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R Recensione

7/10

Tom Adams

Voyages By Starlight [EP]

Porta un nome da romanziere questo giovane musicista inglese con base a Berlino che, dopo due dischi autoprodotti e una comparsata su Deutsche Grammophon con un remix di Max Richter, è da poco approdato alla Kowloon Records per dar vita a un EP tanto bello quanto foriero di buone aspettative. "Voyages By Starlight" consta di cinque pezzi, tra cui due strumentali e tre cantati con la tipica voce in falsetto del nostro. Il suo stile riconduce alle vibrazioni vocali di Antony e agli intrecci elettronici di Jon Hopkins, alle tinte scure di Patrick Wolf e alla carezzevole flemma di James Blake. Il risultato è un disco affascinante e raffinato, fatto di luci soffuse ed emozioni forti, d’incontrastato sentimento umano, che si muove tra minimalismi elettronici e pop cameristico, bilanciando sapientemente l’inclinazione alla sonorizzazione filmica (nel 2014 ha brillantemente condito di note il film "The Knife That Killed Me") con le prerogative della musica radiofonica.

La title track e "The Last Farewell" rappresentano il lato strumentale di questo EP – la prima un'intro, l’altra una fuga – in cui Tom Adams, attraverso l’introspezione, riesce a creare dei paesaggi sonori di grande forza espressiva: in una sola parola, ambient – di altissimo livello, tra l’altro. "Seven Birds", "Fade" e "Stellar" sono invece cantate con gusto ed eleganza. La prima è giocata tutta su un pianoforte a cui si sovrappongono infiltrazioni temporalesche che paiono provenire da un film drammatico, ma è "Fade" il biglietto da visita più completo di Adams, in cui voce e piano s’interrompono spesso per lasciare spazio a quella «emotion recollected in tranquillity» tanto cara al poeta William Wordsworth. Ed infine "Stellar", il brano più elettronico del disco, dove l’artista britannico aumenta a dismisura la propria capacità di ipnotizzare l’ascoltatore con sintetizzatori tondi e pulsazioni cosmiche, ferma restando la voce in falsetto che rende tutto più trasognato.

È chiaro che la prestigiosa label tedesca di musica classica citata in apertura rappresenti un’investitura regale per qualsiasi artista, e Tom Adams sta adesso cercando di non fare il passo più lungo della gamba, perché a bruciarsi ci vuole un attimo. "Voyages By Starlight" è soltanto un EP ma è un punto di partenza, l’anno zero del nuovo Tom Adams, una prova – di certo maiuscola – del suo talento, che però crea un’attesa ancor più spasmodica sulla discografia a venire, che non vediamo l’ora di ascoltare.

V Voti

Voto degli utenti: 7/10 in media su 1 voto.
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C Commenti

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Gio Crown (ha votato 7 questo disco) alle 17:51 del 10 gennaio ha scritto:

non mi piace proprio tutto, ma alcuni pezzi sono stupendi e così struggenti da far venire le lacrime agli occhi (fade, seven birds).

Forse un po' più di vivacità non guasterebbe, ma è comunque godibile.