The Electric Pop Group
Seconds
Svezia, Matinée Recordings, indie pop. Queste semplici coordinate bastano per comprendere immediatamente ciò di cui vi sto per parlare. Per cui: cultori dell'innovazione, amanti della sperimentazione e dell'avanguardia, synthpoppers futuristi e seriosi andate altrove, questo non è quello che fa per voi.
Qui si parla del passato, lo si rievoca, lo si celebra tentando di ridestare i più intimi torpori e sospiri degli anni '80 targati Sarah Records. Adolescenza e romanticismo sdolcinato per l'ennesimo tentativo rétro dedicato perlopiù a ristrette cerchie di cultori e appassionati, con fiera vocazione minoritaria e tanto gusto melodico.
The Electric Pop Group, che con questo Seconds giunge al secondo album, si lancia spensierato in questa operazione revivalista capace di attecchire con estrema precisione grazie ad una freschezza e ad un'immediatezza invidiabile, soprattutto se si considera l'inflazione che gonfia immensamente il valore di un genere ormai ipertrofico ed abusato.
Imberbi e colmi di idealismo i nostri si buttano a capofitto in dieci brani citazionisti ma interpretati con indubbia personalità e creatività. Not by Another sfodera un jangle pop cristallino e aggraziato, dalla struttura tanto semplice quanto efficace. Out of Sight è un tripudio di malinconia e profumi dolciastri, memore tanto delle melodie cristalline degli Another Sunny Day che delle filastrocche degli Orchids. E ancora atmosfere alla Air Ballon Road con la sbarazzina I Know I Will, dove i ricami di chitarra danno vita ad una leggera trapunta capace di fornire un delicato sostegno alla voce flebile di Erik Aamot. Incalzante ed evocativa come poche la splendida performance di Drawing Lines, piccolo gioiello pop, che assieme alla strabiliante The Way It Used to Do, questa volta in grado di scomodare addirittura i Cure, fornisce l'ennesimo pezzo portante di un disco irresistibile nel suo genere. La padronanza delle melodie e della scrittura di semplicissime canzoni, niente di più: la quintessenza del pop insomma.
Nonostante, come già detto, il revival indie pop sia senza dubbio agli sgoccioli, ogni tanto qualche slancio di entusiasmo svolge il ruolo catartico di liberare le fragranze caramellate che permearono una generazione ormai 30 anni fa. E allora tiriamo fuori il nostro anorak -o compriamone uno- e aspettiamo una bella giornata estiva di pioggia scrosciante. Dopodiché, rientrati nella nostra cameretta, mettiamo Seconds degli Electric Pop Group nelle cuffie e godiamoci mezz'ora di densa adolescenza.
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Grouper The Man Who Died in His Boat
Kreatiivmootor Irratsionaalne
Area Arbeit Macht Frei
Youngteam Daydreamer
The Big Pink Future This
The Pains of Being Pure At Heart The Pains of Being Pure At Heart
Women Public Strain
Les Fauves NALT 2 - Liquid modernity
Jefferson Airplane After Bathing at Baxter's
Cats On Fire The Province Complains
Mice Parade Mice Parade
Mice Parade What It Means To Be Left-handed
Electric Soft Parade No Need To Be Downhearted
Youth Group Casino Twilight Dogs
Wolf Parade At Mount Zoomer
Tamaryn The Waves
Jimmy Eat World Chase the Light
Yoav A Foolprof Escape Plan
A Sunny Day In Glasgow Ashes Grammar
Wolf Parade Apologies To The Queen Mary
Beach Fossils Beach Fossils
Burning Hearts Aboa Sleeping
Panic at the Disco Pretty Odds
Burning Hearts Extinctions
The Radio Dept. Lesser Matters
The Radio Dept. Pet Grief
The Pop Group Y
salvatore
otherdaysothereyes
Tigro 67
phoebe (voto invalidato)
snow (voto invalidato)
Peasyfloyd
andy capp
Hexenductionhour
REBBY
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