R Recensione

7/10

Idlewild

Make Another World

Fin dalle primissime note di "In Competition For The Worst Time", brano d'apertura di questo nuovo capitolo della band scozzese, si intuisce che qualcosa è cambiato rispetto al precedente passo falso di Warning:Promises (2005).

"Make Another World" riacquista finalmente quella verve e quella carica tipica dei gruppi all'esordio discografico, bilanciandola sapientemente con una buona dose di maturità acquisita nei dieci (sì, sono già dieci!) anni di militanza nel foltissimo mondo dell'indie rock. Una gavetta che sembra non finire mai per un gruppo che meriterebbe sicuramente qualche considerazione in più.

Che qualcosa stava cambiando lo si poteva già percepire ascoltando il primo singolo estratto "If It Takes You Home", un poderoso concentrato di distorsione e melodia, potenza e stile. Davvero irresistibile.

Il resto del disco rimane comunque su standard piuttosto elevati, riuscendo ad offrire quel sound che li ha resi noti (sempre nell'ambito underground) in dischi memorabili come 100 Broken Windows e The Remote Part.

Gli ingredienti rimangono sempre gli stessi: prendete i R.e.m., caricateli di distorsioni ruvide e aggressive che a Stipe e soci mancano da ormai troppo tempo, aggiungeteci una dote fuori dal comune nel scrivere canzoni pop rock , una buona dose di personalità e sfrontatezza e la ricetta è fatta.

Il disco scorre via davvero molto bene dalla prima all'ultima traccia, riuscendo ad alternare momenti più "ruvidi" (il sopracitato singolo e la trascinante “Everything” sono un bell'esempio) ad altri invece più "riflessivi" (“Future Works”, “Once In Your Life” su tutte) dove, man mano che passano gli anni, la somiglianza al celebre gruppo di Athens diventa sempre più evidente.

Punto di forza di questo lavoro è sicuramente la sua breve durata. Non c'è un minuto superfluo, non una caduta di stile, non un calo d'ispirazione, trentacinque minuti intensi e soprattutto "sentiti".

C'è persino lo spazio per un singolo ruffiano quanto basta come "No Emotion" possibile futura hit dell'anno in corso.

Questo 2007 ci riconsegna quindi un gruppo decisamente in forma, forse non ai livelli irraggiungibili di 100 broken windows che rimane il loro miglior disco, ma comunque di tutto rispetto. Un gruppo che è riuscito a superare indenne l'evidente calo creativo del precedente lavoro e a scacciar via senza appello i fantasmi del capolinea definitivo. Dieci anni sono passati dal primo singolo "Queen Of The Troubled Teens" uscito nel marzo del 1997. Difficile immaginare un modo migliore per festeggiare...

V Voti

Voto degli utenti: 6,8/10 in media su 4 voti.
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C Commenti

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Peasyfloyd (ha votato 7 questo disco) alle 1:51 del 28 febbraio 2007 ha scritto:

Complimenti caro Grimble

sei riuscito a farmi venire voglia di scoprire sto disco che finora ho più o meno volutamente ignorato