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R Recensione

8/10

Beach House

Bloom

Ci sono band che, per lasciare il segno sul lungo periodo, hanno bisogno di mutarsi, proporsi in vesti nuove, svoltare. Altre, invece, a cui basta germogliare. Ed eccolo, il germoglio dei Beach House. Dopo l’apertura delle finestre di “Teen Dream”, con questo quarto disco il duo di Baltimora è il palloncino che esce e si perde in cielo. Nessuna traccia rimane della claustrofilia ovattata dei primi due lavori. Qua le chitarre luccicano, le tastiere sono aeree, le basi si fanno sempre meno asettiche, il respiro sonoro è vastissimo, con una Legrand ormai sontuosa, in cima a tutto. Capace di tirar fuori melodie che fanno di “Bloom”, per livello compositivo, l’apice della band.

E i Beach House, ormai, sono una band importante. Una di quelle che si citano come modello per nuovi artisti. “Suonano come i Beach House”. “Sembrano i Beach House”. “L’organo è stra-Beach House”. “Bloom”, ecco, è un disco infinitamente Beach House. Eppure non c’è autocitazionismo. C'è, semmai, il perfezionamento di un'idea di pop. Rispetto al gemello “Teen Dream” la gamma sonora è ancora più allargata e assai più ricca. Cristallina. Se prima la Legrand poteva vantare il ricorso a una decina di organi diversi, ora è circondata da moltissime altre varianti, tanto più che a reggere le strutture dei pezzi sono spesso le chitarre, fumi di bassi molto più densi che in passato, effetti ritmici lussureggianti rispetto al minimalismo un po’ autistico (e pur già così evocativo) dei primi dischi.

E così, dopo l’intro, i pezzi tendono subito a esplodere e a mandare in gloria le linee vocali estratte dalla Legrand, inerpicate sopra arpeggi ipnotici che rimangono sullo sfondo a puntinare il paesaggio (di sole, naturalmente: il disco è stato registrato in Texas). Così, ad esempio, scorre “Lazuli”, che poi propone la consueta forma-canzone à la Beach House (appunto), con una variazione melodica dopo il secondo ritornello a fare da lunga coda finale. Ma se è gloria, è anche un poco malinconica. La melodia di “Myth” cita “Eyes without a Face” di Billy Idol, la spettacolare giostra in languido cabaret di “On the Sea” ricorda un mare nordico piuttosto che mediterraneo, “Wishes” spreme le dolcezze tristi dei carillon, “New Year” irrompe con una batteria impetuosa e su cori molto aerei, eppure è coperta da una glassa di nostalgia mandata in velenoso loop dal giro di chitarra, mentre i due accordi che si riversano l’uno nell’altro di “The Hours” dicono che è primavera, certo, ma un po’ appartata.

Il flusso sonoro di “Bloom” non poteva che scorrere in una dimensione lontana, un po’ esilio e un po’ viaggio fantastico. Che questo mondo non interessasse ai Beach House, d’altronde, lo si era già capito da come cercavano di eluderlo chiudendosi nelle stanze scure dei primi due dischi. Qua, con un movimento in direzione opposta, la soluzione è la fuga, ma il risultato non cambia (tutto il nero di copertina e singoli qualcosa vorrà pur dire). Ascoltare un disco dei Beach House rimane pura metafisica del pop. “It’s a strange paradise”, come recita il mantra finale di “Irene”. Qui più che mai.

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Voto degli utenti: 7,4/10 in media su 33 voti.

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crisas (ha votato 6 questo disco) alle 0:27 del 8 maggio 2012 ha scritto:

Putroppo mi lascio condizionare dalla bellezza del precedente album, più particolare e sofisticato e do una quasi sufficienza, considerando anche che la mia preferita di questa nuova fatica è il b-side Equal mind.

Filippo Maradei (ha votato 6 questo disco) alle 12:22 del 8 maggio 2012 ha scritto:

Il disco parte benone, la successione "Myth" + "Wild" (quella chitarretta scema mi fa impazzire) + "Lazuli" (la base è perfetta, e bella la progressione melodica, si sente che è un brano maturo) è davvero potente, il respiro sonoro - molto preciso Fra - è vastissimo, e sì insomma sulle prime note sembra che i BH abbiano trovato una nuova consapevolezza, siano usciti fuori dal guscio e via dicendo; ma poi si perdono troppo nella parte centrale, un continuo rincorrersi di melodie già sentite, ripetitive tra loro e che, per me, non aggiungono davvero nulla al loro stile canzone (diventato appunto un modello, giusto); per fortuna si riprendono discretamente verso la fine, con altre due canzoni degne di nota: "On The Sea", tutta giocata sul riverbero cristallino, e "Irene", anche qui ottimo sviluppo all'interno della canzone e grande prova vocale della Legrand. Insomma, un po' di delusione la riservo, ma giusto perché ho una considerazione troppo alta di loro: rimangono ai vertici della canzone pop, sarà per la prossima. )

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 12:30 del 8 maggio 2012 ha scritto:

Il voto è alto, altissimo. 5 stelle, lo dico subito. E con questo non voglio dire che “Bloom” sia migliore di “Teen Dream” (che probabilmente resta il loro capolavoro, chissà…) o di “Devotion”… solo il tempo potrà deciderlo. E’ un voto “alla carriera” (il mio primo 5 stelle “in diretta”) per un gruppo che, in poco più di un lustro, ha lasciato un segno indelebile nel panorama musicale contemporaneo e, cosa più importante, nella mia persona. Venendo alla musica, la mia sensazione è che i Beach House abbiano compiuto, fino a questo momento, più un percorso circolare che lineare: insomma, come credo di aver anticipato nel forum, la mia impressione è che con questo album Legrand/Scally abbiano un po’ ripreso – in certe situazioni - le atmosfere dark (sì, lo so che è un parolone applicato ai beach house) degli esordi, rielaborandole alla luce dell’ariosità raggiunta con “Teen Dream” (penso a brani come “Wild” o “Troublemaker”), sebbene siano diverse le canzoni che mostrano una forte continuità con “Teen Dream”. Insomma non parliamo di fiore, ma di bocciolo: la gardenia che ho a casa ha fatto un bocciolo che non si è mai aperto. E’ diventato nero e poi è caduto. Ecco, questa la mia sensazione di “Bloom”. Mi sembra ci sia anche un maggiore recupero di sonorità anni’80 ( più Cocteau Twins che Mazzy Star, insomma), non trovi, Fra’? Molto belli anche i testi che ricreano un po’ le atmosfere delle short stories della Woolf (che esagerazione!!!! Vabbé non ho detto la qualità letteraria, ho detto le atmosfere un po’ epifaniche…). Poi vabbé, gli arrangiamenti allo zucchero filato, l’organo, le chitarre di Scally, la voce (che voce!!!!) della Legrand… Brano preferito: Tutti! Brano preferito della giornata: “Wishes”. Ovviamente, le probabilità che questo non diventi il mio disco preferito del 2012, sono le stesse che ho di diventare un velociraptor (in questa vita, non nella prossima, che non si sa mai )… Caro Francesco, te l’ho già detto, hai un dono della sintesi spettacolare. Altri, per parlare di questo disco, sviscerandolo in tutte le sue componenti come hai fatto tu, ci avrebbero impiegato 25000 caratteri (spazi esclusi). La recensione è bellissima (félicitations! ), il disco è un capolavoro!

target, autore, alle 12:58 del 8 maggio 2012 ha scritto:

Wow, Salvo, botto più che blooom! Ci sono più sonorità '80, è vero (la chitarra di "New Year", ad esempio), ma sempre con mano leggerissima. Sul percorso circolare non so. A me la loro carriera, per ora, sembra abbastanza nettamente divisa in un 2 + 2. Certo, la seconda doppietta è in stretta continuità con la prima, ma a me pare tendere più verso fuori che verso un ricongiungimento con gli esordi. In questo senso "Bloom" sarà il loro classico della maturità (avevo la tentazione del 9, infatti), il punto dove tutto ciò che hanno fatto finora converge, ma anche il disco oltre al quale bisognerà dare una svolta al modulo stesso - che qui, appunto, hanno cercato di portare a una limpidezza cristallina. Insomma, la delusione di Fil per me è ancora godimento: non ne avevo abbastanza, e qui c'è tutto ciò che serve per strafogarsi. (Grazie ancora per gli esagerati complimenti!)

casadivetro alle 13:43 del 8 maggio 2012 ha scritto:

il voto lo do quando torno sulla terra

Come monta bene. Cresce col tempo, ti rapisce, e di te rimane gran poco. Legrand, algida sacerdotessa emanata da una visione di Gustave Moreau, calda voce che dipinge ogni nota; Scally che ricama e cesella il tessuto armonico delle canzoni. Meraviglia.

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 17:13 del 8 maggio 2012 ha scritto:

Non tornarci sulla terra! Uno fa tanto per sollevarsi... Buon viaggio e ben ritrovata PS. calzantissima l'immagine di Moreau

ozzy(d) alle 1:07 del 9 maggio 2012 ha scritto:

ma l'avete ascoltato anche voi? pensavo fosse ancora segretissimo visto che altri offrono streaming esclusivo ghghghgh

Filippo Maradei (ha votato 6 questo disco) alle 1:31 del 9 maggio 2012 ha scritto:

RE:

Ahah, devi sapere Gully che gli altri sono i Re dei Limbi, viaggiano di galassia in galassia e hanno visto cose che noi umani...

ozzy(d) alle 10:33 del 9 maggio 2012 ha scritto:

forse intendevano screaming non streaming ghghghgh

bill_carson (ha votato 6 questo disco) alle 11:43 del 9 maggio 2012 ha scritto:

troppo simile al prededente

abbian capito che han trovato la forumla giusta, ma per quanti dischi intendono usarla senza variazioni?

boh. carino.

gull (ha votato 6 questo disco) alle 15:10 del 9 maggio 2012 ha scritto:

Contrariamente ad ogni aspettative non mi sta dispiacendo affatto. Anzi, direi pure che in qualche misura mi piace e lo ascolto da alcuni giorni!

C'è una perfezione formale che non può non colpire. Quasi il punto di arrivo di certe sonorità, che qui sembrano giungere al loro approdo definitivo.

In effetti, però, qua e la qualche ripetizione la individuo anch'io che li conosco poco (fino ad oggi li avevo abbastanza detestati).

Nel complesso capisco perché gli amanti del dream pop stiano impazzendo per questo disco.

hiperwlt (ha votato 8 questo disco) alle 22:52 del 9 maggio 2012 ha scritto:

someday out of the blue it will find you

la formula rimane pressoché inalterata, e nonostante ciò nulla risulta forzato: melodie in grande spolvero, arrangiamenti perfezionati al massimo, e una maturazione piena, tangibile, di ogni singolo episodio. ecco, c'è appunto un'immediatezza anche maggiore nella percezione d'insieme, una 'gamma sonora assai più ricca' (per fare il verso all'ottimo Francesco) e una voce, quella di legrand, ancora più intensa ed evocativa. quello che legrand e scally hanno tra le mani è un potenziale immenso: "bloom" non ne spreca nemmeno una briciola. ps: se devo sceglierne una, dico "troublemaker" - ma come per Salvo (a proposito, quoto tutto il tuo intervento) anch'io cambio di momento in momento

crisas (ha votato 6 questo disco) alle 23:36 del 9 maggio 2012 ha scritto:

Bravo IraKaplan, carino è il termine quasi perfetto, io direi caruccio. Qui hanno ordinato tutte le loro precedenti idee, peccato che sia proprio quest'ordine e linearità a far storcere in naso, nelle melodie poi si avverte ancor di più.

crisas (ha votato 6 questo disco) alle 23:37 del 9 maggio 2012 ha scritto:

Melodie ... forzate, confezionate.

TexasGin_82 (ha votato 6 questo disco) alle 11:32 del 10 maggio 2012 ha scritto:

Boh

Io li ho sempre trovati noiosetti, troppo zucchero e stelline. Questione di gusti. Però questo disco non mi sembra "un capolavoro", né la band "un modello per i nuovi artisti" che "ha lasciato un segno indelebile nel panorama musicale contemporaneo". Sono dei perfezionisti, questo sì, ma a parte ciò non riesco a vedere dove stia la grandezza della loro musica. Qualcuno mi può illuminare?

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 12:13 del 10 maggio 2012 ha scritto:

RE: Boh

Beh, il termine capolavoro è piuttosto soggettivo. Io non ritengo un capolavoro "Ten" dei Pearl Jam, tanto per dire, quindi... Posso dirti, però, che IO lo considero un capolavoro perché trovo ci sia tutto ciò che cerco in un album: melodie fantastiche, eleganza, emozione, ricercatezza, gusto eccelso negli arrangiamenti, una voce da brividi...

Sul fatto, invece, che rappresentino un modello per altri artisti, credo sia piuttosto oggettivo. Non so quanto dream pop tu ascolti, ma se presti un po' di attenzione alle recensioni collegate a "Bloom", te ne accorgerai facilmente...

PS. Viva lo zucchero e le stelle!

TexasGin_82 (ha votato 6 questo disco) alle 15:09 del 10 maggio 2012 ha scritto:

RE: RE: Boh

Ok, grazie del chiarimento. In effetti no, non ne ascolto affatto di dream pop. Anzi, ad essere sincero non ne conoscevo neppure l'esistenza. Ci sono troppi tipi di Pop, e troppi sottogeneri nella musica in generale! Non si capisce più niente, ma poi a che serve? Mah. Forse che adesso credo che il dream pop non mi piaccia, e tra un mese uscirà un rivoluzionanrio disco di dream pop dissonante che mi farà cambiare idea. Quindi, concludiamo definendolo un disco che "ha lasciato un segno indelebile nel panorama del dream pop contemporaneo"?

crisas (ha votato 6 questo disco) alle 13:44 del 10 maggio 2012 ha scritto:

Una cosa è certa, la sua voce, la sua timbrica, lo stile del cantato è veramente particolare, a me piace molto.

NathanAdler77 (ha votato 7 questo disco) alle 18:58 del 11 maggio 2012 ha scritto:

Found yourself in a new direction

Ascolti "Wild" e pensi "the Cocteau Twins are back in town"...Cresce con gli ascolti, utilizza una tavolozza di colori più ampia, meno minimale rispetto alle produzioni passate, anche se continuo a preferirgli "Teen Dream", il loro apice stilistico\compositivo. Ottimo il trittico iniziale, "The Hours", "On The Sea" e i sette minuti paradisiaci di "Irene". Legrand sempre ipnotica.

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 13:35 del 27 maggio 2012 ha scritto:

Beach House performing "Lazuli" live on Later with Jools Holland 26th May 2012:

!

... con una Legrand particolarmente fascinosa

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 16:59 del 10 giugno 2012 ha scritto:

Primo video (era ora, direi!!!) per il singolo Lazuli:

Molto bello e molto cinematografico (tra tarantino e spielberg)!

REBBY (ha votato 8,5 questo disco) alle 8:41 del 27 agosto 2012 ha scritto:

Quel che scrive Francesco in questa rece è per me oro colato, identico sentire.

"...con una Legrand ormai sontuosa, in cima a tutto..."

tramblogy alle 12:52 del 27 agosto 2012 ha scritto:

Salvatore, mai visto ghostbusters?

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 13:18 del 27 agosto 2012 ha scritto:

No, mai.

tramblogy alle 13:28 del 27 agosto 2012 ha scritto:

Non poteva essere diversamente.....guardalo che non ti venga in mente qualche ispirazione migliore. Ciao (senza polemica)

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 13:42 del 27 agosto 2012 ha scritto:

Ma basta il primo o tutta la serie? Non vorrei tralasciare qualche dettaglio fondamentale...Grazie per la dritta cinefila! Ciao

tramblogy alle 13:48 del 27 agosto 2012 ha scritto:

Bhe non c'è una serie ....i film sono solo due...visti al cinema entrambi in piedi, belli gli anni 80 , ma il primo per me e' il migliore....un classico.

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 13:56 del 27 agosto 2012 ha scritto:

Ah, d'accordo, ho capito... Allora parto col primo (a me i classici piacciono molto)! Se poi volessi approfondire, mi procuro il secondo...

Hexenductionhour (ha votato 6 questo disco) alle 14:23 del 6 novembre 2012 ha scritto:

Bel disco, ma privo di quell'incisività del precedente Teen Dream e anche piuttosto lento e monotono...a parte 3-4 brani al massimo gli altri sembrano messi lì solo come "riempimento" (The hours, Troublemaker, Wishes...discreti) troppa ripetitività, i suoni sono ben confezionati ma sanno di già sentito. mentre con Teen Dream e Devotion credo abbiano raggiunto l'apice...con quest'ultimo Bloom pare si siano un pò cullati sugli allori e abbiano deciso di dare un senso quasi commerciale al loro suond, buon disco ma nulla di eccezionale, una mezza delusione.

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 13:12 del 18 novembre 2012 ha scritto:

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 19:16 del 18 novembre 2012 ha scritto:

Ma insomma, lo avete visto il video? Non è spettacoloso? Tra l'altro "Wild" è uno dei picchi dell'album (il disco è uscito a gennaio, ma non dimenticatelo, please) e le immagini riassumono perfettamente la ritrovata vena dark del duo...

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 23:39 del primo gennaio 2013 ha scritto:

Nuovo video: New Year

Sor90 (ha votato 8 questo disco) alle 18:41 del 3 gennaio 2013 ha scritto:

Stupendo, dalle melodie ai suoni. Le linee vocali e della chitarra sono incantevoli. Si avverte che è un sound compiuto, perfettamente calibrato. Cala un pò nel finale. Ammetto di non aver ascoltato i dischi precedenti, cosa che farò al più presto, ma questo si è guadagnato un posto d'onore fra i miei ascolti del 2012.

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 13:06 del 16 febbraio 2013 ha scritto:

Ma lo sapete che "Bloom" contiene una hidden track? Me ne sono accorto solo ieri quando, viaggiando in macchina, ho dimenticato di cambiare cd alla fine di "Irene"... Si chiama "Wherever You Go", è bellissima ed è questa: http://vimeo.com/46001227

Hexenductionhour (ha votato 6 questo disco) alle 19:42 del 23 agosto 2013 ha scritto:

a quasi un anno di distanza torno a commentare quest'album, il mio giudizio devo ammettere che e' stato abbastanza affrettato...quando commentai il disco gli avevo dato appena qualche semplice ascolto a anche un po' superficiale! ma dopo aver ascoltato approfonditamente il disco e soprattutto dopo averli visti live al Piper club di Roma ammetto di non aver compreso la vera bellezza e grandiosita' dell'album! probabilmente e' vero che i pezzi sono piu' studiati e ben confezionati, e forse anche meno spontanei di quelli di Teen Dream...ma allo stesso tempo e dopo ripetuti ascolti si comprende la vera profondita' di tali pezzi! quello che mi ha colpito in particolare e' la purezza e il significato delle canzoni, seppur attentamente studiate perdono comunque poco della loro bellezza ed anzi assumono una compattezza ed una forza e " luminosita' " unica...scusate se uso questi termini ma non ne trovo di piu' appropriati. Ogni canzone e' come una gemma, un piccolo capolavoro a se stante. Myth, Wild, Lazuli, On the Sea raggiungono quasi la perfezione ma quelle che ho apprezzato maggiormente sono Other People con il suo ritmo lento e quasi iprnotizzante e soprattutto the Hours...il vero capolavoro del disco, musicche testo e voce al top! un pezzo che ho apprezzato piano piano un poco alla volta e dopo ripetuti ascolti ma che ritengo sia uno dei migliori in assoluto della band.

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 20:20 del 23 agosto 2013 ha scritto:

C'ero anche io al Piper il 10 marzo, Hexen (attaccato alla transenna in prima fila )! Concerto strabiliante! Io ero completamente ipnotizzato dalla voce, dalle movenze e dai... capelli della Divina Victoria!

REBBY (ha votato 8,5 questo disco) alle 22:09 del 23 agosto 2013 ha scritto:

Ah, ecco, essendo spesso in sintonia con i tuoi giudizi ( Hex) ero rimasto stranito eheh dal tuo intervento precedente. Ribadisco recensione perfetta.

Hexenductionhour (ha votato 6 questo disco) alle 22:23 del 14 settembre 2013 ha scritto:

probabilmente è ancora presto per parlarne ma non vedo l'ora che esca un loro nuovo album, non riesco più a fare a meno delle loro sonorità!

ormai sono entrati con pieno merito tra i miei ascolti preferiti di sempre...

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 14:17 del 19 settembre 2013 ha scritto:

Meraviglioso video per "Wishes" (è uscito da parecchio, ma mi ero sempre dimenticato di postarlo) che è forse il brano dell'album che più ho ascoltato in questi mesi (così dice, per lo meno, il contatore del mio I Pod).

Jacopo Santoro (ha votato 7,5 questo disco) alle 15:33 del 20 novembre 2013 ha scritto:

Un disco intimo e speciale.

La Legrand ci accarezza, come accarezza i tasti del piano.

Myth tra i pezzi migliori del 2012. Non ci sono cedimenti o sbavature, il finale si impenna con "On the sea".

target, autore, alle 16:27 del 26 maggio 2015 ha scritto:

Notizia di 45 secondi fa: nuovo album, "Depression cherry", il 28 agosto.

hiperwlt (ha votato 8 questo disco) alle 23:36 del 26 maggio 2015 ha scritto:

hype alle stelle

Hexenductionhour (ha votato 6 questo disco) alle 9:38 del 5 luglio 2015 ha scritto:

Ho ascoltato Sparks il primo brano estratto del nuovo album, ha un sound un pò diverso da quello degli album precedenti...più "shoegaze" per certi versi, non è affatto male, attendo con ansia l'uscita del disco!