R Recensione

5/10

Les Fauves

NALT 2 - Liquid modernity

La realtà nella quale viviamo ci costringe a rapportarci ad essa in modo "liquido". I valori si dissolvono (o meglio, si liquefanno) insieme alla stabilità delle relazioni, degli affetti, assieme alla sicurezza riposta nel nostro Io e nella nostra identità. Allo stesso tempo il mondo globalizzato ci annienta con i suoi ritmi frenetici, ci spersonalizza trasformandoci in consumatori, spoglia di ogni riferimento culturale le nostre emozioni ed i nostri desideri mercificando il tutto. Questa da me appena parafrasata è la teoria della "modernità liquida" del sociologo e filosofo Zygmunt Baumann, teoria con la quale la band modenese Les Fauves sottotitola il suo secondo lavoro in studio, Nalt 2 - Liquid Modernity

Dopo il precedente album Nalt 1 - A Fast Introduction, totalmente devoto ai ritmi frenetici e veloci dell'indie rock, la nuova creatura del gruppo sorprende per un netto cambio di rotta: il rock è solo più un ricordo, accennato qua e là in pochissimi pezzi, il nuovo credo è una nuova forma di vaudeville elettronico, un quadretto mutante di colorati bozzetti dominati dalle tastiere di Paolo Pugliese. Un album precario, variegato, colorato, barcollante, liquido... Il punto è però capire quanto gli esperimenti proposti dai Les Fauves siano validi.  

Il primo brano, Everlasting Soup, di certo non invoglia a schierarsi a favore di questa qualità: una voce effettata (Roberto Papavero) si trascina arrancando su di una linea ubriaca di tastiere affiancata da tanti effetti elettronici che sembrano non avere altro scopo che quello ludico. Un divertissement fin troppo prolisso. La successiva Berolina Party Suite eleva la qualità dell'ascolto grazie ad uno dei pochi pezzi ancora legato all'indie rock. Le tastiere contribuiscono a dare un tono modernista acceso da un incedere sostenuto interrotto però dal brusco scatto funk di metà brano, il quale inaugura un evolversi dello stesso molle e rallentato. Sulle stesse frequenze si piazzano pezzi come Funeral Party e Death Of The Pollo, tutti fortemente connotati da toni parodistici ed ironici. Purtroppo nessuno di questi riesce ad essere altrettanto coinvolgente quanto le spumeggianti canzoni di due anni fa.  

Il secondo troncone è costituito da una serie di performance che mirano ad una decostruzione a tratti infantile del suono, basata sul sovrapporsi e il susseguirsi di effetti elettronici e da andature barcollanti e scanzonate, macchiate qua e là da sprazzi di musica caraibica, lounge e da interpretazioni cabarettistiche. Citare Frank Zappa è sicuramente eccessivo, ma forse utile per offrire un paragone di eclettismo e approccio anti-intellettuale e consapevolmente disimpegnato.   Ecco quindi che composizioni come la filastrocca di Drops Drops Drops, il dream pop di Snow In Trinidad e Tobago, il pop psichedelico della graziosa Keep Living In The Subway (forse una delle poche capaci di risultare convincenti e attraenti assieme alla successiva caraibica Logos) e la caleidoscopica Pitslickes esauriscono le ambizioni elettroniche "avventuriste" del gruppo. Citando ancora l'interessante Back To The Anal Phase, capace di unire con creatività gli elementi finora ascoltati in un incedere carico di frizzante savoir faire, siamo giunti davvero alla fine.

Le considerazioni finali (e il conseguente giudizio) non possono che tener conto dell'incapacità di rendere organiche e lineari le molte buone idee della band modenese. Sicuramente l'urgenza di esprimersi e l'eclettismo che trapela da ogni brano avrebbero avuto bisogno di una sistemazione più razionale, in grado di spuntare gli eccessi che rendono Nalt 2 di difficile ascolto ed ardua assimilazione. In ogni caso è apprezzabile il tentativo di reagire alla sopracitata condizione moderna di liquidità corrompendola e ridicolizzandola dall'interno. Compito arduo, senza ombra di dubbio, ma non impossibuile, soprattutto tenendo conto degli innumerevoli spunti presenti sia in Nalt 1 sia in questo suo seguito, entrambi serbatoi di idee per un futuro terzo capitolo potenzialmente ineccepibile.

V Voti

Voto degli utenti: 7,5/10 in media su 2 voti.
10
9,5
9
8,5
8
7,5
7
6,5
6
5,5
5
4,5
4
3,5
3
2,5
2
1,5
1
0,5
Khaio 10/10
REBBY 5/10

C Commenti

C'è un commento. Partecipa anche tu alla discussione!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.

REBBY (ha votato 5 questo disco) alle 9:07 del 10 marzo 2009 ha scritto:

Anche in Italia abbiamo gruppi alla "famolo sghembo" (citazione rubata a Paul). Condivido

il giudizio di Cas.