V Video

R Recensione

6,5/10

The Raveonettes

Observator

E la carrellata pop continua. Sesto disco per i Raveonettes, e ulteriore conferma che questo duo danese è uno dei pochi in grado di non esaurire mai la propria vena melodica. Di più: è una di quelle band che riesce sempre a declinarla in modo differente, pur restando saldamente all’interno dello stesso paradigma (noise-pop, shoegaze-pop e dintorni). Per cui ogni disco dei Raveonettes suona compatto ma smarcato, uguale a se stesso ma diverso dagli altri.

 

Se il precedente “Raven in the Grave” si colorava di tinte dark e si proponeva come il lavoro maudit di Wagner & Foo, infilandosi spesso in meandri strumentali e rinunciando al tiro pop più sfacciato, questo “Observator” deve la sua peculiarità alla genesi dei brani, avvenuta prevalentemente sulla tastiera e non sulla chitarra, e alla sua ritrovata ricerca della classica forma-canzone («I wanted to get back to that classic verse-chorus-verse style of song writing that The Doors did so well on their best singles» ha confessato Wagner). La diversità del disco, quindi, sta nel suo tentativo di trovare nuove vie melodiche attraverso un’inedita prospettiva compositiva, mentre la veste sonora, poi, ripropone in sostanza la quintessenza The Raveonettes: chitarre ritmiche coperte di fuzz e sfrangiate in multistrati ubriacanti, intrecci vocali, arpeggi denudati, ricerca dell’hook giusto via ripetizioni ipnotiche.

 

È proprio quest’ultimo aspetto a svigorire un po’ l’album, soprattutto in certe tracce che sembrano incagliarsi e non decollare (“Sinking With the Sun”, “The Enemy”). Ma dove la replica diventa inno, ci si esalta, come nell’anorak pop ‘80 di “Downtown” (Shop Assistants e dintorni) o nella primavera eterna di “She Owns the Streets”. A volte emerge il piano e ne escono ballate con ghigni in minore (“You Hit Me [I’m Down]”) o sciancate odi notturne (“Observations”, che sembra un out-take dal disco precedente), mentre la patina persino gloriosa di qualche episodio (“Young and Cold”) non elimina una sensazione di strisciante tristezza. E d’altronde è Wagner stesso ad ammettere che il disco è anche il parto di una fase depressiva, sbollita poi in bagordi losangelini.

 

Non l'apice della loro discografia, ma comunque un altro centro.

V Voti

Voto degli utenti: 6,9/10 in media su 5 voti.
10
9,5
9
8,5
8
7,5
7
6,5
6
5,5
5
4,5
4
3,5
3
2,5
2
1,5
1
0,5
MyRadio 6,5/10
salvatore 7,5/10

C Commenti

Ci sono 6 commenti. Partecipa anche tu alla discussione!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.

salvatore (ha votato 7,5 questo disco) alle 20:24 del 24 settembre 2012 ha scritto:

Lo sto ascoltando tantissimo e mi sento spudoratamente a casa

"Curse the night" è dolcissima!!!

Il mio disco settembrino... Grande Fra'!

Giuseppe Ienopoli (ha votato 7 questo disco) alle 11:07 del 25 settembre 2012 ha scritto:

… Raveonettes al pesto di chitarre in salsina fuzz … dette così farebbero un figurone anche nel menu turistico di “Zi’ Teresa Beach” … le assaggi con fondato sospetto di fregatura ( … ma Sasà è una garanzia! … ) e poi effettivamente fai “il bitris abbondante” per la gioia di zia … qui e là un retrogusto di accordi Byrds (!?) e brezze anni sessanta ... ma sarà l’effetto del “vino e gazzosa tutto incluso nel prezzo” … veramente leggere e coreografiche ‘ste Raveonettes … in passa parola le consiglio a Lezabeth per la sua dieta (?) … fair play Leza !

Gio Crown (ha votato 7 questo disco) alle 23:14 del 26 settembre 2012 ha scritto:

bello, bello. Si forse un po' troppo orecchiabile ma chi l'ha detto che la musica deve essere per forza "ostica" da ascoltare per essere di pregio? Ogni semplice melodia che lo compone è comunque molto raffinata e ben arrangiata, pur con i limiti evidenziati dal recensore. qualche pezzo è veramente notevole (curse the night, sinking with sun ) e mi piace questa atmosfera sognante che pervade l'album

REBBY alle 9:48 del 29 ottobre 2012 ha scritto:

Il mio pezzo preferito è Oservations, quindi dovrei ascoltarmi il precedente!

D'altra parte cos'è che fa meglio un osservatore, se non le osservazioni eheh

target, autore, alle 11:06 del 29 ottobre 2012 ha scritto:

"Observations" in effetti è un signor pezzo. E, sì, ascoltati il precedente, a questo punto (tanto più in questa stagione che più gli si addice)! (E così si finisce sempre con osservazioni sul tempo).

salvatore (ha votato 7,5 questo disco) alle 22:09 del 20 gennaio 2013 ha scritto:

Video per una delle canzoni più belle dell'anno appena passato.

!