R Recensione

5/10

Official Secrets Act

Understanding Electricity

Avvicinarsi incuriositi agli Official Secrets Act non è stato poi così difficile, vista l’infatuazione nei loro confronti da parte di certa critica musicale d’oltremanica, convinta che il fenomeno in questione non sia affatto passeggero.

A rendere ancora più appetibile il piatto ci sono poi i rimandi, veramente d’eccezione: si parla di Cure, Divine Comedy, Talking heads, Young marble giants, XTC; si vagheggia insomma un disco indie pop fortemente influenzato dalla new wave di gran classe e irresistibile nell’appeal. In realtà Understanding Electricity si presenta come un semplicissimo disco pop, tutto sommato piuttosto mainstream, come titola del resto la loro canzone d’apertura. Non che qualche inflessione vocale del cantante non possa ricordare ora Tom Petty ora Robert Smith, che qualche giro di basso o qualche (timida) base synth non possa rimandare ai fasti della new wave adulta, ma il suono firmato Official Secrets Act non sembra così denso di idee e di rimandi artistici particolarmente ricercati.

Persino il loro pop furbo e piacevole non è poi così “catchy” come certuni vorrebbero farlo apparire. Certo, se passate le settimane senza che vi si riesca a strappare dall’ultimo disco degli Oasis o dei Blur, questo disco fa certamente al caso vostro, ma se siete degli ascoltatori più esigenti e soprattutto stufi delle solite melodie sentite all’infinito e in tutte le salse, non posso garantirvi che questo Understanding Electricity non finirà nel dimenticatoio, o direttamente nel cestino. Fra gli episodi più imbarazzanti, la banale Momentary sanctuary degna dei peggiori Keane, con quel ritornello forzatamente enfatico, molto poco convincente.

Anche il singolone The girl from the BBC sembra una canzone poco riuscita degli I’m From Barcelona. La differenza è che mentre l’ensamble svedese si prende in giro, si diverte e, sovente, diverte, i Nostri sono terribilmente seri nel ripetere nel ritornello un monotono “I like her, she likes me”, senz’altro l’apice di inutilità del disco. Hold the line parte con la furia power pop di una canzone dei Muffs (quasi al limite del plagio di Agony la base di tastiera e chitarra comunque) ma si perde ben presto nel nulla di un ritornello stentatissimo e irritante.

Non meglio Bloodsport che parte anch’essa da buoni spunti (un soffice pop da camera) ma si sviluppa in un synth (quasi dance) buono per un singolo della maturità(?) di Kalie Minogue o tutt’al più di Madonna. Victoria, giustamente scelto come singolo, è in effetti il prototipo della canzone pop rock perfetta da heavy rotation su MTV, ma lontanissima persino dagli standard delle ultime canzoni di U2 o Coldplay.

Non tutto è da buttare comunque, come le iniziali Mainstream e So tomorrow, con quel pop-wave veloce sporcato di punk e rock, che ricorda quasi (con le dovutissime proporzioni) lo stile trascinante e inventivo di alcuni pezzi dei Clash presi da London Calling. Buona la lunga composizione A Head for Herod, lenta e dolente come da tradizione inglese (si prendano per buoni i riferimenti Smiths, James ma anche Divine Comedy), capace di esplodere in un crescendo epico apprezzabile. Nel finale si fa invece notare December dalle tinte country- folk, caotica nel suo rincorrersi delle voci corali. Ricorda infatti i Los Campesinos! e gli Okkervil river

In ogni caso si tratta di un esordio abbastanza piatto, globalmente, di cui non mi stupisco affatto riguardo al buon riscontro commerciale toccatogli in sorte; sono invece molto più scettico sulle effettive capacità artistiche di questa presunta nuova promessa della musica inglese.

V Voti

Voto degli utenti: 8/10 in media su 6 voti.
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loson 8/10
REBBY 9/10
Cas 8/10

C Commenti

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loson (ha votato 8 questo disco) alle 10:57 del 19 maggio 2009 ha scritto:

Buon riscontro commerciale? Sei sicuro? L'album (uscito il 30 marzo) finora non è mai entrato nella Top 40 in UK; idem i singoli, completamente snobbati dalle chart ufficiali (e parliamo di un paese in cui l'eroe di turno incensato da NME riesce comunque a richiamare ben più attenzione). Avranno anche un certo seguito nelle classifiche indipendenti, ma lì per entrare basta vendere dieci copie, non fanno testo. I pareri entusiastici ci sono stati, ma non sono certo sfociati in un coro unanime e, soprattutto, non è automatico - come in questo caso - che ad essi corrisponda un significativo riscontro sul piano delle vendite. Ad ogni modo, questa stroncatura mi pare ingenerosa, soprattutto se rapportata all'eclettismo, alla qualità delle canzoni e alla statura dei riferimenti di "Understanding Electricity". Dici bene Cure (però quelli di "The Head On The Door", chiaramente avvertibili in "Hold The Line"), XTC, Talking Heads, U2 (gli Young Marble Giants io propio non li sento)... Ma il piatto è ancora più ricco. L'irresistibile "So Tomorrow" sembra coniugare Teardrop Explodes e i primi Wire pur senza rinunciare ai lustrini "brit" (pop) che furono: ossia coretti sbarazzini, una certa aria adolescenziale e la vocetta pungente ma perfetta di Tom Burke. "The Girl From The BBC" ricorda i Tears For Fears più immaginifici e synth-prog, esattamente come quella "Bloodsport" che ha il solito "difetto" di ripescare da un passato spesso percepito come scomodo. "Little Birds" parte come bozzetto di un Bacharach virato country-folk, ma poi si stabilizza su coordinate Orange Juice, ed è anch'essa da applausi. Per non parlare di "Momentary Sanctuary", uno dei brani pop più complessi che abbia ascoltato ultimamente; monumento diviso in due parti perfettamente simmnetriche: la prima impostata su archi in ostinato, un meraviglioso synth che cita gli OMD, le tinte wave marcate del basso; la seconda parte decisamente acustica, come se i Belle And Sebastian si mettessero a fare cantilene apocalittiche invece dei loro quadretti post-drake. Difficile (almeno per me) trovare un album che suoni retro-futuristico in modo così "leggero", ispirato, arioso, senza tutte le vettoviglie pseudo-dark di gente mediocre come White Lies (che però in classifica ci finisce, a differenza di questi qua). Davvero uno dei lavori pop più ingegnosi e affascinanti ascoltati quest'anno.

REBBY (ha votato 9 questo disco) alle 11:57 del 19 maggio 2009 ha scritto:

Avevo preparato un intervento chilometrico e

puntiglioso, ma sorprendentemente Matteo mi ha

anticipato e ti risparmio quindi l'arringa

Alessandro (ti è andata bene eheh). Dico solo

che appongo la mia firma in calce all'intervento

di Loson. Al momento coi Fanfarlo migliore esordio

dell'anno in terra brit. Se saranno comete o altro

lo dirà poi il signore ...

otherdaysothereyes, autore, alle 12:26 del 19 maggio 2009 ha scritto:

Beh immaginavo delle reazioni di questo tipo all'album. Del resto io lo ho trovato un calderone non molto organico e troppo frammentario. Sulla vendita, credo che sia tutto molto relativo: certo, non si sta parlando dei grandi nomi che popolano le classifiche ufficiali.Nonostante forse sia dalla parte del torto, il mio giudizio non cambia e ciò spero non venga visto come testardaggine.

Forse ho sbagliato a fare la recensione di quest'album dato che sono troppo controcorrente su questo ascolto. Magari avrei dovuto aspettare che la facesse qualcun'altro e poi magari postare un commento in cui spiegavo le mie ragioni...chiedo scusa se la rece non è stata all'altezza delle vostre aspettative, ma vi assicuro che il mio voto lo ho dato ascoltando la musica e non su antipatie a prima vista (che non nutro nei loro confronti)!

loson (ha votato 8 questo disco) alle 13:58 del 19 maggio 2009 ha scritto:

RE:

Tranquillo Alessandro, non giudico affatto la recensione "non all'altezza". Fai bene ad avere le tue idee e sono convinto che il tuo giudizio si sia formato in modo del tutto autonomo e consapevole. Mi premeva soltanto esprimere la mia - criticabilissima - opinione su alcuni punti dela tua recensione che non mi trovano d'accordo, tipo il sillogismo (velato) fra elogio della critica e riscontri in termini di vendite. Credo che questo gruppo valga molto più di molte sciatte "next big thing" tirate fuori dal cilindro con cadenza settimanale. Insomma, ogni tanto la stampa inglese ci prende, non snobbiamola per partito preso. x REBBY: dì la verità, stavolta ti ho stupito eh? In fondo, fra tanti "discacci", qualcosa di buono lo becco anch'io, ghghghgh...;D

fabfabfab alle 12:57 del 19 maggio 2009 ha scritto:

Visto l'acceso dibattito

... mi toccherà cercare questa (ennesima) "next big thing" ....

REBBY (ha votato 9 questo disco) alle 15:48 del 19 maggio 2009 ha scritto:

Come diceva Stanlio ad Ollio: aono stupito

Matteo io non mi stupisco che tu mi stupisci, tu

sei sempre stupefacente, anche quando elogi i "tuoi discacci" (eheh). Fabio: lascia perdere,

tu questa volta non potrai stupire (hihi) Alessandro ultimamente hai le orecchie "storte",

vedi mo' se ti danno una regolata (ahah). Beh,

ascoltate questo disco anche se non sarà in ns. classifica (no Gulliver tu no, tempo perso uhuh).

Sono proprio stupito ohoh! Vocali ehahihuhoh!

fabfabfab alle 15:57 del 19 maggio 2009 ha scritto:

RE: Come diceva Stanlio ad Ollio: aono stupito

Rebby, cos'hai bevuto a pranzo? Uranio impoverito?

REBBY (ha votato 9 questo disco) alle 16:05 del 19 maggio 2009 ha scritto:

Una bottiglia di Friuli aquileia superiore, perche? hic

fabfabfab alle 16:17 del 19 maggio 2009 ha scritto:

RE:

Ahahaha! Hai buona memoria!

Dr.Paul (ha votato 7 questo disco) alle 21:23 del 19 maggio 2009 ha scritto:

non c'è niente da fare i battibecchi ti fanno ascoltare dischi che avresti saltato a piè pari!

appena messo su ho pensato che loson avesse preso un abbaglio....le prime due mainstrean e so tomorrow sono bruttine veramente! poi il disco si risolleva, è ben fatto c'è ricerca musicale e sonora sopratutto, oltre i gia citati orange juice aggiungerei 1/4 di jam e 2/4 di style council! cmq sembrerebbe di ascoltare un Parklife 15 anni dopo, in pratica un disco che cita 30/40 anni di musica british e lo fa nel migliore dei modi, certo manca la genialata alla To The End, Girls & Boys, This is a low, End of a century...quelle erano categoria superiore! ps. alla fine ho ascoltato anche sti white lies, non sono cosi scarsi, quando metti su un loro disco devi sapere che ti aspetta una roba wave revival, tutto qui!

DonJunio alle 0:29 del 20 maggio 2009 ha scritto:

Il buon Loson ormai è un fantasma, ma per evocarlo non serve una seduta spiritica: basta una recensione brit!

REBBY (ha votato 9 questo disco) alle 8:18 del 20 maggio 2009 ha scritto:

Che ci fai Don in terra d'Albione? Lo sai che non

(v)puoi starci. Ora dovremo necessariamente eseguire un rimpatrio coatto sul continente

americano (eheh)

rael alle 11:06 del 20 maggio 2009 ha scritto:

i divine comedy non sono new wave_'

otherdaysothereyes, autore, alle 11:35 del 20 maggio 2009 ha scritto:

E chi sostiene il contrario, infatti?