Girl With The Gun
Girl With The Gun
Seconda uscita assoluta per la veneta Disastro Records è l’omonimo primo album di Girl With The Gun.
Non è la prima volta che Matilde De Rubertis (ex vocalist per Studiodavoli) e Populous (al secolo Andrea Mangia) incrociano le loro strade, la collaborazione tra i due ebbe inizio qualche anno fa quando la ragazza prestò la sua voce in un paio di tracce del secondo album di Populous, il gioiellino Queue for Love per la cult label Berlinese Morr Music, vera e propria grotta di Betlemme per un elettro manipolatore incompreso nel belpaese.
Per questo nuovo progetto i due azzerano i loro trascorsi per dare vita ad un album intimista, essenziale, acustico, di un folk poco –tronico, di pop song astratte sottratte ad un mondo di irreale fantasia.
Chi ha apprezzato il minimalismo sognante di Bobby & Blumm nel loro recente Everybody Loves, si troverà a proprio agio con tracce come Letter From Pala, mentre Fix The Stars è molto vicina alla Emma Pollock più soave, l’autunnale orecchiabilità di In The Sunshine farebbe invidia sia ai Belle & Sebastian che a El Perro Del Mar, ammirevole Multicolor Paper Loops, un intermezzo strumentale di arpeggio senza variazioni su tappeto elettro di pulsazioni cosmiche.
Le tracce migliori sono sicuramente quelle dove vengono impiegati ospiti di derivazione jazz (Bardoscia, Abaticola, Borgia) abili a fornire linfa sonora alternativa, Coast To Coast e Hiding Place sono di raffinatezza squisita, la voce di Matilde particolarmente ispirata, non si esaurisce qui la lista di special guest scesi in campo ad aiutare il duo nella realizzazione del percorso sonoro, tra gli altri figurano addirittura l’ex Slowdive Simon Scott e l’ex The Auters il polistrumentista James Banbury.
L’impressione è quella di trovarsi tra le mani un album dalle fortune alterne, songwriting non sempre particolarmente ispirato, probabilmente un impiego più massiccio dei numerosi ospiti, utilizzati con eccesso di parsimonia, avrebbe quantomeno giovato agli arrangiamenti, tutte ipotesi più o meno sensate, questo Girl With The Gun ha in sè tutti i pregi e le imperfezioni che talvolta assillano la categoria dei “debut”, disco apprezzabile e le credenzialità del duo possono solo far ben sperare per il futuro.
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