R Recensione

8/10

Damien Rice

O

Ricordo, nostalgia, sofferenza, speranza, illusioni, realtà. Sono principalmente questi i temi trattati in O, album d'esordio e primo capolavoro di Damien Rice. Il disco racchiude dieci splendide canzoni legate da un filo conduttore di gioia e dolore e talvolta arricchite dalla voce angelica di Lisa Hannigan e dalla dolcezza del violoncello di Vyvienne Long.

Il disco si apre con Delicate, una ballata che racchiude la sofferenza e la voglia di andare avanti, il doloroso ricordo del passato e la speranza in un futuro migliore, "When there's nothin’ to give, how can we ask for more?". Seguono Volcano, pezzo più veloce in cui la band accompagna Lisa e Damien che cantano di un amore non ricambiato, e The Blower's Daughter, in cui il protagonista non può togliersi dalla mente la sua amata pur sapendo di dover andare avanti.

Cannonball, probabilmente la canzone più radio friendly dell'intero album, non è altro che poesia: le pietre mi hanno insegnato a volare, l'amore mi ha insegnato a mentire, la vita mi ha insegnato a morire.

Pura malinconia anche il testo di Older Chests, che scandisce il tempo della vita, il tempo che fa cambiare molte cose ma molte altre no, il tempo che non guarisce, ma fa al massimo dimenticare. Ormai l'atmosfera ti ha trasportato su un marciapiede alla periferia di Celbridge fino a farti vedere gli anziani seduti che guardano la loro città cambiare, a farti sentire quei bambini che urlando per strada, ormai privi della loro innocenza. E poi è il turno di Cold Water, una richiesta d'aiuto in cui un coro (quasi un canto gregoriano che invoca il signore) fa da sottofondo a Damien e Lisa che cantano con disperazione "Signore, puoi sentirmi adesso, o mi sono smarrito?".

Una canzone diversa da tutte le altre è sicuramente Cheers Darlin, che ti da l'impressione di essere stata scritta in una sola notte dopo molti bicchieri di vino. Come contenuti, Cheers Darlin' sembra proseguire con Prague, traccia nascosta, che è gelosia allo stato puro per quell'altro uomo che ha preso il tuo posto al fianco della donna che ami. Segue Amie, in cui il protagonista chiede illusioni su un futuro in cui tutto andrà bene. L'amicizia diventa poi un'indispensabile ancora di salvezza in Eskimo, in cui sul finale il ritornello viene cantato in finlandese dalla voce lirica di Doreen Curran: una trovata che di certo non stona, e che fa capire quanto il cantautore irlandese sia aperto a diverse sonorità.

Se fino ad ora il disco ha presentato una doppia personalità (nostalgia/speranza, sofferenza/felicità), a racchiuderne l'essenza ci pensa I Remember, che presenta due parti in assoluta antitesi tra loro: prima sentiamo il dolce arpeggio di chitarra mentre Lisa canta della prima fase di un rapporto, in cui ti piace pensare sempre all'altra persona e vorresti averla sempre con te. Poi il ritmo cambia, la chitarra diventa aspra e i toni più duri, entra in gioco l'intera band e si assiste ad un vero e proprio salto temporale: Damien sembra vivere la fine del rapporto, in cui l'amore diventa solo una macchia da rimuovere, in cui rifiuti tutto ciò che è il passato e arrivi a far del male a te stesso pur di dimenticare. Ricordare, infatti, è il problema: all'inizio un cuore colmo d'amore ricorda anche il più piccolo particolare, ma alla fine il cuore si riempe di rancore e soffoca i ricordi per spazzar via il dolore.

Perchè O, in fondo, è un po' come un cuore i cui cocci vanno rimessi insieme, un puzzle che va ricostruito. O è, forse, un percorso che Damien vuole farci compiere dentro noi stessi. Il ricordo è sofferenza e può portare nostalgia del tempo in cui andava tutto bene, e contemporaneamente ci illude che quel tempo potrà un giorno tornare. L'illusione porta speranza, ma allontana dalla realtà ed è facile, quindi, precipitare di nuovo nella sofferenza. Perchè forse quello che Damien Rice vuole dirci è che la vita è un cerchio, una O, un ciclo che si chiude e bisogna ricominciare da capo, perchè in fondo le cose non cambiano mai realmente. Come per dire "Some things in life may change, but some things, they stay the same...".

V Voti

Voto degli utenti: 8,8/10 in media su 19 voti.
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gloria 10/10
biuck 10/10
rael 10/10
lev 8/10
george 8/10
cielo 10/10
giank 8/10
nuvole13 10/10
alby66 9/10

C Commenti

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ivanluprano (ha votato 9 questo disco) alle 21:46 del 16 giugno 2007 ha scritto:

bhe

se cerchi un disco che possa darti emozioni che possa essere capace di farti sognare di farti sentire più buono più in armonia con ciò che ti circonda questo è il disco che può darti tutto questo(9 è niente rispetto a questo )

lev (ha votato 8 questo disco) alle 13:15 del 7 gennaio 2009 ha scritto:

decisamente... emozionante.

george (ha votato 8 questo disco) alle 0:07 del 6 aprile 2009 ha scritto:

....io, forse preferisco 9

Filippo Maradei (ha votato 9 questo disco) alle 23:27 del 4 luglio 2010 ha scritto:

Mi emoziona.

alby66 (ha votato 9 questo disco) alle 14:30 del 30 agosto 2010 ha scritto:

piacevolissima sorpresa

Ricordo l'immenso piacere che provai ascoltando per la prima volta questo bellissimo dischetto vinto casualmente ad un concorso in una radio su web.Di Damien Rice avevo sotto mano una recensione positiva di una rivista specializzata, ma non avevo ancora ascoltato nulla.Il mio orecchio di chitarrista fu subito colpito dall'utilizzo sapiente di chitarre acustiche in questo lavoro.I brani esprimono una malinconia autunnale che mi ricordano Nick Drake.Questo cantautore è stato una piacevole scoperta. Album consigliatissimo per ascolti autunnali, con un po' di nebbiolina novembrina fuori dalla finestra...

Speriamo che Damien Rice non si perda....

salvatore alle 16:00 del 30 agosto 2010 ha scritto:

Perchè non riesco ad amare incondizionatamente questo cd?!? Eppure le premesse ci sarebbero tutte...

Filippo Maradei (ha votato 9 questo disco) alle 19:18 del 30 agosto 2010 ha scritto:

RE:

Prova molto con la penultima, "I Remember": sentitela con il testo davanti (niente di stratosferico eh). Fidati, vale.

salvatore alle 21:49 del 30 agosto 2010 ha scritto:

RE: RE:

Ok, ci riprovo e parto dal tuo consiglio, Fil. Ma questa è l'ultima possibilità che concedo a Rice. Se dovesse andar male, almeno ci abbiamo provato

fabfabfab (ha votato 8 questo disco) alle 22:14 del 30 agosto 2010 ha scritto:

Sono d'accordo con Filippo, "I Remember" pezzone, soprattutto la seconda parte quando lui si incazza e strapazza la Hanningan. Il disco l' ho ascoltato e amato tantissimo, in alcuni momenti è un po' troppo "patinato", ma pezzi come "Cannonball" o "Cheers Darlin" meritano numerose chance (daniele83, mo' te l'abbiamo consigliato in due, fallo per noi )

Jokerman (ha votato 9 questo disco) alle 19:21 del 28 gennaio 2011 ha scritto:

Un discone: dall'inizio alla fine.

Ispirazione ed intenti artistici di alto livello.

Questo primo lavoro di Damien Rice ha un'anima semplice e grande.

glamorgan alle 18:06 del 23 giugno 2015 ha scritto:

Per me e' da 9. Si da questa votazione a certe ciofeche di 40 anni fa. E' forse troppo contemporaneo per meritarsi un voto piu alto?

gloria, autore, (ha votato 10 questo disco) alle 12:09 del 24 giugno 2015 ha scritto:

Il voto è 8, che secondo me è strapositivo - così come la recensione. Sono del parere che un 10 non sia ancora arrivato nella storia della musica, e alle ciofeche di 40 anni fa (anche se non capisco se ti riferisci a qualcosa in particolare) darei un voto sicuramente più basso di 8

swansong alle 10:23 del 24 giugno 2015 ha scritto:

Mah..riascoltato di recente l'ho trovato musicalmente di una noia mortale e vocalmente irritante..credo sia uno di quei dischi che devi ascoltare nel momento giusto, forse non ero in quel momento. Ma lo sto comunque ridimensionando molto rispetto ai primi ascolti..adesso sarebbe una sufficienza stiracchiata.

Paolo Nuzzi (ha votato 8,5 questo disco) alle 12:36 del 24 giugno 2015 ha scritto:

L'ho votato, sì? ma commentato, no. E' presto detto. Un disco splendido, dall'inizio alla fine. Domanda all'autrice: hai ascoltato l'ultimo disco di Damien? Pareri? Io ritengo sia splendido come "O", un favoloso anello di congiunzione, il passaggio dalla post-adolescenza alla vita adulta. L'ho recensito io, se volessi dare un'occhiata Complimenti per la recensione.

gloria, autore, (ha votato 10 questo disco) alle 12:48 del 24 giugno 2015 ha scritto:

L'ho ascoltato, e mi è piaciuto. O resta comunque il migliore, secondo me, perchè ha al suo interno una sua "magia" che secondo me appartiene solo a quel tempo, a quella fase di vita dell'autore e a quelle precise dinamiche tra la band. In questo senso si avverte molto che il nuovo disco è "diverso".

LucaJoker19 alle 14:55 del 24 giugno 2015 ha scritto:

ma il voto che hai messo è 8 o 10 alla fine?

gloria, autore, (ha votato 10 questo disco) alle 15:08 del 24 giugno 2015 ha scritto:

Non so dirtelo, sono passati anni. Oggi darei forse 9, ma i voti non sono importanti. Comunque, secondo il sito ho dato 10, e potrei averlo fatto perchè mi piaceva il titolo di "patrimonio dell'umanità".

rubenmarza (ha votato 8,5 questo disco) alle 0:42 del 21 ottobre 2015 ha scritto:

forse qualche minuto in meno avrebbe giovato all'opera nel suo complesso, ma è indubbio che Rice sia riuscito a mettere in fila una serie impressionante di pop-songs perfette. da ascoltare, senza dubbio

glamorgan alle 8:26 del 21 ottobre 2015 ha scritto:

ritornando alle ciofeche di 40 anni fa... metterei in testa "Trout mask replica", inascoltabile, adesso insultatemi pure!