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R Recensione

8/10

Fleet Foxes

Fleet Foxes

Una totale immersione in una genuina sensibilità fuori dallo spazio e dal tempo, ecco cosa si prova ascoltando i Fleet Foxes, gruppo proveniente da Seattle e dedito ad un folk-pop barocco, arioso e classicheggiante…

Che poi ovviamente ci sono i soliti rimandi agli anni ’60, ai Beach Boys, alle ballate bucoliche di certi Crosby, Stills, Nash and Young, come non manca qualche accenno ad un melodismo di stampo Coldplay, o anche, perché no, un’attitudine a creare sonorità diffuse e pregnanti alla Panda Bear (per quanto riguarda le voci, spesso unite in cori amabili), ma il tutto è eseguito con una freschezza a tratti disarmante, capace di regalarci brani in cui la ricerca della purezza raggiunge il suo culmine, dove il barocco non risulta mai sfarzoso, ma dona una eleganza tanto semplice quanto attraente, dove un paganesimo pastorale si intreccia scherzoso ad una religiosità dirompente.

E iniziamo subito ad addentrarci in questa atmosfera onirica con la prima Red Squirrel - Sun Rises, introdotta da un canto folk vecchio stile, cui seguono gli arpeggi incantati di una chitarra, presto cavalcati dalle voci all’unisono dei nostri Fleet Foxes, che inaugurano una litania morbida e vivace, dominata dalle corde delle chitarre e del banjo, perfettamente in grado di rincorrersi, incrociarsi, completarsi a vicenda, il tutto mentre l’enfasi si fa via via maggiore grazie ad un crescendo emozionale, culminante nel morbido assolo elettrico cui viene affidato il compito di preparare l’ingresso dell’ultima strofa del pezzo.

La successiva White Winter Hymnal è già storia: un inno irresistibilmente affascinante e incredibilmente permeante dove le voci, le chitarre acustiche ed elettriche ed i ritmi minimali riescono a fondersi per un dolce vortice di melodie morbide ed attraenti, che si spengono con la stessa delicatezza di come sono iniziate per lasciare spazio alla vivacissima Ragged Wood. Un indie-pop dei più genuini ci cattura nella sua aura di solare purezza, rendendoci partecipi di un flusso spensierato di note, dove la varietà, rappresentata qui dallo splendido cambio di ritmo di metà pezzo, è un punto di forza capace di dipingere le più svariate emozioni in un solo brano. Seguono così uno dopo l’altro una serie di pezzi indimenticabili, tra cui la malinconica e sognante Tiger Mountain Peasant Song, la solare, e a tratti psichedelica, coralità stracolma di riverberi di Quiet Houses, l’imponente ballata pop He Doesn't Know Why (da pelle d’oca) con quella sua batteria che si inserisce all’improvviso per sorreggere con tutta la sua solidità il solito insieme di arpeggi luccicanti e coretti ariosi, cui segue un evocativo brano strumentale.

Le ultime tra ballate completano un album entusiasmante che, assieme al precedente Sun Giant Ep (dove spicca la bellissima Mykonos) farà sicuramente parlare di sé.

C Commenti

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TheManMachine alle 10:02 del 21 aprile 2008 ha scritto:

Bella recensione, Matteo, complimenti! Essenziale ed efficace. Il disco non l'ho ascoltato. Su tua sollecitazione, approfondirò. Ciao!

pimilet (ha votato 9 questo disco) alle 21:53 del 10 luglio 2008 ha scritto:

Non sono un fan di questo tipo di musica ma questo disco è eccezionale. L'ho ricevuto tre giorni fa e ancora non l'ho tolto dal lettore: caleidoscopico.

fabfabfab (ha votato 9 questo disco) alle 15:54 del 26 agosto 2008 ha scritto:

Orpo di mille balene. E questo me lo ero perso? Ma allora sto invecchiando? E CHE CAZZ CI FA IN FONDO ALLA CLASSIFICA? Allora per me è un otto, ma lo voto addirittura nove. Olè.

Cas, autore, alle 18:30 del 26 agosto 2008 ha scritto:

grazie del sacrificio fabio in effetti merita assolutamente di stare tra i primi 10! non mi sono ancora stancato di ascoltarlo...comunque, per curiosità, provate ad ascoltare il loro ep del 2006...incredibile, sono cambiati tantissimo, allora non gli avrei dato una cicca ai fleet foxes!

Neu! (ha votato 8 questo disco) alle 15:14 del 29 agosto 2008 ha scritto:

bello

uno dei migliori dischi del 2008

REBBY (ha votato 6 questo disco) alle 9:13 del 8 settembre 2008 ha scritto:

Visto il crescente successo di critica, e non solo

da queste parti, sono andato a riascoltarmi questo

album che era oramai sepolto dai numerosi cd

ascoltati successivamente. Paragonato da tutte le

recensioni nostrane ed internazionali a CSN&Y

(d'accordo in qualche armonia vocale, specie nella

prima canzone, li può ricordare), a me sembra

trovare la sua fonte d'ispirazione più nella

musica tradizionale americana a loro precedente.

In altre parole Deja Vu sembra a me più "avanti"

di questo Fleet Foxes, per non parlare di If I

could only remember my name (blasfemo per me il

paragone fatto da alcuni, non da Cas, con questo

capolavoro della musica americana). Forse più

centrato il paragone fatto da molti con i

Fairport Convention (ma Liege & Life ...), nel

senso che come loro rielaborano la tradizione folk

del loro paese (quì in chiave ancora più pop).

Certo è un album ben cantato, ben suonato e

soprattutto ben prodotto (e se il segreto fosse

proprio il produttore già con Shins e Modest Mouse

?), ma alla fine, dopo questi ulteriori ascolti, io aggiungo Quiet house alla precedentemente selezionata White winter Hymnal, nelle mie miste,

ma fondamentalmente rimango del mio parere: 6,5.

Lezabeth Scott (ha votato 9 questo disco) alle 12:32 del 15 settembre 2008 ha scritto:

Sognante, retrò, un sortilegio agreste da cui non vorresti svegliarti più.

simone coacci (ha votato 8 questo disco) alle 15:56 del 24 settembre 2008 ha scritto:

Chiunque riesca a condire un piatto melodico così ricco senza annoiarti ne darti l'impressione di menare il can per l'aia, merita il mio profondo rispetto.

Corali ariose e intricate, variazioni di tempo e di tono, equilibrismi a cappella e caracolli ritmici che oggi si direbbe alla Arcade Fire.

Di cui potrebbero prendere il posto come rivelazione di quest'anno. E siamo solo al primo album. Da leccarsi i baffi.

target (ha votato 7 questo disco) alle 14:09 del 27 settembre 2008 ha scritto:

E' uno strano folk cristallizzato soprattutto dai cori (elemento, mi pare, pregnante di molte proposte recenti attorno a questo genere, vedi Dr. Dog e Bodies of Water) in una specie di pop in costume da tableau vivant. I miei momenti preferiti si nascondono in pezzi qui non citati (Your pretector, Oliver james). Tra 7 e 7,5.

rubens (ha votato 9 questo disco) alle 12:00 del 7 ottobre 2008 ha scritto:

Eddie

Eddie

Tag/Genere: troll, franco tiratore

Uscita: 2008

Recensore: Rubens

Voto: mezza stella

Marco_Biasio (ha votato 7 questo disco) alle 23:38 del 7 ottobre 2008 ha scritto:

RE: Eddie

E non è la prima volta, già fece questo scherzetto con gli Ufomammut. Per quanto mi riguarda il disco è davvero bene a fuoco e calibrato. Li aspetterei però alla seconda prova per sapere bene se catalogarli fra le eterne nuove promesse o i musicisti di un calibro già maggiore. Per quanto mi riguarda qui si viaggia sul 7.5, in sintonia dunque con Francesco, e frego anche la definizione data da Lezabeth, per me perfetta: agreste.

eddie (ha votato 2 questo disco) alle 10:14 del 9 ottobre 2008 ha scritto:

scusate anche se credo ormai di essere stato bannato visto che i miei voti non danno risultato, ma visto il caos intorno alla recensione di robert owens volevo dire due parole. io voto una stella se un album mi fa cagare, anche se suonato da buoni musicisti, il progetto artistico mi fa cagare, posso farlo o no? il regolamento lo vieta? sono obbligato ad argomentare le mie scelte? se ogni volta che uno vota si deve scontrare con il muro dei guardiani del faro, lascio perdere, mi chiedo come pensiate di aumentare il numero di utenti, ma non vedete che siete sempre i soliti dieci a scrivere e basta? scusate ancora e buona fortuna

Marco_Biasio (ha votato 7 questo disco) alle 0:15 del 12 ottobre 2008 ha scritto:

RE:

"sono obbligato ad argomentare le mie scelte?" No, liberissimo di non farlo. Sappi però che, in questo caso, si parlerà non di indigerenza musicale, quanto di vera ignoranza, nel senso proprio del termine, ovvero di qualcosa che si ignora in toto. Fomentata da una leggerissimissima chiusura mentale. Ma proprio leggera. Cerca di impiegare il tuo tempo in qualcosa di socialmente utile, ché divertirsi a tirare giù dischi dalla top ten è un (divertimento?) che deprimerebbe anche gli infanti del nido.

fabfabfab (ha votato 9 questo disco) alle 10:34 del 9 ottobre 2008 ha scritto:

visto che i miei voti non danno risultato

Questa frase fa capire come l'unico tuo obiettivo fosse quello di sfalsare la classifica imponendo il tuo giudizio. Non posso dispiacermi del fatto che ti abbiano sottratto il giochino. Buona fortuna anche a te.

swansong (ha votato 8 questo disco) alle 10:44 del 9 ottobre 2008 ha scritto:

Bello!

Non è il mio genere, ma, scaricato qualche giorno fa, devo ammettere che mi sta prendendo non poco. Complimenti per la rece e per la segnalazione, ma il riferimento ai Coldplay è offensivo ed irrispettoso...per i Fleet Foxes ovviamente!

REBBY (ha votato 6 questo disco) alle 11:35 del 9 ottobre 2008 ha scritto:

Eddie, non sono io la persona istituzionalmente

adatta a risponderti in quanto semplice utente

come te (magari quella adesso è impegnata in

altre cose, quindi porta pazienza), ma siccome

parli del " caos suscitato dalla recensione di

Robert Owens (a ridaglie) di cui io sono stato

sicuramente protagonista, vorrei dire la mia

(a ridaglie): per me non era caos, ma un sano

scambio di idee, che mi pare debba essere il sale di questo sito (insieme alle recensioni).

Per quanto riguarda il resto, da osservatore che cerca di essere attento, posso dire che pur ritenendo leciti tutti gli strumenti che doopcircus ci ha messo a disposizione (la scala dei voti da 1 a 10), anche se io per mia scelta

non ho mai usato l'1 e il 2, non ricordo (magari

sbaglio) un tuo voto positivo (a parte qualche 6)

ad un album dell'annata in corso. Ricordo invece

una sfilza di 1,2 e 3, come se tu ascoltassi solo

album che non ti piacciono. Spero ti ridiano il

giochino e che tu assuma un atteggiamento più

etico (questo non vuol dire non "aver licenza

di stroncare") visto che il giochino è di tutti.

Questo il mio pensiero, che conta poco o nulla.

Peasyfloyd (ha votato 8 questo disco) alle 1:11 del 16 ottobre 2008 ha scritto:

non l'avevo ancora votato?

presto fatto.

ostinazione (ha votato 5 questo disco) alle 15:17 del 2 novembre 2008 ha scritto:

Non sempre...

Essere semplici non sempre è una virtù.

E questo disco è semplice solo apparentemente.

I Fleet sono davvero tanto derivativi ma con qualcosa in più e qualcosa in meno come spesso accade. I richiami a CSN&Y sono corretti ma riduttivi, ogni gruppo che pensa di usare chitarre acustiche e cori bucolici alla fine ci fa i conti. Le atmosfere spesso simili a Gilmour ultima maniera non hanno la sua chitarra, gli accenni vagamente YES non ne hanno la complessa meraviglia... Ed allora?

Allora è un disco godibile, ascoltabile facendo altro, relax senza complicazioni.

Io credo sia abbastanza per ascoltarli.

Non sempre, non abbastanza per gridare al miracolo.

Cmq come esordio è decisamente al di sopra della robaccia alla quale ci si abitua facilmente.

La produzione è ottima. Ma con così pochi strumenti anche questo non è difficile.

Intanto lavoro e me lo sento.

Ivor the engine driver (ha votato 7 questo disco) alle 10:50 del 3 novembre 2008 ha scritto:

non sapevo che coi voti si mandano giù o sù i dischi nella classifica finale. Capisco ancora meno perchè ve la prendete se un disco che vi piace va su o giù (manco si lavorasse per le etichette che li producono!), e se uno mette voti bassi. Sinceramente mi stuipisce anche che lo banniate. Allora fate un sito ad inviti, come molti blog, e morta lì. Poi che il fine dell'utente in questione fosse abbassare le medie, non lo posso sapere per certo, ma visto che ammette la storia della classifica, + di un dubbio c'è. Però se il tipo denota una vena rompicazzo, e come affermate, chiusura mentale, il bannarlo al volo non denota da parte vs molta pazienza. Poi ovviamente, sta a chi gestisce (penso doop?) dare un certo taglio al sito. Ma se volete avere un controllo così rigido, allora bisogna togliere i commenti sulle recensioni e spostare tutto sui forum, cosa che secondo me non gioverebbe (la formula commento sotto la rece è una bella cosa). Quindi il problema è: dare libertà e rischiare il caos, o limitare tale libertà, coi pro e contro del caso? Anddando al disco, devo dire che mi aveva annoiato clamorosamente quando lo scaricai, ma ci sono ritornato quasi per caso e devo dire che alleggerisce la pesantezza dei miei ascolti, e quindi è un bene.

doopcircus alle 11:04 del 3 novembre 2008 ha scritto:

RE:

Concordo con te Ivor: è fondamentale che ognuno possa dire la sua, votare, alzare il disco su e giù per la classifica. Non a caso si è scelto di creare una classifica mista che tenesse conto dei voti di recensori e lettori allo stesso modo, attribuendo solo un piccolo quid di peso in più (per ovvi motivi) al recensore dei dischi stessi. Purtroppo dopo un annetto circa si è venuta a creare una situazione eccessiva, in cui determinati utenti (per fortuna una manciata)hanno scoperto il trucchetto di dare 10 a un disco che gli piaceva per alzarlo nella classifica dei 10 dischi distribuendo 1 e 2 come se piovesse a tutti i dischi che gli "intralciavano" la strada. A quel punto, ovviamente, si è reso necessario un sistema di annullamento dei voti per casi (e utenti) estremi. L'avremo usato si e no 4 volte. E' sempre la solita differenze tra uso e abuso: tra il caos distruttivo e la "tiranna" di un elite ci son sempre milioni di vie di mezzo. Io credo onestamente che togliere peso ai voti di utenti in grado di votare centinaia di dischi al giorno con un "1" non sia un modo per limitare il voto popolare, sia l'unico sistema per preservarlo. Ma sono apertissimo a feedback. BTW: l'utente Eddie è un caso ancora differente. Personalmente l'ho inquadrato in quella famigerata categoria che prende il nome di troll. Non tanto e non solo per i voti, ma per il tenore dei commenti e per il continuo tentativo di accendere flame. Flame che possono essere divertenti una volta o due, ma che alla lunga stancano. Anche qui come vedi sono assolutamente trasparente. Se pensate vi siano stati errori da parte nostra se ne può discutere, piuttosto e anzicheno, magari sul forum. Che se no la gente che arriva qui per leggere la recensione dei Fleet Foxes potrebbe sentirsi un pò sperduta in mezzo alle nostre discussioni complottistiche

Ivor the engine driver (ha votato 7 questo disco) alle 11:15 del 3 novembre 2008 ha scritto:

doop lungi da me pensare a stronzate tipo complotti e roba varia (già su debaser c'è gente che pensa esista un organo tipo comintern che decide chi va bene o va male, cosa ridicola), riflettevo soltanto sulla difficile questione del ban, e sul cercare di eesssere liberi e autoregolarsi allo stesso modo. Ferretti (quando era cnora lui e non un doppelganger alieno) cantava che "la libertà è una forma di disciplina", e nel caso specifico dei siti musicali è abbastanza vero. Peccato che molti non sanno "autogestire la libertà". Cmq non dico tu sia in errore, non sarei in grado di gestire un sito, lo mlascerei estremamente libero, pure troppo presumo per molti utenti, forse perchè do un peso veramente irrisorio a quello che ci si scambia in rete (in postitivo o negativo), perchè lo ritengo cmq un luogo "finto". Rimango basito quando su altri forum leggo ricorsi alla polizia postale e roba simile. Sto andando OT: tornando a noi, niente che non vada bene, ma invece che arrabbiarsi subito per uno che crea zizzania, l'avrei sonoramente preso per il culo o mandato a quel paese. Certo magari è quello che un troll vuole, allora lo si ignora. Sta cosa dei voti hai ragione, se è fatta alla cazzo. ma perchè non fate una classifica 2008 di chi recensisce? Vabbe no è na cazzata, magari dopo la gente pensa al comintern sopracitato. Torno al lavoro. Ciao!

rubens (ha votato 9 questo disco) alle 11:27 del 3 novembre 2008 ha scritto:

RE:

Nono, prima o poi si farà anche quella Non è proprio una priorità, ma prima o poi una bella tabella dei voti dei dischi recensore per recensore s'ha da fare

doopcircus alle 11:27 del 3 novembre 2008 ha scritto:

RE: RE:

Tempo al tempo Ora torniamo in topic però

carew (ha votato 8 questo disco) alle 0:53 del 29 novembre 2008 ha scritto:

bello bello. ma gia sun giant lo era.. Tiger Mountain Peasant Song e White Winter Hymnal se la giocano, a mio parere, per la migliore del disco

target (ha votato 7 questo disco) alle 17:31 del 26 dicembre 2008 ha scritto:

Peccato che "Mykonos" sia andata nell'ep piuttosto che nel disco. L'ho sentita solo ora. Gran pezzo davvero.

IcnarF (ha votato 5 questo disco) alle 17:13 del 29 dicembre 2008 ha scritto:

...

Quel tantino sopravvalutato.

Marco_Biasio (ha votato 7 questo disco) alle 21:04 del 12 gennaio 2009 ha scritto:

Mi sono appena accorto che la copertina del disco è in realtà uno dei miei quadri preferiti, "I proverbi fiamminghi" di Pieter Brueghel. Scelta interessante...

lev (ha votato 8 questo disco) alle 11:46 del 25 gennaio 2009 ha scritto:

la prima volta che l'ho ascoltato ho pensato che era molto bello , ma che probabilmente mi sarei stufato ben presto di ascoltarlo. invece niente, non riesco ogni tanto a fare a meno di metterlo nel lettore. anche l'ascolto in macchina è molto suggestivo (ovviamente se si stanno facendo delle strade panoramiche).

bargeld (ha votato 6 questo disco) alle 21:41 del 28 marzo 2009 ha scritto:

non esattamente il mio genere, comunque piacevole, anche secondo me un po' sopravvalutato.

clauderouges (ha votato 10 questo disco) alle 14:46 del 8 settembre 2009 ha scritto:

Secondo me è il miglior disco del 2008 in assoluto e uno dei migliori degli ultimi.

fabfabfab (ha votato 9 questo disco) alle 21:48 del 9 settembre 2009 ha scritto:

RE:

Anche secondo me. Ma non diciamolo troppo forte che per qualcuno è già da buttare nel cesso ...

egon72 (ha votato 10 questo disco) alle 21:27 del 9 agosto 2010 ha scritto:

sanno creare atmosfere suggestive,come pochi oramai,riescono a trovare l'originalità con un sound retrò,ben cantato e ben suonato .....in questi tempi è oro.

Filippo Maradei (ha votato 8 questo disco) alle 11:11 del 4 settembre 2010 ha scritto:

Fresco e gorgogliante come un ruscello di montagna: contiene tutte le tonalità del verde, del giallo, del rosso, dell'azzurro... è un dipinto che danza...

Hexenductionhour (ha votato 8 questo disco) alle 15:33 del 19 gennaio 2011 ha scritto:

un pochino sopravvalutato comunque grande album

ulanbator86 (ha votato 9 questo disco) alle 19:36 del 29 febbraio 2012 ha scritto:

un album spettacolare, con dei picchi di classe inarrivabili nel circuito indie folk degli ultimi anni. Blue ridge mountains coi suoi cori ti fa vibrare come se fossi dentro quelle ugole ....

Mirko Diamanti (ha votato 10 questo disco) alle 20:58 del 7 aprile 2012 ha scritto:

"Oliver James, washed in the rain/ No longer."

Quando il disco sembra finito i Fleet Foxes ti consentono di indugiare ancora per qualche attimo, di sporgerti dalla tua postazione di ascolto per afferrare le ultime sillabe mentre svaniscono nell'aria. Hanno un'intonazione dolente e malinconica: sembra che i Fleet Foxes siano restii a porre fine al sortilegio almeno quanto tu lo sei a risvegliarti.