accorsi con estremo stupore che quasi la metà degli spettatori era là per un gruppo a me sconosciuto i radiohead chissa quante imprecazioni di Stipe nessuno dei presenti voleva che il concerto dei Radiohead finisse sarà stato un caso ma da li a poi le strade dei due gruppi si divise . Pablo Honey è un album acerbo trainato da una super hit creep ma che già faceva intravedere spiragli di gran classe . Qualche anno fa' ho comprato la versione doppio e con mio rammarico avevano del materiale che avrebbero potuto inserire in questo esordio rendendolo migliore.

FCA1739 (ha votato 6,5 questo disco) alle 22:20 del 22 dicembre 2016 ha scritto:

Un buon album. Risente un po' troppo delle influenze del periodo ma penso che sia una cosa normale ed anche giusta per l'esordio di una band. You, Creep, Anyone Can Play Guitar, Ripcord e Blow Out le migliori cose presenti in questo album

FCA1739 (ha votato 6,5 questo disco) alle 22:21 del 22 dicembre 2016 ha scritto:

Un buon album. Risente un po' troppo delle influenze del periodo ma penso che sia una cosa normale ed anche giusta per l'esordio di una band. You, Creep, Anyone Can Play Guitar, Ripcord e Blow Out le migliori cose presenti in questo album