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R Recensione

7/10

Drink To Me

Brazil

Drink To Me, a war against the clichés of rock.

Nonostante un po' di supponenza, la “dichiarazione di guerra” di qui sopra, tratta dalla pagina web ufficiale del gruppo eporediese, ci restituisce una fortunata anomalia nel panorama rock italiano. A prima vista tre indie veneranti LCD Soundsystem (e DFA in generale) alle prese con l'emulazione dei propri beniamini, eppure andando più a fondo si scoprirà che non si può essere cattivi e sommari con i Drink To Me, perché con questo Brazil la Unhip Records sforna un lavoro di rara forza comunicativa e personalità stilistica.

Se infatti dalle nostre parti aveva spesso attecchito l'indie sbrigativo e ludico di band come gli Mquestionmark e i Fauves, questa volta ci troviamo di fronte ad una serie di punti di riferimento che spaziano dalle mirabolanti e monolitiche bordate sintetiche di matrice psichedelica degli Oneida, fino alle suggestioni freak nelle differenti declinazioni di Animal Collectives e Liars, prendendo anche qualche spunto dai nostrani Julie's Haircut e Disco Drive.

Insomma, roba seria, una formula non facile da padroneggiare, cosa che invece i nostri eporediesi riescono a fare splendidamente.

Primo approccio superficiale, tattile e visivo: il package. La cura estetica con cui è confezionato l'album dà un'ottima impressione di quello che potrebbe esserci dentro. L'abito non fa il monaco, lo sappiamo, però la curiosità e le aspettative riguardo alle dieci tracce nel frattempo sono cresciute parecchio.

 

Ed eccoci all'ascolto.

Small Town rappresenta una partenza da urlo: una rapida intro strumentale sommessa viene squarciata da un synth gorgogliante e massiccio, sfrigolante e ruvido, capace di formare una magmatica massa sonora da cui emerge una voce in grado di fornire uno straniante punto di appiglio, dalla fortissima natura psichedelica, al vortice appena messo in moto. I pochi momenti di stasi acida, dove la voce si trova libera di vagare tra sfrigolii elettronici, sanno intensificare le trame di un brano complesso e ricco. La seguente B1 è un omaggio esplicito ai Liars, un rituale percussivo dai tratti spigliati e giocosi, dove la linea di synth accompagna una coralità drogata facendosi ora stordente, ora ossessiva, accondiscendendo alle impellenti esigenze ritmiche. The End of History (America) continua a stimolarci con un noise-pop mutante, iniettando massicce dosi elettroniche che si ammassano e si contorcono in un continuo ribollire, fermo solo pochi istanti per riprender vigore e ricominciare ancora più ossessivo di prima.

Amazing Tunes, dopo quanto ascoltato, appare poco più di un divertissement, mettendo comunque sul piatto un brano dall'ottima tenuta, robusto e intrigante, seguito da David's Hole, che continua ad aggiungere carne sul fuoco, sovra-dosando il livello di hype, riuscendo a dar vita ad un ritornello dall'incredibile potenziale melodico, perfettamente affiancato alle rumoreggianti modulazioni elettroniche iniziali e ai ritmi martellanti. Se con A Stain in the City si sprofonda nell'anestesi totale, ci pensa B9 a svegliarci dal piacevole torpore, un pezzo in tutto e per tutto indie-dance dove l'influenza di James Murphy regna sovrana. Il post-punk di Black Friday si inserisce con agilità contribuendo a far scorrere con estrema scioltezza il tutto, e anche se con la penultima We're Human Beings ci si ripete un po', Paul & Kate riporta questo Brazil in equilibrio, approfondendo i dilungamenti e le introspezioni che finora avevano trovato poco spazio.

La fine è come l'inizio, esaltante e sfrenata, psichedelica e raffinata.

 

Un album da salutare con entusiasmo, nonostante sia vittima di un eccessivo atteggiamento idolatra rispetto ai molteplici riferimenti, spesso troppo palesi. Inserire con tanta maestria e compattezza dieci pezzi con pochi o nessun punto di debolezza, in grado di tenere alta l'attenzione, intessendo fitte trame e curando ricche textures che arricchendo nei dettagli l'impatto massiccio è però compito da non sottovalutare.

Brazil è dunque premiato, senza dubbio. La strada è quella giusta, aspettiamoci grandi cose dai Drink To Me.

V Voti

Voto degli utenti: 7/10 in media su 2 voti.
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C Commenti

Ci sono 2 commenti. Partecipa anche tu alla discussione!
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hokusai (ha votato 8 questo disco) alle 11:10 del 4 giugno 2010 ha scritto:

ww.hereistay.com

adoro questo disco...

non vedo l'ora di vederli insieme agli oneida all'here i stay festival in sardegna!!!

Cas, autore, alle 11:40 del 21 gennaio 2012 ha scritto:

nuovo singolo: