V Video

R Recensione

6,5/10

EZTV

High in Place

È vero, “repetita iuvant”, ma il messaggio lo avevamo già colto forte e chiaro con “Calling Out”, brillante esordio della band newyorkese dedita ad un cristallino e melodico guitar-pop. Ci si sarebbe aspettati un piccolo passo in avanti, questa volta, mentre il secondo sforzo degli EZTV non sembra volersi smarcare dalle sonorità base di un anno fa, qui riproposte sì con la stessa verve compositiva, ma senza concedere alcuna considerevole variazione (se non considerando come tale il cedimento complessivo sul versante acustico e indiepop).

Insomma, “High in Place” non fa che ribadire la grazia degli arrangiamenti chitarristici di Tenenbaum, coadiuvato da un buon numero di collaboratori (l'immancabile Martin Courtney in “Reason to Run”, oltre a Chris Cohen -produttore dell'album- e Nic Hessler), apportando poche novità di rilievo. C'è il jangle arioso di marca Real Estate (“High Flying Fate”), le componenti anni Settanta divise tra new wave (penso ai Television che fanno capolino in “Still”, o ai Feelies in “Clear”) e il power pop morbido di “States of Confusion”, “Hammock”, “Temporary Gold” (brani prodotti all'insegna di una riverberata e soffice psichedelia), come non mancano deliziose composizioni di ispirazione byrdsiana (penso a “Reason to Run” e “Goodbye Morning”).

High in Place” conferma e definisce il talento del trio di Brooklyn, che dimostra di avere consolidato uno stile personale di grande efficacia. Sarebbe bello però veder maggiormente sviluppati gli elementi elettrici (gli stessi che rendevano l'esordio ben più avvincente e frizzante), così come non sarebbe male virare maggiormente nella direzione wave più volte accennata. Insomma, le possibilità non mancano e le capacità nemmeno: staremo a sentire.

V Voti

Voto degli utenti: 6/10 in media su 1 voto.
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C Commenti

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hiperwlt (ha votato 6 questo disco) alle 7:16 del 25 novembre 2016 ha scritto:

Guitar pop piacevole, ma senza particolari slanci - in sostanza, con Cas