Desolation Wilderness
New Universe
È da un po' che lo dico: la formula Deerhunter/Atlas Sound/Lotus Plaza è una formula vincente.
Vincente perché costituisce il punto d'arrivo di decenni di indie, shoegaze, dream-pop e psichedelia, amalgamando in soffuse nebulose elettriche tutti gli elementi base dei vari generi. Voci soffuse, arpeggi cristallini di chitarra, feedback avvolgenti, atmosfere sognanti e sfumate...Un mix irresistibile di umori adolescenziali e brame acide, con un tocco elettronico piacevolmente modernista.
I Desolation Wilderness, di Olympia, sono Nicolas Zwaart, Ben Kapp, Andrew Dorsett e Gordon Baker e sono al secondo album in studio. Il loro sound fornisce una perfettta sintesi dei discorsi aperti dalla cerchia di Bradford Cox, con il risultato di fornire agli ascoltatori un esemplare semplificato, genuino, immediato di questa maniera di intendere il pop.
Per certi versi abbiamo di fronte una regressione stilistica, ma autocosciente: si vogliono sfruttare proprio le basi del suono Deerhunter, e non le sue complesse ramificazioni. Citare solo questo filone rimane comunque poco onesto: l'ispirazione agli anni '60 è mediata attraverso rimandi ai vari Fleet Foxes e Grizzly Bear, per un surrogato denaturato di surf pop da giornate nebbiose e senza troppe onde, composto da dei Beach Boys storditi e annoiati.
Venice Beach si apre tra un fruscio di piatti e tra vaghe vibrazioni in sordina, quando una morbida armonia generata dai cristallini arpeggi della chitarra elettrica riempie ogni vuoto levitando su un basso rotondo e plastico e su una ritmica in grado di gonfiarsi pian piano facendo montare con sé tutto il brano. Due minuti e mezzo di piacere puro.
Ma è con la melodia calcata della successiva Boardwalk Theme che penetriamo definitivamente nel “nuovo universo” dei Desolation Wilderness: gusti dolciastri e sonorità soffuse che evolvono in una continuità lineare amabilmente ciondolante tra strofa e ritornello, ognuna capace di sciogliersi nell'altro. Ancora Moon Dreams, Strange Cool Girl, Satellite Song e You Hold A Power On Me a cullarci in spire avvolgenti e sedative, rallentate, oniriche, accennando il rischio di toni eccessivamente monotoni, ma sempre in grado di dar vita a qualche grazioso espediente per scrollarsene di dosso il peso.
Il pezzo forte dell'album giunge dopo che la prima metà di questo ci ha fornito la giusta predisposizione per apprezzarlo in pieno: la splendida San Franciso 2AM, apice indiscusso, riesce ad aggregare superbamente ogni elemento finora ascoltato in un lento incedere iniziale, conscio del proprio saper giocare sulle attese, per poi sgorgare in una mozzafiato e colorata esplosione di melodie soffici e vellutate.
Fratello minore e disilluso delle opere di Cox e soci, questo New Universe rimane comunque un disco di ottima fattura, un'ingenua perla di romanticismo adolescenziale, l'esempio di come la pura e semplice melodia possa trovare ancora spazio in questo mondo senza risultare scontata e banale.
Sito ufficiale: www.desolationwilderness.net/
My Space: www.myspace.com/desolationwilderness
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