R Recensione

6/10

The Legends

Facts and Figures

Per tutti i devoti del culto Labrador l’arrivo dell’anno nuovo non poteva rivelarsi migliore, l’etichetta svedese sta infatti sfornando a pieno ritmo una serie di album che, come da copione, con pochi e ormai noti ingredienti riescono a stenderci ancora una volta con il suono malinconico della giovane Svezia.

Ed ecco quindi, dopo i pregevoli album di Irene e Loveninjas e in febbrile attesa per il box quadruplo in uscita per l’occasione della centesima release della label svedese (con conseguente consacrazione ad etichetta di riferimento per tutto il popolo indie), il terzo album dei Legends di Johan Angerard.

Chi si aspettava da questo ‘Facts And Figures’ una fusione fra l’electro pop dei Club8 e l’indie degli Acid house kings ,ossia le altre due band sotto la responsabilità dell’inesauribile Johan, capirà sin dall’apripista ‘Heart’ di essere fuori pista : il vocoder la fa da padrone e tutto intorno aleggia un’atmosfera robotica che ricorda certi automatismi di marca Krafwerk.

Più in generale i timbri dell’album ci portano senza mezzi termini alla decade che ha visto nascere i bassi pompati dei New Order e la scintillante malinconia dei Pet Shop Boys, in certi momenti pare di ascoltare un album dei Depeche Mode passato sotto la lente deformante dell’indie pop scandinavo,come in ‘Another Sunday’.

L’album ha la capacita di riuscire a lievitare ascolto dopo ascolto a dispetto di toni molto omogenei, cosi canzoni come ‘Play It For Today’, con il suo synth incalzante, si rivelano capaci di portarci su una immaginaria pista da ballo a volare sospinti dall’esuberanza di questo piccolo inno intimo. Altre perle di malinconia eighties sono poi ‘Lucky star’ intrisa di umori Pet shop boys e ‘Darling’ con le sue ondate di synth, mentre in ‘Nothing On Tv’ si precipita nello shoegaze etereo che abbiamo imparato ad amare ascoltando i compagni di etichetta Radio Dept .

E scommetto che la titletrack stessa, suonata all’orario giusto in qualsiasi indie club potrebbe fare contenta più di qualche anima romantica…

Senza dubbio le idee qui proposte non sono inedite né freschissime, essendo recentemente esposte in maniera più convincente dai conterranei (e compianti) Le Sport coi due album usciti per l’etichetta Songs We Had Written, ma in fondo non è questo che ci si aspetta da un album targato Labrador Records.

Alla fine siamo contenti che anche questa volta i Legends si siano meritati i nostri applausi, per averci regalato dieci tracce capaci, con sapienti pennellate di leggerezza electro indie e qualcosa di più rispetto alla classica mezz’ora di semplice intrattenimento…qualcosa che ti rimane dentro e ti stampa il sorriso in faccia.

In alternativa, a tutti coloro che storcono il naso per l’eccessivo richiamo alle sonorità eighties, si consiglia la next big thing inglese del momento.

Qualunque sia il nome di turno.

V Voti

Voto degli utenti: 7/10 in media su 1 voto.
10
9,5
9
8,5
8
7,5
7
6,5
6
5,5
5
4,5
4
3,5
3
2,5
2
1,5
1
0,5

C Commenti

Non c'è ancora nessun commento. Scrivi tu il primo!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.