R Recensione

6/10

iLiKETRAiNS

Elegies to Lessons Learnt

Se non avete mai ascoltato artisti come Nick Cave, Joy DivisionMogwai, o alcuni episodi del post-rock più cupo, beh, allora questo potrebbe essere uno dei più bei dischi che possiate avere mai ascoltato.

Se poi vi siete persi anche la scena shoegaze e neo-psichedelica questo disco potrebbe addirittura farvi sognare e fantasticare a livelli piuttosto soddisfacenti.

Purtroppo però questo tipo di esperienze sonore chi vi scrive le ha già "affrontate" e vissute, grazie appunto ai gruppi appena citati, e trova in questo Elegies To Lessons Learnt degli iLiKETRAiNS una semplice riproposizione degli stessi, insieme quindi a delle affinità e somiglianze talmente evidenti da rendere impossibile non parlare di revival o addirittura di “semi-plagio”.

Va precisata una cosa però: emulare gente come Cave o come i Mogwai è sicuramente più dignitoso (dal punto di vista artistico) ed impegnativo che emulare, che so, i Blink 182. Nel senso che mettendosi nell’ottica di fare un tipo di musica del genere non può che venir fuori un pizzico di personalità e originalità nell’interpretazione.

Difficile quindi esprimere un giudizio del tutto negativo.

Resta però il fatto che l’album in questione sia l’ennesimo frutto del grande albero del new-rock, e che si tratti stavolta di un frutto già quasi del tutto marcio.

Le undici tracce formano un unico e lento blocco nero fatto di ritmi rallentati e talvolta inesistenti, di ricerca parossistica di toni da funerale, di crescendo puntuali ma timidi e di meste elegie soporifere declamate dal vocione poco vario del cantante.

La prima traccia, We All Fall Down, costituisce subito il prototipo della canzone tipo, quella che vedremo ripetersi durante l’intero ascolto dell’album: lenta, triste, dominata dalla voce calda e avvolgente del cantante e dagli arpeggi cupi della chitarra elettrica, intrisa di un modesto rumorismo che trova sfogo nei crescendo finali, intansi ma mai del tutto all’altezza della situazione.

Si tratta ora di ascoltare altre dieci tracce che spaziano da sonorità maggiormente dark ad altre post-rock, il tutto riletto in chiave noise.

Al primo filone (dark) appartengono pezzi come l’apprezzabile Twenty Five Sins, l’anestetica Remnants Of An Army, la slanciata We Go Hunting, in cui spiccano sonorità quasi Editors-iane, mescolate ad una sensibilità espressamente noise.

Ci sono poi le chiare contaminazioni post-rock in pezzi di The Deception, che sfrutta un ritornello troppo melodioso e rischia spesso di risultare manierista, o di The Voice Of Reason, dove questa volta sono i Mogwai (o addirittura i Giardini di Mirò ?) ad essere citati, con il risultato di un brano piacevole e toccante ma per niente sorprendente o originale.

Death Of An Idealist sfrutta la solita marcetta e delle sonorità sovente troppo pompose e solenni, e quindi fuori luogo, oltre che a strumenti come la tromba, che insieme contribuiscono a dar vita ad un altro brano post-rock decadente di scarsa presa. La stessa lezione viene approfondita in Come Over, dove trombe, tromboni e violini spezzano episodicamente l’atmosfera inerte e rallentata del pezzo.

Spencer Perceval, con i suoi nove minuti, fornisce un riepilogo di ciò che abbiamo finora ascoltato, ed è seguito dall’inutile riempitivo di Epiphany.

Death Is The End mette la parola fine a questo lavoro, senza aggiungere niente di rilevante, se non un’altra sfaccettatura romantica ed intimistica fatta di dolenti note di piano.

Non si può certo dire che l’ascolto risulti insostenibile, (casomaiun tantino noioso), ma nonostante queste canzoni possano attrarre con la loro costante ricerca dell’oscuro, con le loro sonorità cupe ed intimiste, si tratta di qualcosa di già sentito.

E chi vi scrive non sente di averne il bisogno.

Può darsi non sia il vostro caso e allora il consiglio è di ascoltarlo: sicuramente se il vostro intento è quello di uno sguardo malinconico al passato questo disco non vi deluderà.

V Voti

Voto degli utenti: 4/10 in media su 1 voto.
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C Commenti

Ci sono 4 commenti. Partecipa anche tu alla discussione!
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Cas, autore, alle 17:34 del 22 novembre 2007 ha scritto:

piccola aggiunta...

a proposito di sguardo malinconico al passato...i testi sono delle lezioni di storia in tutto e per tutto, dall'incendio di Londra del XVII° secolo alla caccia alle streghe!

Giuseppe Ienopoli (ha votato 4 questo disco) alle 13:49 del 10 ottobre 2011 ha scritto:

Amo la Storia!!

Ok Cas! ... sono tutto una curiosità ... vado a lezione imparo e torno!? ... stay!

Giuseppe Ienopoli (ha votato 4 questo disco) alle 15:21 del 15 ottobre 2011 ha scritto:

iLiKEPULLmANs !?

… hai ragione … dicevi … “ascolto non insostenibile casomai un tantino noioso” … effettivamente è così … aggiungo che non aiuta la costruzione dei pezzi che ti costringe a fare continuamente il tecnico del suono … forse i testi e i riferimenti storici saranno più convincenti delle musiche … ma non ho voluto avventurarmi … sai com’è!?

Cas, autore, alle 15:24 del 15 ottobre 2011 ha scritto:

RE: iLiKEPULLmANs !?

ho provato a riascoltarlo dopo tanto tempo e confermo il giudizio: la storia preferisco leggerla sui libri