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R Recensione

6,5/10

Minks

Tides End

Bella sterzata per i Minks, che con il debutto di due anni fa si erano inseriti di slancio nel filone indie pop sfumato shoegaze della Captured Tracks. Dopo una crisi di ispirazione e un trasferimento a Long Island, il leader Shaun Kilfoyle, con l’aiuto del produttore Mark Verbos, ha optato per una virata electro non inedita nel roster dell’etichetta (Wild Nothing, Blouse, ma soprattutto Craft Spells e Blank Dogs) e ideale per rinfrescare un sound che proprio in queste vesti, libero dagli aloni e dalle nebulosità, sembra dare il meglio.

Dagli sfilacciamenti snervati del debutto si passa dunque a pezzi ben strutturati, pop senza infingimenti, geometrie synth un po’ volgarizzate, melodie che quasi sempre azzeccano l’hook giusto, in un mare di rimandi ‘80s di secondo grado. Per cui sono i Cold Cave a filtrare i New Order (“Doomed And Cool”), un po’ come nel recente Neon Neon (“Margot” sembra uscire da lì) o nell’ultimo Kisses (“Romans”).

La voce di Kilfoyle, senza più l’appoggio di quella femminile, arriva pulita, anche se vagamente anestetizzata, come da etichetta electro-pop. Bene così, perché certi episodi godono di un dandysmo distratto perfettamente reso (“Playboys of the Western World”) e perché certe linee vocali si stagliano meglio, sopra gli intrecci ultra-blankdogsiani di chitarre e basso (“Painted Indian”). Alcune scorie di riverberi e lasciti lo-fi ogni tanto fanno capolino, in pezzi acquosi che restano tra le cose migliori del disco (“Weekenders”, la sfrigolante “Hold Me Now”, dove chitarre ultra-fuzzose e tastiere per Soft Moon sembrano passarsi il testimone).

Non avesse confessato Kilfoyle stesso di aver avuto un blocco di scrittura in pochi lo avrebbero detto. A meno che Minks non abbia l’ambizione di fare qualcosa più di un pop già tritissimo ma ben confezionato come questo. Non si sa mai, ma non credo che gli convenga provarci.

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salvatore alle 12:13 del 18 agosto 2013 ha scritto:

In giro (non qui, ché Fra' non sbaglia mai) ho letto recensioni veramente poco lusinghiere... Non saprei, a me sta piacendo tanto. La tripletta "Margot" (che ritornello spettacolo, signori), "Playboys of the Western World" e "Weekenders" (ma ci sono almeno 6 potenziali singoli, a mio avviso) è da colpo al cuore.

target, autore, alle 12:51 del 18 agosto 2013 ha scritto:

Anche a me hanno un po' sorpreso tutte le stroncature in giro. E invece il disco si fa riascoltare volentieri. Grazie Sal (aspetto anche il tuo passaggio su "Paracosm" eh!).