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R Recensione

6/10

Best Coast

The Only Place

Canzoncine indie-stupidine, forza, tiratemi voi su il morale! Se la scorsa estate l'esordio dei Best Coast era riuscito a divertire grazie alla sua formula fatta di surf rock in costante uptempo, piglio punk-pop ciondolante e ritornelli killer, questa volta la proposta di Bethany Cosentino risulta indietreggiare -anche se in maniera per niente drammatica- in efficacia e comunicatività.

 

L'esuberanza da “tre accordi e via” che faceva scivolare le tracce di Crazy for You senza intoppi è sempre presente, ma leggermente sopita: questa volta infatti il tutto, pur venendo riproposto seguendo un canovaccio molto simile, riduce le asperità per un suono maggiormente laccato e pulito (grazie alla produzione di Jon Brion), privilegiando melodie nitide senza tuttavia rinunciare al piglio “stonato” dell'esordio, tra richiami ai girl group, arrangiamenti più coraggiosi e filastrocche indie.

 

Filastrocche, appunto, come quelle della prima The Only Place, che ci promette che nulla è cambiato negli ultimi due anni (But we always, yes we always / we always have fun), della più posata Why I Cry, che ripropone il romanticismo neanche troppo spicciolo di brani passati come Goodbye o Our Deal (You seem to think you know everything / but you don't know why I cry) o ancora di Let's Go Home. Tutti brani spigliati ma lontani dall'anima lo-fi che nel 2010 aveva mandato molti (me compreso) in sollucheri. Un cambiamento che salta particolarmente all'occhio nel corpo centrale dell'album, dove si trovano brani come la lenta Dreaming My Life Away e i suoi profumi bossa-nova, con quel suo mood notturno cui contribuisce l'apporto dreamy del vibrafono, o la curatissima My Life con i suoi inserti d'archi, o ancora nell'indie pop zuccheroso dai richiami anni '50 di Do You Love Me Like You Used To Do.

 

Un ingresso in una fase adulta forse non pienamente convincente ma sicuramente piacevole e (speriamo) promettente. Non resta che far passare l'estate e vedere come se la cavano i Best Coast con l'autunno.

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Voto degli utenti: 5,8/10 in media su 4 voti.
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C Commenti

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crisas (ha votato 6 questo disco) alle 0:32 del 17 maggio 2012 ha scritto:

Sempliciotto però appunto ... gradevole!

hiperwlt (ha votato 5 questo disco) alle 21:50 del 17 maggio 2012 ha scritto:

d'accordo con Cas, soprattutto circa la produzione più pulita e dal tratto meno lo-fi - e che ha tolto molto in termini di freschezza. già il primo non mi aveva entusiasmato, questo "the only place" non me li fa rivalutare

jackforjack (ha votato 7 questo disco) alle 20:48 del 18 maggio 2012 ha scritto:

6 1/2

tipico esempio di disco che cresce con gli ascolti..molti ascolti..

premetto che ai primi 2-3 mi diceva davvero poco e niente e a parte quei 3-4 pezzi piuttosto catchy, il resto scivolava via senza lasciare molta traccia nell'apparato uditivo. ecco, dopo oserei dire, circa una decina di ascolti, comincia a "carburare" e avere un senso organico (che sia omogeneo quello lo si capisce da subito..), rimane comunque molto light e diluito rispetto all'ottimo esordio (per quanto poteva essere derivativo e per quanto dal vivo in genere siano a dir poco pessimi).

Cas, autore, alle 12:33 del 19 maggio 2012 ha scritto:

vero, sale con gli ascolti, anche se dopo un pò di tempo si ferma e non prende quota. sicuramente la Cosentino vuole lasciarsi alle spalle l'infantilismo dell'esordio (che però risultava più centrato e frizzante) per mettersi alla prova con una scrittura più adulta. ci sono le buone intenzioni, i risultati sono ancora sfocati...

crisas (ha votato 6 questo disco) alle 0:13 del 21 maggio 2012 ha scritto:

crisas

Si, la mia valutazione è cresciuta ascolto dopo ascolto e passa da gradevole a molto gradevole !