R Recensione

8/10

Pants Yell

Recent Drama

Direttamente da Athens, ma non quella greca, bensì da una piccola cittadina nei pressi di Detroit ha inizio nel 2001 la vita di questa geniale e strampalata casa discografica americana: l' Asaurus records. Il trio Pants Yell proviene da Cambridge, ed ha alle spalle un lavoro autoprodotto in 7" Women's club (2001) ed uno con la Best Kept Secret (italianissima tape-label fondata dal vicentino Alessandro Crestani) "Our Horse Call" (2003), ma è nel 2004 che decide di rilasciare per la Asaurus il bellissimo "Songs for Siblings" per poi ripetere l' esperienza quest'anno con la piacevolissima conferma di "Recent Drama".

Non cambiano le atmosfere e gli stilemi in questo nuovo lavoro, storielle twee e bislacche in chiave pop romantica sono l'ingrediente fondamentale di questa compagine agrodolce. Testi molto semplici di racconti scolastici e di amori giovanili, associati a stornelli vivaci occupano i soli venticinque minuti di cui è composto, partendo da "Kids are the same" dove nel festoso happy end alle chitarre gorgheggianti ed alla soffice e concitata batteria si aggiungono ilari coretti bambineschi.

"Easy way to be cruel" è sano indie pop dai ritmi incalzanti dove si parla una lingua comprensibile a tutti, la vocina di Andrew Churchman intenerisce come solo un Dan Tracy degli esordi sapeva fare; in "Our weather" e in "It's been done" armonie slavate ed efficaci ricordano Housemartins e Smiths. La strumentale "Our Turf" (splendida) è un morbido tappeto in stile Go-Betweens dove stendersi prima della minacciosa (si fa per dire) "You want trouble" e "New #4" che ricorda e si affianca ad un'altra prolifica scena affine, il twee pop svedese dei novelli (ed irriverenti) Strip Squad ed gli indie pop folker Thehelpmeplease .

"Your feelings don't show" è adolescenziale quanto basta e "Southend on Sea" (la più lunga e carica di malinconia) spegne la luce o meglio, soffia sulla candelina di un album che affascina e incanta, e quando dopo una trentina di secondi una mini ghost-track di solo piano con voci di bimbi in sottofondo come una provvidenziale vampa riaccende la fiammella, la speranza è che non si spenga mai più.

V Voti

Voto degli utenti: 7,5/10 in media su 2 voti.
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C Commenti

Ci sono 4 commenti. Partecipa anche tu alla discussione!
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nur (ha votato 7 questo disco) alle 13:13 del 23 gennaio 2007 ha scritto:

Io adoro questo cd!! E' uno dei più bei dischi indiepop che abbia mai sentito. E bella anche la recensione...

lovemetwee, autore, alle 13:10 del 5 novembre 2009 ha scritto:

RE:

grazie nur! ma portrameli in Italia, ti prego!!! ^_^

salvatore (ha votato 8 questo disco) alle 13:26 del 8 luglio 2009 ha scritto:

Bellissimo album, ma gli preferisco il più ingenuo e timido Songs for Siblings. Ad ogni modo, a mio avviso, i pants yell! insieme ai ponies in the surf e ai soltero rappresentano il meglio di quanto ci stia offrendo oggi l'America in ambito indiepop. E per indiepop intendo indiepop senza altre contaminazioni. Altrimenti poi bisognerebbe parlare di band fantastiche come clientele, hidden cameras o aluminum group.

Certo, tra Svezia e Inghilterra, poi, la questione si fà ancora più complessa...

Grazie David per la recensione e per essere l'unico, forse, qui sul sito, ad interessarti specificatamente di indiepop.

E scommetto che vai pazzo per il catalogo matinée e per quello sarah. E che per te, degli smiths, il capolavoro è Hatful of Hollow

lovemetwee, autore, alle 10:18 del 9 luglio 2009 ha scritto:

pop pendenze

ciao daniele e nur! ma per caso siete amici di essereinutile?beh ci siam capiti... indiepop è quasi una filosofia di vita! ^:* grazie per la visita!! ps: degli Smiths amo tutto. hehe ^_^