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R Recensione

5/10

The Big Pink

Future This

Diciamocelo: i sintomi per un flop erano già presenti nell'esordio dei Big Pink. Il facile ricadere in strutture auto-compiacenti, il massimalismo un po' caciarone unito al narcisismo hipster... Però allora il tutto era convogliato in pezzi pop completi e fragorosi, capaci di riportare alla mente certa Madchester e certo shoegaze, inserendosi in una scena fiorente dove A Brief History of Love si collocava con lo sguardo rivolto in avanti. Ora, a tre anni di distanza, Robbie Furze e Milo Cordell abbandonano quel sound per dedicarsi ad un electropop auto-indulgente, privo di propulsione e fascino, fallimentare sia sul versante synth (arretrando sul terreno dei Delphic, ad esempio) sia su quello electro-rock (venendo oscurati da lavori come Surfing the Void).

 

I pezzi che si susseguono non sembrano aver abbastanza mordente per competere su un campo di gioco affollato e popolato da numerosi campioni. La volontà di dedicarsi ai campionamenti ed abbandonare chitarroni e wall of sound risulta dunque inappropriata: i brani scadono perlopiù in melodie innocue (Stay Gold, superflua dopo aver sentito Dominos) e superficialmente emotional (la ballatona anestetizzata di 77), per una nu-rave music a bassa intensità. Certo, il sound è curatissimo e dettagliato (sfido io, con Paul Epworth e Alan Moulder alla produzione e al mixaggio...), ma la cura prestata su questo fronte non basta a colmare le mancanze nella scrittura di pezzi vincenti. Prendiamo ad esempio Jump Music: tra elettronica pompata e venature brit alla Kasabian il pezzo risulta povero di contenuti, ancorato ad una forma che, nonostante l'aggressività ostentata, rimane statica e ripetitiva. Le cose vanno meglio per Rubbernecking, synth-pop capace, grazie ad una scrittura che recupera il vigore dello scorso lavoro, di regalare buoni momenti oltre che una ricchezza compositiva raramente eguagliata nei brani restanti (fatta eccezione forse per The Palace, dove tra scorie glitch e un buon sviluppo del crescendo si raggiunge un equilibrio soddisfacente) . Ma riandatevi a sentire un pezzo come Crystal Visions: multi-sfaccettato, infestato, ambiguo, ricco. Non troverete niente di tutto questo nelle varie Hit the Ground (Superman), 1313 o Lose Your Mind, tutte incentrate su beat massicci, sviluppi strumentali eccessivamente omologati (sovrapposizione di strati, riempimento, base portante massiccia e motivo di accompagnamento), liriche sovraesposte.

 

Insomma, la seconda prova mostra la debolezza di un progetto che non ha ancora saputo trovare una personalità in grado di elevare e fortificare la creatura Big Pink. Questa volta l'impressione è che ci si sia limitati a rivoltare come un guanto lo scorso lavoro, mettendo in maggiore mostra gli elementi lì in sottofondo. E' andata male, ma non tutto (come dimostrano alcuni pezzi incoraggianti) è perduto.

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Voto degli utenti: 4,5/10 in media su 6 voti.
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kida 6/10

C Commenti

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rdegioann452 (ha votato 8 questo disco) alle 19:47 del 18 gennaio 2012 ha scritto:

ma sei nostradamus?? dall'esordio (più che convincente) hai capito che il secondo sarebbe stato un flop? e come fai??

Cas, autore, alle 20:07 del 18 gennaio 2012 ha scritto:

ahah nostradamus? no, anzi: scrivendo dell'esordio dicevo che sarebbero stati una risorsa per il futuro...sbagliavo, tutto qui. certo, con il senno di poi tutto è più facile. anche se tu non sei d'accordo a quanto pare...

rdegioann452 (ha votato 8 questo disco) alle 21:54 del 18 gennaio 2012 ha scritto:

mah.. forse sono uno generoso, ma spesso i debutti danno molto fumo negli occhi e almeno di clamorosi exploit si è delusi dal secondo album (forse il più difficile per un qualsiasi gruppo). anche perché chi giudica non si mette d'accordo con se stesso: se lo trova simile al primo voleva qualcosa di più originale, se non gradisce la virata stilistica preferiva il sound del primo... a me piace xkè mi sembra di trovare una certa maturità. la mie preferita è "give it up".

bill_carson (ha votato 2 questo disco) alle 15:25 del 20 gennaio 2012 ha scritto:

brutto

merda cantilenante il primo. letame questo secondo.

rdegioann452 (ha votato 8 questo disco) alle 15:27 del 20 gennaio 2012 ha scritto:

minchia, sei diplomatico.

benoitbrisefer (ha votato 4 questo disco) alle 16:21 del 22 gennaio 2012 ha scritto:

condivido totalmente l'ottima rece di cas. Individua perfettamente i (tanti) punti deboli dell'album (a cui aggiungerei delle vocals quasi sempre irritanti e incapaci di emozionare) e i (pochi) aspetti piacevoli. Nettamente insufficiente

hiperwlt (ha votato 3 questo disco) alle 18:58 del 22 gennaio 2012 ha scritto:

nemmeno l'esordio m'aveva convinto, ma, almeno, aveva dalla sua qualche pezzo convincente ("dominos", sugli altri) per espressività pop. qui, si percepisce fin da subito un'involuzione importante, trainata da un electropop sterile - i troppi, e mal utilizzati, sample; ad esempio in "lose your mind" e "give it up" (tremende) - e parecchio dispersivo (gli sviluppi strumentali, come scrive l'ottimo Matteo, nonché la loro eccessiva artificiosità). disco da evitare, a mio avviso.