V Video

R Recensione

7/10

The School

Loveless Unbeliever

Per una volta la nuova sensazione twee pop non arriva dalla Scozia o dalla Svezia ma dal Galles. Sempre di nord piovigginoso si parla, di ugge rannuvolate e nostalgie provinciali, stornate però da una masnada di musicisti di Cardiff, apparentemente bianchicci e annoiati, in un sunshine pop tonificante e delizioso alle orecchie. I The School, dopo un Ep e un 7’’, mettono assieme un debut album di 13 pezzi che suona, alla stregua degli esordi migliori, come una sequela ininterrotta di singoli.

Chi ama il genere, e chi ama immergersi nel Regno Unito più profondamente naïf, si getti su “Loveless Unbeliever” senza remore. Dentro ci sono i girl group anni sessanta (dalle Ronettes alle Shangri-Las, magari filtrate dalle Pipettes), i pastelli Sarah Records, l’indie pop retrò dei Camera Obscura, i Saint Etienne privati del synth, gelati primaverili gustati in quartieri residenziali inglesi, storie d’amore in tubini, chitarre jingle-jangle, profusioni di “ba ba ba oooh” e “whoa whoaaa”, fiati e archi a enfatizzare le grazie. La voce di Liz Hunt, reincarnazione bionda di Tracyanne Campbell, prende qualcosa della fragilità infantile e cristallina di una Sarah Cracknell per virare però verso tonalità più vibranti, che, anche grazie agli incroci con le seconde e terze voci, danno effervescenza al sound degli School; e magari, nel confronto con vicine esperienze scandinave (Sambassadeur), anche un tocco kitsch più spiccato (vd. i video, quasi tutti bonariamente idioti).

Rispetto ai maestri Camera Obscura, di cui gli School non nascondono (e come potrebbero?) l’influenza, gli inserti yè-yè e gli ammiccamenti sixties in bianco e nero (recentemente rispolverati anche dai canadesi Gigi nel delizioso “Maintenant”) sono più cospicui: ne esce un disco più esplicitamente démodé, piacevolmente ‘sciocchino’, di un’ingenuità esibita (persino nel nome della band) e fatta manifesto. Eppure non è tutto rose e fiori: si coglie, sottotraccia, nelle esasperazioni old-fashioned, un continuo tentativo di fuga dall'amara quotidianità verso una dimensione protetta diventata ormai stereotipo da cartolina. Si dice addio, allora, ad amori mai esistiti, si profonde un sentimentalismo senza fondo, si immagina ciò che poteva essere e non è stato, mascherandosi dietro un eyeliner spesso e capigliature d’altri tempi.

Gioco, dunque, ma a carte scoperte e con qualche ghigno. E chi ascolta può parteciparvi senza sforzo, fra ritmi sostenuti (“Let It Slip”), piccoli camei spectoriani (“Valentine”), e finte rappresentazioni drammatiche in salsa Motown (“The One Who Love Me”). In mezzo a hand-clapping insistiti e xilofoni (“Is He Really Coming Home?”), campanelli e trombe para-tragiche (“Can’t Understand”, “Hoping And Praying”), c’è spazio anche per ballad nostalgiche (“All I Wanna Do”) e delicate bomboniere vintage (“I Love Everything”).

Dubbi? Titubanze? Freni? Difficile lasciarsi andare tra tanta prodigalità di zucchero e miele? Il rimedio estremo si chiama “I Want You Back”, traccia quattro. Semplicemente: una canzone pop perfetta. E tutti a casa, sognando all’indietro. Storditi dal saccarosio.

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Voto degli utenti: 5,8/10 in media su 2 voti.
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mavsi 5/10

C Commenti

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Dr.Paul alle 10:01 del 31 maggio 2010 ha scritto:

daje con sti warning/caution riguardo saccarosio zucchero miele e peperoncino ) sembra che per aver piena considerazione bisogna per forza essere aspri, striduli e spaccaredibVutto! ma evviva l'estate....(e target)

target, autore, alle 11:15 del 31 maggio 2010 ha scritto:

Beh, dai, paul, in questo caso il warning ci andava: gli School sono volutamente fanciulleschi, mielosi, naif (basta vedere come si veste lei, da scolaretta col cerchiello e un po' sovrappeso, ma senza gli ammiccamenti sexy di una Britney: è un dolce-languido), anche sopra la media dei canoni twee pop! Ascoltali (così potrò dire anch'io "evviva paul"! )!

simone coacci alle 12:12 del 31 maggio 2010 ha scritto:

Il primo video ("All I Wanna Do"), in effetti, sembra un po' "Il Tempo delle Mele" in salsa gaelica. Il secondo, "Let It Slip", a tratti quasi "spectoriano", è molto molto meglio. Davvero niente male.

Dr.Paul alle 12:20 del 31 maggio 2010 ha scritto:

in questi giorni dovrebbe andare in onda "il tempo delle mele"....ho beccato il promo facendo zapping! si sono gustosi, lei è una isobel campbell col cerchietto in testa che fa molto camera obscura, musicalmente anche lontani echi di cose c86....heavenly, shop assistants, pastels, beat happening....

Giuseppe Ienopoli (ha votato 6,5 questo disco) alle 12:32 del 19 agosto 2012 ha scritto:

... "Hoping and Praying" è il pezzissimo del biennio! ... (1/13 bettiniano + il mezzo voto ... correct!).