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R Recensione

7/10

Chairlift

Does You Inspire You

Con un mese abbondante di ritardo rispetto alla release americana, fa la sua apparizione in Europa il debutto di Chairlift. Caroline Polachek, Patrick Wimberly, Aaron Pfenning alla fine del 2006 volano dal Colorado a Brooklyn NY per firmare un contratto con la Kanine Records.

L’utilizzo di un loro brano (Bruises) per l’advert del I-pod di ultima generazione, contribuisce a farne una delle band più osservate e

chiacchierate degli ultimi mesi, grazie anche ad una manciata di date in tour insieme agli Yeasayer.

Does You Inspire You gravita in una indie orbita di 80’s synth-pop-goth adulterato, l’attitudine talvolta è quella cazzeggiona prossima a

Of Montreal e MGMT, il referente più immediato è quello dei Cocteau Twins, per le scelte di produzione e missaggio, le atmosfere liquido cristalline, le vibrazioni laringee di Caroline che riecheggiano quelle della inarrivabile Elizabeth Fraser.

Il disco parte felicemente, l'andatura felpata di un basso gommoso e trainante si fonde perfettamente con la tessitura sonora di immaginazione psichedelica in Garbage, Planet Health è da annoverare sicuramente tra le tracce più riuscite della raccolta, un etereo mid-tempo scaldato da un basso inaspettatamente slappato.

Earwig Town ha un effetto straniante durante i primi ascolti, così pretenziosa nel tentare un improbabile accostamento tra coldwave, spruzzate di synth(pop) e sabbiosità country & western, un altro step forward ed è la volta della già citata Bruises, elettro-drumming da suoneria polifonica ed andatura sbarazzina ricordano delle Au Revoir Simone impastate con i Cure di Close To Me, se l'obiettivo era creare un hit single il bersaglio è perfettamente centrato ..... nel frattempo la voce di Caroline affascina sempre più di traccia in traccia.

La cadenza slow e dilatata della notturna Somewhere Around Here è tra gli episodi più austeri del disco, così come i sei minuti abbondanti di Territory, un inquietante drone abrasivo di synth sui registri bassi e chitarre appena sfiorate colme di delay, qui la voce, al top della condizione, suscita in alcuni passaggi suggestioni esotiche di grande impatto emozionale.

Sfortunatamente il calo di ispirazione va ad accumularsi nel finale del disco, Make Your Mind Up, Don't Give a Damn, Chameleon Closet, svolgono il loro compitino senza particolari sussulti, lasciando un retrogusto di irresolutezza parzialmente affievolito nell'ultimissima Ceiling Wax.

Il limite dei Chairlift è tutto nel loro frenetico entusiasmo, mettere troppa carne al fuoco, senza avere lo spessore tecnico-culturale necessario per gestire l'ambaradan, produce nell'ascoltatore un sentimento di incompiutezza che appanna lievemente l'intera scultura. Does You Inspire You è comunque un buon esordio (ed in questa categoria va archiviato), per la maturazione ci sarà senz'altro tempo.

V Voti

Voto degli utenti: 7/10 in media su 1 voto.
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