R Recensione

6/10

Chromeo

Dj Kicks

Quindici anni e trenta pubblicazioni. Sembra impossibile, soprattutto se siete tra quelli che odiano il tempo che passa, ma è così. Risale infatti al 1995 il volume intitolato “C.J. Bolland - Dj Kicks”, primo anello di una serie che – mettendo l’artista dietro i piatti da dj - ha alternato album interessanti (Terranova – 1998, Ruby Trio – 2001, Erlend Oye - 2004) a piccoli gioielli (Carl Craig – 1996, Kruder & Dorfmeister – 1996, Four Tet – 2006).  

L’idea alla base di “Dj Kicks” è geniale nella sua semplicità. Costretto a selezionare musica anziché suonarla, l’artista coinvolto filtra attraverso il proprio gusto musica altrui, accostando diversi brani secondo la propria sensibilità. Se è vero – come si diceva qualche anno fa – che i piatti da d.j. sostituiranno la chitarra, allora il concetto fondante di “Dj Kicks” (prontamente imitato – con declinazioni diverse – da altre serie come “Back To Mine”, “Late Night Tales” o “Under The Influence”) dovrà sostituire il concetto di cover.  

Lasciando ad altri queste bizzarre considerazioni catastrofico-futuristiche, veniamo ai Chromeo, duo electro-funk canadese attivo dal 2004. La scelta dei brani che compongono il d.j. set di P-Thugg e Dave 1 mette in evidenza tutte gli elementi che delineano il suono dei Chromeo, e che hanno decretato il buon successo di album come l’esordio “She’s in control” (2004) e il successivo “Fancy footwork” (2007).  

Apre le danze (è proprio il caso di dirlo) la vecchia gloria italiana Kano con la sua famosa suite del 1983 “Ikeya-seki”, piccolo miracolo italo-disco talmente danzereccio da essere utilizzato spesso anche da quel marpione di Gigi D’Agostino. Dall’Italia alla Francia di Pierre Perpall, la cui “J'aime Danser Avec Toi” introduce smaccati elementi disco-funk. L’intera selezione scorre via così, tra pesanti dosi anni ’80 (Toba, Donna Allen, Lovelock), momenti quasi ”house” (Lifelike) e un filo conduttore fatto di synth-funk e vocalist femminili (Carmen, Cheri, Diane Tell).  

Se amate il vocoder, gli anni ’80 ma anche Tiga, i Justice o i Daft Punk, in questo d.j. set c’è quello che fa per voi. Anche se in realtà vale la pena provarci comunque, perché i due ragazzi sono capaci di veri e propri colpi di teatro: come il trittico electro-funk (mixato in maniera divina) composto da “Solar Antepex” ad opera di Chateu Marmont, “Seduction”, splendido brano della “Manilyn Monroe nera” Val Young (ex corista alla corte di George Clinton e titolare di una breve ma folgorante carriera in casa Motown) e la robotica “Larmes de Metal” di Soupir. Oppure come la chiusura affidata a “Pipeline” di Alan Parson. Oppure ancora, come la loro curiosa e fracassona versione di “I can’t tell you why” degli Eagles, unico intervento suonato da parte degli autori nel quale l’arte del “dj-ing” sfocia, guarda un po’, nell’arte della cover.        

 

Internet  

http://www.chromeo-djkicks.com/

http://www.dj-kicks.com/

http://www.chromeo.net/    

 

 

Video  

Kano – “Ikeya-seki” http://www.youtube.com/watch?v=9Zbrls6n6no  

Chromeo - “I Can't Tell You Why” - http://www.youtube.com/watch?v=KH3kBg9vzdQ    

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