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R Recensione

7,5/10

The Fresh & Onlys

Long Slow Dance

Quando il cambiamento c'è, si vede ed è una bella cosa. Di questo si tratta se parliamo del nuovo album dei Fresh & Onlys, band di Frisco dedita -fino a poco tempo fa- a piacevoli incursioni nel mai troppo inflazionato territorio psych-garage. Nel 2010, l'anno del loro Play It Strange, Tim Cohen e soci licenziavano un lavoro capace di stare accanto ai coevi Phosphene Dream e Innerspeaker senza complessi d'inferiorità, assodando una formula solida e vincente (che si lasciava progressivamente alle spalle l'estetica weird dei primi tempi). Formula destinata però al mutamento, nonostante la potenziale efficacia. Quello che si innesta nella tavolozza sonora sono ora elementi anni '80 piuttosto evidenti e in contrasto con l'anima fuzzosa e beardy cui ci eravamo abituati. Tra Paisley Underground, indie pop e post punk, quello che colpisce è la pulizia che domina su ogni aspetto, e insieme a questo il dominio incontrastato delle melodie di chitarra, che fanno da colonna portante di ogni pezzo, creando il solco su cui innestare gli arrangiamenti e da cui sviluppare la scrittura.

 La cosa appare in tutta chiarezza in pezzi pop da novanta come Long Slow Dance, dove la soffice base di lead-guitar viene arricchita da arrangiamenti aggraziatissimi, tra riccioli di elettrica e coretti, per una ballata piacevolissima ed impeccabile. Stesso discorso vale per le splendide Presence of Mind e Dream Girls, che affinano i dettami del fortunato nuovo corso tra echi morrisseyiani e andature catchy (tanto nell'uptempo brioso della prima quanto nell'incedere sognante della seconda), per un'adesione intransigente al pop e alla melodia, come ci confermano anche la freschissima No Regard o i ricami acustici di Executioner's Song. Nel caleidoscopio di Long Slow Dance fanno capolino gli anni '80 della new wave e del post-punk con brani come Fire Alarm, 20 Days and 20 Night (dei Cure in veste sophisti-pop), ma torna anche la carica garage nelle robuste Yes or No, Euphoria, e Foolish Person (vera e propria chicca, quest'ultima, con la sua coda di chitarrismo incendiario).

 I Fresh & Onlys non hanno mai smesso di crescere, questo è il punto, e con questo lavoro ne danno un'ottima dimostrazione. La raffinatezza nel lavorio armonico che infittisce la trama di ogni brano, la conferma (scoperta?) del lirismo di Cohen, la totale coesione tra i membri della band... Un ottimo modo di arrivare al quarto album. Quindi, applausi.

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Voto degli utenti: 7/10 in media su 1 voto.
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C Commenti

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hiperwlt alle 0:48 del 26 settembre 2012 ha scritto:

promette. e anche bene: per quanto scrivi, e per quanto ascoltato ("presence of mind"). procuro e ripasso a breve

salvatore (ha votato 7 questo disco) alle 21:47 del 26 settembre 2012 ha scritto:

Che bravi!!! Non li conoscevo, ma i brani proposti sopra sono uno meglio dell'altro... La scrittura sembra eccelsa ("Executioner's Song" - bellissima - mi ha fatto pensare ai primi fantastici Coral, no?), quindi parto di approfondimento! Ottima proposta, Matteo! Thanks!

salvatore (ha votato 7 questo disco) alle 23:09 del 26 settembre 2012 ha scritto:

E di quanto mi piace la chiusura di "Wanna Do Right By You", ne vogliamo parlare? Primo ascolto godibilissimo! Ora a dormire, ma domani si ricomincia...