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R Recensione

7/10

The Electric Pop Group

Seconds

Svezia, Matinée Recordings, indie pop. Queste semplici coordinate bastano per comprendere immediatamente ciò di cui vi sto per parlare. Per cui: cultori dell'innovazione, amanti della sperimentazione e dell'avanguardia, synthpoppers futuristi e seriosi andate altrove, questo non è quello che fa per voi.                                                                                                                                               

Qui si parla del passato, lo si rievoca, lo si celebra tentando di ridestare i più intimi torpori e sospiri degli anni '80 targati Sarah Records. Adolescenza e romanticismo sdolcinato per l'ennesimo tentativo rétro dedicato perlopiù a ristrette cerchie di cultori e appassionati, con fiera vocazione minoritaria e tanto gusto melodico.

The Electric Pop Group, che con questo Seconds giunge al secondo album, si lancia spensierato in questa operazione revivalista capace di attecchire con estrema precisione grazie ad una freschezza e ad un'immediatezza invidiabile, soprattutto se si considera l'inflazione che gonfia immensamente il valore di un genere ormai ipertrofico ed abusato.

Imberbi e colmi di idealismo i nostri si buttano a capofitto in dieci brani citazionisti ma interpretati con indubbia personalità e creatività. Not by Another sfodera un jangle pop cristallino e aggraziato, dalla struttura tanto semplice quanto efficace. Out of Sight è un tripudio di malinconia e profumi dolciastri, memore tanto delle melodie cristalline degli Another Sunny Day che delle filastrocche degli Orchids. E ancora atmosfere alla Air Ballon Road con la sbarazzina I Know I Will, dove i ricami di chitarra danno vita ad una leggera trapunta capace di fornire un delicato sostegno alla voce flebile di Erik Aamot. Incalzante ed evocativa come poche la splendida performance di Drawing Lines, piccolo gioiello pop, che assieme alla strabiliante The Way It Used to Do, questa volta in grado di scomodare addirittura i Cure, fornisce l'ennesimo pezzo portante di un disco irresistibile nel suo genere. La padronanza delle melodie e della scrittura di semplicissime canzoni, niente di più: la quintessenza del pop insomma.

Nonostante, come già detto, il revival indie pop sia senza dubbio agli sgoccioli, ogni tanto qualche slancio di entusiasmo svolge il ruolo catartico di liberare le fragranze caramellate che permearono una generazione ormai 30 anni fa. E allora tiriamo fuori il nostro anorak -o compriamone uno- e aspettiamo una bella giornata estiva di pioggia scrosciante. Dopodiché, rientrati nella nostra cameretta, mettiamo Seconds degli Electric Pop Group nelle cuffie e godiamoci mezz'ora di densa adolescenza.

V Voti

Voto degli utenti: 7,5/10 in media su 8 voti.

C Commenti

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salvatore (ha votato 8 questo disco) alle 10:37 del 9 luglio 2010 ha scritto:

"Per cui: cultori dell'innovazione, amanti della sperimentazione e dell'avanguardia, synthpoppers futuristi e seriosi andate altrove" E io forse saprei anche indicarvi dove! (preciso che nelle categorie sopra indicate, a volte, ci rientro anche io, quindi, vi accompagno serenamente )

Gran bel "dischetto", dunque. A mio parere il riferimento più vicino è ai math and the physics club, sempre distribuiti dalla matinée (lunga vita alla matinée!!!). Ottima recensione: coglie perfettamente oltre che l'aspetto propriamente musicale, anche il modo di vivere un certo tipo di musica (il riferimento agli anorak è una chicca per intenditori ) Grande Cas!

otherdaysothereyes (ha votato 7 questo disco) alle 21:56 del 18 luglio 2010 ha scritto:

Un po' troppo pulito per i miei gusti (che adorano l'indie pop quando è bello sporco)e le canzoni tendono pericolsamente ad assomigliarsi tra loro, però resta un dischetto adorabile. Lo metto vicino (per giudizio, per genere, per posizione geografica) all'ultimo dei Sambassadeur di questo 2010.

REBBY (ha votato 8 questo disco) alle 10:07 del 27 settembre 2010 ha scritto:

ma è una pils!

Come un calice di birra fresca e leggera, appena

spinata, come dio comanda. Va giù che è una meraviglia, poco impegnativo e dissetante. Pa papa

pa, pa ppa pa, pa papapa pa ...Concordo co Matteo

(e Daniele): "disco irresistibile nel suo genere"

synth_charmer alle 10:36 del 27 settembre 2010 ha scritto:

RE: ma è una pils!

"Come un lago senza fango, Sir. Così limpido come un cielo d'estate sempre blu"

REBBY (ha votato 8 questo disco) alle 11:28 del 27 settembre 2010 ha scritto:

RE: ma è una pils!

"Bravo, sei un amico. Ah già...mi hanno detto che

ti piace la musica", soprattutto quella elettronica. Beh qui non c'è, questo disco forse

piace di più alla tua morosa... (eheh)

Peasyfloyd (ha votato 7 questo disco) alle 11:30 del 2 novembre 2010 ha scritto:

dischetto abbastanza gradevole sì, indie-pop '80s godibile tra Smiths e Cure. Bravo Cas, rece pulita (come il disco eheh)

Hexenductionhour (ha votato 8 questo disco) alle 13:23 del 18 febbraio 2011 ha scritto:

pop

Disco adorabile,pop "frizzante" e melodie bellissime...essenziale.

morrocoy68 (ha votato 7 questo disco) alle 14:59 del 14 settembre 2011 ha scritto:

indie pop '80

Ma cosa devono leggere le mie pupille!

Sentiamo un pò, e che dischi "indiepop" facevano i Cure negli anni '80? Faith? Pornography? Ma per favore!

Anche gli Smiths! lontani anni luce!Mai sentito Morrissey cantare pa pa paapapa? o Johnny Guitar Marr addormentarsi con la Rickenbacker in mano?

questi sono esattamente immersi nel sound Creation: a metà tra Razorcuts e Weather Prophets di Pete Astor, o se volete una versione soft e meno distorta dei Biff Bang Pow!