V Video

R Recensione

7/10

Soft Metals

Soft Metals

 Suonare synth pop oggi significa necessariamente fare i conti con due aspetti che rischiano di annullarsi reciprocamente, in una sorta di trade-off tra hype standardizzato e originalità della proposta. Eppure il progetto Soft Metals, cui fa capo il duo di Portland formato da Patricia Hall e Ian Hicks, sembra in grado di svincolarsi dalle pastoie dell'appena paventato gioco a somma zero, andando ad allargare le maglie della sua proposta per un risultato tutt'altro che prevedibile.

 

Ciò che spicca in questo lavoro non è infatti la morbida e accattivante superficie electro-pop dominata dalla voce sensuale della Hall (quella che ci accoglie nella prima Psychic Driving), ma le molteplici incursioni che ne frastagliano l'aspetto, che ne mutano la forma insinuandosi nelle textures e procedendo ad un lavorio di rifinitura che spesso prende il sopravvento scatenando metamorfosi di grande impatto. Già nella successiva Always la maniera synth pop lascia lentamente posto ad un acid-techno d'antan che si dimostra in grado di rivaleggiare con le ultime composizioni di un Andy Butler. Sono esempi di questa piacevole capacità ibridante pezzi come Pain, dove l'utilizzo di un'effettistica vintage (i Roland d'annata come il Juno-60 e il JX-3P o il Sequencial Circuits Pro One) arriva a livelli di retro-futurismo davvero sorprendenti, o nell'incalzante tech-house di The Cold War Melts, navigazione ardita nei mari di una rave music capace di rimanere ancorata tanto alla Chicago di 20 anni fa che ai Kraftwerk di fine anni '70. La stessa forza rievocativa la troviamo in Eyes Closed, che pare essersi evoluta a partire da un pezzo degli Inner City e in Do You Remember, dalle sonorità liquide ed espanse, volte ad un finale dedicato all'ennesima celebrazione acid.

 

Un disco che sfoggia una non banale attitudine esplorativa e che unisce la riesumazione ad un'interpretazione attuale e di gran classe, dalla presa assicurata. Un colpo a segno che spiana la via ai Soft Metals, un altro ottimo lavoro di pop elettronico da aggiungere al già copioso elenco di questo 2011.

 

V Voti

Voto degli utenti: 7/10 in media su 5 voti.
10
9,5
9
8,5
8
7,5
7
6,5
6
5,5
5
4,5
4
3,5
3
2,5
2
1,5
1
0,5

C Commenti

C'è un commento. Partecipa anche tu alla discussione!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.

crisas (ha votato 8 questo disco) alle 1:18 del 17 agosto 2011 ha scritto:

Future in the past

Lo stavo giusto ascoltando

Un lavoro più che valido, elegante, curato e molto godibile.