The Big Pink
A Brief History Of Love
Anche la pancia, in musica, vuole la sua parte. Perché al di là di ogni congettura sul senso che possa ancora avere certo synthpop-noise-shoegaze dopo anni di cloni di Jesus and Mary Chain e compagnia bella, bisogna ammettere che molti di questi hanno lasciato il segno, andando oltre ogni facile manierismo e ogni sterile copia e incolla.
Gli inglesi Big Pink, formati dal duo composto da Robbie Furze e Milo Cordell, sembrano rispettare tutti i canoni perché il loro esordio possa essere definito un ottimo esordio. Proprio perché ti prende alla pancia, grazie alla capacità di evocare il migliore spirito degli anni '80, unendo gli elementi più adrenalinici delle band che hanno fatto la storia del rock alternativo di quegli anni: ritmi marcati, synth brucianti e chitarre frastornanti, il tutto dotato da un eccezionale appeal e da un mood che spesso ricorda le sonorità synth-wave dei Blank Dogs. Consideriamo poi l'elegante presentazione grafica ed estetica del gruppo, in perfetto stile 4AD, nonché i curiosi rimandi alla Band, elementi che non fanno che accentuare le aspettative riguardo al disco.
Tutto ci è chiaro dalla prima Crystal Vision: una partenza così, per un esordio, è qualcosa di fulminante, capace di mettere immediatamente in buona luce tutto l'album. Fruscii e riverberi si materializzano presto in un incedere deciso e spigliato, per una filastrocca noise pop quanto mai ammaliante, che esplode letteralmente in un ritornello dal fortissimo potenziale melodico, dominato dalla chitarra elettrica, con il synth che biascica in sottofondo. Too Young To Love non sfigura dopo il primo pezzo, facendosi strada coon una ritmica ossessiva e meccanica, con il progredire enfatico del canto sempre in grado di appigliarsi ad ottimi ganci melodici e grazie ad un'atmosfera corrosiva e caotica, dove synth e chitarra giocano a chi produce gli effetti più distorti e frastornanti. La logica dei Big Pink sembra essere quella di non lasciare uno spazio libero, col risultato di dar vita a pezzi massicci e monolitici. Con Dominos si raggiunge l'apice del potere attrattivo (e commerciale) della band: un ottimo singolo giocato su un ritornello impossibile da dimenticare grazie a quel motivo di synth tanto attraente. Love in Vain è invece il pezzo che non ci aspettavamo: una romantica ballata di matrice puramente britannica, più tardi accompagnata dall'altro bel “lento” in crescendo di Velvet, dalla carica drammatica calcata ed ancora più toccante.
Le sorprese sono ancora molte però, da At War With The Sun, indie-pop di matrice My Bloody Valentine, dal synth pop di Golden Pendulum, dai toni anestetizzati della dreamy A Brief History of Love fino alla madchesteriana Tonight.
Insomma, la capacità di padroneggiare suoni, melodie, generi e influenze fanno di questo A Brief History of Love uno dei migliori esordi dell'anno, facendo intravedere nella spiccata personalità del duo Furze/Cordell una promettente risorsa per il futuro. Intanto comunque i due non ci lasciano a mani vuote, regalandoci questo splendente gioiellino.
Sito ufficiale: www.musicfromthebigpink.com/
My Space: www.myspace.com/musicfromthebigpink
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