R Recensione

7,5/10

EZTV

Calling Out

Mi piace considerare i newyorkesi EZTV come la migliore risposta ai Real Estate: il loro sound si concentra, tanto quanto quello della coppia Courtney/Mondanile, sui fondamentali di un guitar pop cristallino, saturo di ganci melodici, armoniosi fraseggi chitarristici e poco altro. Non sono molte le band in grado di far funzionare un suono tanto limpido e “regolare” in questi tempi di mutazioni, ibridazioni e gigantismi produttivi. Se però i colleghi del New Jersey viravano il tutto su un registro dreamy, i richiami ad un power pop tardo-settantiano costituiscono qui il distintivo e caratterizzante marchio di fabbrica: le armonie beatlesiane in stile Badfinger e l'adrenalina patinata alla Dwight Twilley Band vengono ricodificate dal frontman Ezra Tenenbaum in chiave jangle/indiepop (dai Feelies ai Beach Fossils), per un suono al contempo classico (nella postura educata) e contemporaneo (nel respiro pop).

Il riff flangerizzato di “Bury Your Heart” ci introduce in un mare di briosi fraseggi chitarristici e ciondolanti melodie vocali, per un senso rilassato -ma non certo privo di energia- di forma canzone. Si prenda il bridge rock'n'roll che anticipa lo splendido ritornello dell'incalzante “Pretty Torn Up”, o il senso di delicata trasognatezza dell'amabile “Hard to Believe”, altro esempio di grande eleganza formale e vitalità pop (specie nell'ennesimo refrain da capogiro). Un canzoniere che non cede mai di un millimetro, rasentando la perfezione (per equilibrio, esecuzione e fantasia) in brani come “Everything Was Changing”, tutta un susseguirsi di rallentamenti e riprese jangly, “Soft Tension” e “Trampoline”, che sembrano nutrirsi della stessa sostanza dei lavori a firma Real Estate, “Blue Buzz”, con quel motivo irresistibile di chitarra solista a saldare il post-refrain alle strofe, o ancora “There Goes My Girl ", con la sua aurea archetipa, come se si trattasse di un pezzo già sentito, di un classico.

Si potrebbe continuare (vanno citate almeno “That's Where You Belong” e “Calling Out”), perché dei quattordici brani in scaletta nessuno è da scartare, e l'album gode di una leggera compattezza che, incredibilmente, non scade mai nella ripetizione. C'è chi sa scrivere canzoni e chi no. Gli EZTV lo sanno fare e puntano tutto su questa grande dote. Il risultato è uno dei gioiellini dell'anno: godibilissimo, ispirato e suonato magistralmente. Cosa chiedere di più?

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