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R Recensione

7/10

Champs

Down Like Gold

Uno strano affare, la musica dei Champs. Impalpabile, vaga, come venuta fuori da un altro tempo. Per dare un'idea dell'esordio dei fratelli Michael e David Champion, Down Like Gold, sembra indicato far riferimento ai luoghi dove è stato concepito e registrato: l'Isola di White, innanzitutto, luogo ameno e isolato; lo Studio Humbug, poi, ricavato negli anni Sessanta da una cisterna di epoca Vittoriana. Ecco: l'aria che si respira è quella di una “britishness” romantica, riconvertita in sospensione dreamy, in ricercata sensibilità folk, in tenui melodismi indie pop.

Un disco invernale, dolente, come testimonia la prima “Too Bright to Shine”, tenue duetto vocale su linea d'organo. E nonostante la grande prestanza di brani come “Savannah”, “White Satellite” e “My Spirit Is Broken” (tra Fleet Foxes e Fanfarlo) sono le atmosfere nebbiose e algide a prevalere: il vocal-folk di “Pretty Much (Since Last November)”, il pop sfumato (che ricorda i migliori Money) di “Only a Bullet Knows Where to Run” (con i suoi eleganti intrecci tra elettronica e arrangiamenti da camera), il pop lacrimoso di “8MM Desire”, il folk vaporoso di “Down Like Gold” e, soprattutto, la bellissima ballata di “St.Peters” (adagiata tra un arpeggio in minore e una mesta linea d'organo), testimoniano una predilezione per melodie affrante e ambientazioni chiaroscurali. I brani ondeggiano tra introspezione melancolica e un vago senso di profondità, grazie ad arrangiamenti che giocano su eco, riverberi, strascichi e propagazioni sonore. Il tutto però rimane sullo sfondo a fare da atmosfera, lasciando in primo piano le linee melodiche e qualche orpello d'accompagnamento (un motivo di piano, un arpeggio di acustica).

Un esordio incantevole e sontuoso, da cui trapela una solidità pop invidiabile. Le basi per crescere, insomma, ci sono tutte.

V Voti

Voto degli utenti: 7/10 in media su 1 voto.
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C Commenti

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salvatore (ha votato 7 questo disco) alle 11:43 del 3 dicembre 2014 ha scritto:

Bel ripescaggio per un disco che, da marzo, è sempre rimasto stabile sul mio Ipod. Folk intimista con una marcata predilezione per certe atmosfere che ricordano la musica sacra. Sicuramente da seguire. In un'ipotetica mista, ci metterei, senza dubbio, la brevissima "8MM Desire" col suo ritornello melodicamente incantevole.