V Video

R Recensione

8/10

Kate Bush

50 Words For Snow

Si può fare un intero disco dedicato all’inverno ed alla neve senza la minima traccia di un traditional natalizio? Sembra proprio di si e l’intento di Kate Bush in questa occasione non potrebbe essere più lontano dal confezionare il classico album di Natale. Invece, a pochi mesi da “Director’s Cut”,  che rivedeva alcune composizioni del passato, Miss Bush ha creato una strana ma affascinante opera attingendo alle suggestioni che l’immaginario collettivo collega alla stagione invernale e popolandola di fiocchi di neve, yeti, fantasmi del lago ghiacciato e solubili storie d’amore con un pupazzo di neve. È il punto d'arrivo di un viaggio che parte dalle “Wuthering Heights” cinguettate da quella incredibile voce di una ragazza neanche ventenne oltre trenta anni fa, e nelle varie tappe ha saputo guadagnare dignità e maturità artistica propria dei grandi autori contemporanei: non c’è da aspettarsi un’esperienza di ascolto facile e rilassante, o meglio non solo questo, dato che il mondo musicale di Kate Bush vive da sempre in equilibrio fra gli opposti poli del pop e della avanguardia .

50 Words For Snow” si apre con tre lunghe  composizioni pianistiche che rappresentano la parte più colta del disco e forse il suo centro: “Snowflake”, la storia della vita di un fiocco di neve, che stupisce per i picchi vocali raggiunti stavolta non dalle corde dell’autrice, ma del figlio dodicenne Bertie, evidentemente erede delle famose quattro ottave che mamma Kate esibiva agli inizi di carriera; “Lake Tahoe”, una articolata ballad pianistica in cui fioriscono i contrappunti vocali di Stefan Roberts e Michael Wood; “Misty”, accompagnata da un suggestivo video su una notte d’amore destinata allo…scioglimento, dove la voce di Kate Bush assume marcate tinte soul. Poi il disco regala una pausa e vira verso il pop di “Wild Man”, un omaggio all’uomo delle nevi con un refrain che ricorda “Running up the hill”, famoso hit di fine anni ottanta. Restano per la parte finale, il duetto con Elton JohnSnowed in at Wheeler Street”, il pezzo che intitola il disco, ovvero un elenco di cinquanta parole in lingue vere o inventate per dire “neve”, declamata dall’attore inglese Stephen Fry su base elettronica (la più buffa? “slipperella”) e la finale ballata “Among The Angels” solo voce e piano. Nonostante la bellezza delle singole composizioni, l’effetto complessivo spiazza l’ascoltatore per gli imprevedibili cambi di clima.

Ma proprio per questo “50 words for snow” può essere considerato il miglior compendio dell’arte onnivora e sempre ammantata da un alone di mistero e magia  di Kate Bush. Un altro incantesimo di suoni e parole.

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Voto degli utenti: 7,9/10 in media su 13 voti.
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Sidney 9/10
loson 8/10
ROX 8/10
REBBY 6,5/10
andy capp 5,5/10
plaster 7,5/10

C Commenti

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NathanAdler77 (ha votato 8 questo disco) alle 18:56 del 2 gennaio 2012 ha scritto:

The world is so loud. Keep falling. I'll find you.

Album della madonna (che poi sarebbe Nostra Signora Kate), ha portato agli estremi l'avant-folk atmosferico che già permeava i migliori episodi del buon "Aerial"...Un'opera fuori dal tempo, situata in un'incredibile terra di mezzo tra i Talk Talk di "Spirit Of Eden" e lo Scott Walker della maturità. Divina.

REBBY (ha votato 6,5 questo disco) alle 9:03 del 23 aprile 2012 ha scritto:

Con le prime 3 e l'ultima si poteva fare un disco, seppur prolisso, con vari bei momenti (gli ultimi 4/5 minuti di Misty il mio preferito). Le altre 3 canzoni sono altra musica, da singolo o b-side ghgh, più commerciale eheh

NathanAdler77 (ha votato 8 questo disco) alle 18:28 del 24 aprile 2012 ha scritto:

Nel 2012 la targhetta "commerciale" ha ben poco senso, applicata alla Bush e agli otto minuti di "Snowed In At Wheeler Street" ancora meno.

REBBY (ha votato 6,5 questo disco) alle 9:28 del 26 aprile 2012 ha scritto:

"ha ben poco senso" ghgh

A parte il fatto che sotto è scritto che 3 brani del disco sono più (aggettivo comparativo eh) commerciali (il recensore Andrea invece ha scritto più pop) di altri 4, non che gli 8 minuti di Snowed inn.... (o quelli di Wild man o della title-track) sono brani "schifosamente commerciali" o cose di questo tipo (anche se non mi gustano)! Chiarito questo spiega all'ignaro rebby perchè secondo te nel 2012 non ha più senso parlare di musica commerciale. Chi è morto? il commercio o la musica? Magari non si vogliono più bene? Oppure chessò son cambiate solo le forme, ma non la sostanza. Illuminami dall'alto del tuo magistero eheh

NathanAdler77 (ha votato 8 questo disco) alle 23:01 del 26 aprile 2012 ha scritto:

"spiega all'ignaro rebby" ghgh

Azz in terza persona come Otelma, interessante..."Commerciale" quindi in relazione al commercio, a un prodotto di qualità comune e senza particolari pretese artistiche: il mio alto magistero dice che è "aggettivo comparativo" vecchio quanto la loggia massonica del Grande Oriente d'Italia (1802), più idoneo agli sconti settimanali del tuo ipermercato di fiducia piuttosto che a etichettare codesta prolissa Kate Bush. Siamo todos "commerciali" e in vendita al miglior offerente, anche tu ignaro utente alambiccato. P.S. Il commercio è morto ma per la musica c'è ancora speranza, remember i saggi Pooh: "Chi fermerà la musica?". Nessuno perbacco, nemmeno la polizia postale.

ozzy(d) alle 23:28 del 26 aprile 2012 ha scritto:

Azz in terza persona come Otelma, interessante

e mantengono ancora basso profilo finche' dicono di credere che il campionato sia ancora aperto, vedrai quando si mettono la terza stella sul petto cosa faranno gli amici gobbi ghghghgh

NathanAdler77 (ha votato 8 questo disco) alle 23:51 del 26 aprile 2012 ha scritto:

RE: vedrai quando si mettono la terza stella

Sarà un lieto fine degno di Frank Capra, col monociglio sabaudo al posto di Jimmy Stewart...Loro tre stelle, noi tre scudetti "piagnoni". ghghgh

REBBY (ha votato 6,5 questo disco) alle 8:29 del 27 aprile 2012 ha scritto:

Otelma, massoni, Pooh, terza stella .... l'arte dello svicolare

Bravo, infine hai decodificato il senso della mia affermazione su questo disco, quindi aveva senso, è solo che tu non eri d'accordo eheh. Proprio così, io ritengo che quei 3 brani che meno mi garbano di questo album siano anche di qualità più comune ed abbiano meno valore artistico rispetto agli altri. Però non hai risposto alla domanda, proviamo con la prima persona plurale: puoi spiegarci (a noi utenti, alambiccati o meno) perchè secondo te, in generale, nel 2012 non ha più senso parlare di musica commerciale? Ma se tutti siamo in vendita come fa ad esser morto il commercio? Ti riferisci solo al fatto della possibilità di scaricare gratis via internet o c'è sotto un ragionamento più articolato e profondo? Cheffai cidicci o continui imperterrito a far lo svicolone? ghgh

ozzy(d) alle 9:44 del 27 aprile 2012 ha scritto:

su dai fate la pace che è già la seconda volta che vi azzuffate per questa vecchia incartapecorita (sempre meglio di altri siti in cui litigano per madonna ghghgh)

ROX (ha votato 8 questo disco) alle 10:20 del 27 aprile 2012 ha scritto:

Album sicuramente da ascoltare per bene... belle atmosfere, nei primi tre brani anche molto malinconiche... Ma il pezzo che preferisco è l'ultimo... è come la seconda parte di A Coral Room di Aerial

REBBY (ha votato 6,5 questo disco) alle 12:22 del 27 aprile 2012 ha scritto:

è la seconda volta che vi azzuffate per la Bush

Fuochino Gully. In realtà, anche se ne abbiamo discusso su Hounds of love, avevamo opinioni diverse sul fatto che la Fraser potesse essere considerata o meno (per Treasure dei Cocteau twins) un epigono della Bush. In questo caso non è questione di guerra o di pace: visto che nel suo intervento si riferiva al mio, gli ho fatto una domanda e gradirei una risposta. Quando si dialoga, anche da posizioni diverse, dovrebbe funzionare così.

NathanAdler77 (ha votato 8 questo disco) alle 0:32 del 28 aprile 2012 ha scritto:

proviamo con la prima persona plurale

'Aridaje...Ma a nome di chi parli, del ministero per lo sviluppo e la coesione territoriale? Cos'è 'sta prosopopea da Klaus Davi dei poveri? Esiste un "commerciale" discografico di fatto più morto che vivo (termine, ribadisco, da vecchio parruccone legato a un piccolo mondo antico di categorizzazioni sorpassate dalla Storia, per giunta gratuito nello specifico di questi prolissi brani bushiani) e c'è un commerciale merceologico in cui tutto ha o può avere un prezzo, che annulla la tua idea un po' classista e perniciosa della musica, se poi vuoi contestualizzare a tutti i costi determinati "aggettivi comparativi" in questa sede fai pure, non me ne frega niente. Magari riesci a vendere meglio uno status di utente artificiosamente invasivo: la prossima volta prenditi un tavor, baci e abbracci dal tuo svicolone di fiducia.

REBBY (ha votato 6,5 questo disco) alle 8:37 del 28 aprile 2012 ha scritto:

Prenditi un tavor

Da quel che si legge qua sotto il più agitato sembri tu, perchè lo offri a me? Io non ho voluto contestualizzare, ma rispondere ad un tuo intervento che diceva che il mio non aveva senso, ma tu sei Romeo er mejo redattore der colosseo....

NathanAdler77 (ha votato 8 questo disco) alle 19:30 del 29 aprile 2012 ha scritto:

Romeo er mejo redattore der colosseo

Quindi è una questione personale, se vuoi ti cedo il mio posto di redattore...Rileggi, anzi "decodifica", i tuoi commenti e forse noterai un certo risentimento fuori luogo rispetto a delle semplici osservazioni. Su "Hounds Of Love" non ricordavo neanche il motivo della "discussione": complimenti, sei un bravo scolaretto. Saludos dar colosseo.

ozzy(d) alle 22:52 del 29 aprile 2012 ha scritto:

ma perchè romeo, nathan è di roma mica di verona. er mejo redattore der monno, non solo der colosseo!

REBBY (ha votato 6,5 questo disco) alle 10:11 del 30 aprile 2012 ha scritto:

scolaretto, Klaus Davi dei poveri, vecchio parruccone...

Tu le chiami semplici osservazioni, io gratuiti epiteti. Avessi espresso la tua opinione senza dare alla mia la targhetta di senza senso certo non diventava una questione personale... Comunque il senso della mia affermazione su quei 3 brani l'hai capito e definito (perfettamente) tu stesso e non mi risento certo se non la vedi nello stesso modo. Pure sul discorso più generale della musica commerciale non la pensiamo uguale (non esiste solo il commerciale "discografico" eh), ma s'è fatto tardi... Se semo visti.