R Recensione

6/10

Cold Cave

Love Comes Close

A distinguere un buon revival da un revival superfluo ci sono almeno due elementi: 1) la sovrapposizione al vecchio modello di riferimento di un’attitudine nuova, nella quale si senta l’odore della contemporaneità (penso, in positivo, a Neon Indian); 2) la presenza di una comunanza emotiva con la vecchia maniera, a significare che la sua ripresa non è dettata da pure ragioni di marketing, bensì da un autentico incontro di sensibilità (penso, in negativo, agli ultimi Editors). Se manca uno di questi due caratteri, passi; se mancano entrambi, però, si cade diritti nel calligrafismo. Esiste anche un buon calligrafismo, certo, e il disco dei Cold Cave in parte lo dimostra. Ciò che “Love Comes Close” dimostra ancora meglio, però, è che non basta per costruire un buon album.

Preceduto da qualche Ep e da una compilation di sperimentazioni destrutturate vagamente psicotiche (“Cremations”), questo primo disco sulla lunga distanza del trio americano (Wesley Eisold, Caralee McErloy, ex Xiu Xiu, e Dominick Fernow) riprende il lato più dark del synth pop ’80, per un totale di nove pezzi dalle linee rigide e dai colori freddi che convincono, a ben vedere, soprattutto quando accettano di venire a patti con la melodia in modo più sfacciato. Dove si prolunga la vena electro-noise dei cimenti da piccolo chimico krauto di “Cremations”, si tende a invogliare lo skip (“Cebe And Me”, tra robotica kraftwerkiana e aridità cold-wave, per paesaggi urbano-industriali un po’ troppo ricreati in laboratorio) o direttamente il salto dell’ostacolo (“I.C.D.K.”). Non va meglio dove a prevalere è un incrocio di synth storpiati da un feedback ruvido e accenni melodici narcotizzati: solitamente si finisce in un bagno di monotonia, che sia sospinta da beat sferzanti (“The Trees Grew Emotions And Died”) o ottenebrata da un piglio torvo (“Heaven Was Full”) poco cambia.

Epperò. Quando ai 15 secondi della title-track entra quella chitarra così Bernard Sumner e poi quella linea vocale così "Your Silent Face" (da “Power, Corruption & Lies”: la sequenza di note iniziale è identica), sembra che i New Order migliori siano di nuovo scesi in campo: la voce di Eisold sa vestire, per l’occasione, il mantello del romanticismo, e l’effetto finale è incantevole. In “Youth And Lust”, poi, mentre il beat evolve verso le rotondità ’90, si ritrovano per un’assemblea sulla nostalgia i Pet Shop Boys più accigliati, gli Human League e i Lali Puna (quello spoken word computeristico ai 50’’, così “Scary World Theory”...), sicché si viaggia su uno dei binari electro-pop più spediti dell’anno. Altre stazioni sanno di Gary Numan per l’aspetto spoglio ma esteticamente attento (“The Laurels Of Erotomania”, che potrebbe essere, tra parentesi, il titolo di un romanzo liberty perduto di Guido Da Verona), ma per fortuna poi ci si ferma dove Zola Jesus ha organizzato un party durissimo per poppettari gotici scoppiati, e si gode (“Life Magazine”, notevole). 31 minuti (pochi!), e il viaggio con la macchina del tempo è finito.

I Cold Cave piaceranno ai revivalisti synth pop più convinti, mentre i meno convinti troveranno solo qualche fiore da spiccare. Piuttosto che niente, meglio piuttosto.

LINK

Pagina Myspace: www.myspace.com/coldcave

VIDEO

"Love Comes Close"

V Voti

Voto degli utenti: 6,1/10 in media su 15 voti.
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loson 7/10
lev 6/10
Cas 7/10

C Commenti

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Peasyfloyd (ha votato 7 questo disco) alle 1:08 del 30 dicembre 2009 ha scritto:

non sono un fan sfegatato del synth pop però lo apprezzo, e apprezzo ancor di più quell'aurea un shit-dark che aleggia su ogni brano. Disco interessante, anche se ovviamente con limiti strutturali evidenti ben evidenziati dal buon target

tarantula (ha votato 4 questo disco) alle 9:25 del 30 dicembre 2009 ha scritto:

Nell'anno del revival '80 non mi sembra neanche uno dei migliori: disco veramente troppo incensato in giro! Qui si trova una valutazione più oggettiva, anche se per me vale anche meno delle 3 stellette

Luca Minutolo (ha votato 5 questo disco) alle 9:37 del 30 dicembre 2009 ha scritto:

Rimanendo nel filone revivalistico anni 80 di quest'anno, fra tutti gli Horrors hanno confezionato il disco più appetibile ed originale,

mentre il sound dei Cold Cave mi è apparso un pò troppo fine a se stesso

loson (ha votato 7 questo disco) alle 16:52 del 30 dicembre 2009 ha scritto:

Condivido tutto quello che scrivi, Targ (tranne quando massacri gli Editors, ahahah ), ma sono di manica più larga: "Your Silent Face" e "Life Magazine" sono talmente belle da farmi propendere per un 7.

target, autore, alle 19:38 del 30 dicembre 2009 ha scritto:

RE: Los

Con "Your silent face" intendi "Love comes close", immagino! Ammicco o lapsus?

loson (ha votato 7 questo disco) alle 21:58 del 30 dicembre 2009 ha scritto:

RE: RE: Los

Minchia che lapsus... O_O Ma ormai lo sai che quando tiri in ballo i New Order sragiono! E poi i due pezzi sono talmente simili...

fabfabfab (ha votato 6 questo disco) alle 11:28 del 31 dicembre 2009 ha scritto:

Cercato e ascoltato subito per la presenza di Coralee McErloy (chissà cosa farà adesso il cuginetto Jamie Stewart), mi ha lasciato l'amaro in bocca. Revival un po' troppo "telefonato" secondo me, sebbene ben costruito e a volte molto piacevole ("Life magazine", bravo Los). Acuto il riferimento "computeristico" ai Lali Puna, solito Target...

ozzy(d) (ha votato 4 questo disco) alle 17:21 del 2 gennaio 2010 ha scritto:

di una bruttezza imbarazzante.

Dr.Paul (ha votato 7 questo disco) alle 15:30 del 3 gennaio 2010 ha scritto:

anche io non condivido il massacro targettiano degli editors, l'ultimo è disco veramente piacevole e ben costruito, synth wave sobria e mai ridondante. il disco dei cold cave in alcuni frangenti cade in episodi un pochino tamarri dal mio punto di vista, proprio life magazine con quella cassa unz unz alla lunga sfiancante o peggio ancora youth and lust...la cadenza di quel rullante stracarico di effetto che ricorda la parte peggiore degli eighties : la seconda metà del decennio. molto belle cebe and me, love comes close e heaven was full, bè anche the laurels of erotomania.

FrancescoB (ha votato 5 questo disco) alle 19:32 del 3 gennaio 2010 ha scritto:

Un disco ai limiti della sufficienza, per quanto mi riguarda. Sonorità poco originali, ma soprattutto una qualità piuttosto mediocre nelle composizioni. Mi piace davvero giusto la title-track.

Ah, e io sono pure un amante di tutto ciò che è new-wave, inclusi synth e gotici, anzi soprattutto synth e gotici.

lev (ha votato 6 questo disco) alle 20:50 del 23 febbraio 2010 ha scritto:

album grazioso, perlomeno divertente.

Cas (ha votato 7 questo disco) alle 21:02 del 14 marzo 2011 ha scritto:

una rivisitazione davvero piacevole!