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R Recensione

9,5/10

Blueboy

If Wishes Were Horses

Almeno una volta nella vita, quando l'orologio del soggiorno o del tinello segnava la stessa ora e gli stessi minuti, abbiamo espresso un desiderio; quando mangiavamo i primi frutti di stagione, abbiamo espresso un desiderio; quando pronunciavamo la stessa frase insieme a un nostro amico nello stesso istante, abbiamo espresso un desiderio; quando vedevamo una stella cadente, ben più banalmente, abbiamo espresso un desiderio. Desideri e ricordi, la loro è una storia vecchia come il mondo: l'uno alimenta l'altro, e insieme trovano rifugio sicuro nell'infanzia. E fuor di metafora, i Blueboy ci spiegano come fare a meno di preghiere e ortaggi (se seguiamo l'illusione del titolo, "If Wishes Were Horses"), e passare proprio ai ricordi – che non costano nulla – per trovare già espressi tutti i nostri desideri.

 Questo è un album un po' speciale, fa parte di ognuno di noi, parla di Salvatore mentre esplora il mondo in un granello di sabbia, di Simone che sente il cuore battere forte per la prima ragazza gentile che incontra, di Francesco che osserva le nuvole e immagina storie fantastiche, di Fabio che si sporca nell'erba mentre gioca ad acchiapparella e torna col faccino innocente dalla mamma, di Daniele che dà calci a palloni più grossi di lui, di Matteo che dorme nel lettone, di Mauro che fa i primi balletti con mamma e papà, di Filippo che piange per una caramella in più, e di tutti voi che leggete, che ancora profumate un po' di latte. La copertina del primo disco dei Blueboy raccoglie già i ricordi di tutti i giovani cuori felici, nel bellissimo istante d'infanzia immortalato in bianco e nero. E le canzoni... beh, le canzoni non sono altro che sogni da poter rivivere: perché dietro le chitarre ariose e le voci angeliche c'è proprio una patina magica nel suono, qualcosa di indie-pop ante-mondo, prima che venisse creato, un twee-incanto a cui molto dovranno Belle & Sebastian, Kings of Convenience, i primi Decemberists, i più recenti Wild Nothing. E quindi non resta che rimanere ipnotizzati dagli accordi di "Too Good To Be True" e rendersi conto che splende un sole immenso anche in pieno inverno, innamorarsi della viola che vibra e dei violini che velaggiano tra le nuvole di "Cloud Babies", ritrovarsi a ballare spensierati tra gli accordi veloci e il cantato lieve di Gemma Townlet e Keith Girdler in "Sea Horses", provare tristezza sincera per una madre che "in court for tax evasion she can't afford to pay for a new more powerful missile" come recita la voce narrante della Townlet in "Fondette", ritrovare il sorriso nel cullare amorevole di "Happiness & Smiles", rincontrare i Galaxie 500 negli arpeggi al cristallo e nel finale luccicante di "Amoroso", ricordare le interminabili gite in macchina in "Clear Skies", diretti verso i mari di chissà quale paesino del sud mentre assaporiamo i panini preparati con cura dalla mamma e i comodi sedili della macchinona di papà, pregare che le flessuose chitarre andaluse di "Fearon" possano non smettare mai di suonare, sentire la salsedine e le estati di tante vacanze in famiglia fa in "Candy Brachelet", e in tutto questo, dalla prima all'ultima nota di questo "If Wishes Were Horses", farsi vincere dalla nostaglia sovrana dei momenti più felici della nostra vita.

 Riprendete fiato ora, inspirate a pieni polmoni. Ritrovate pure un po' di felicità perduta. Questo è album che è più di un album; è la nostra infanzia già scritta e musicata, tutta. Ed è a portata di mano. Per sempre.

V Voti

Voto degli utenti: 8,7/10 in media su 15 voti.
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Teo 10/10
Cas 9/10
loson 10/10
Steven 7,5/10

C Commenti

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hiperwlt (ha votato 8 questo disco) alle 10:16 del 4 febbraio 2012 ha scritto:

emozionante Filippo, davvero: pura poesia pre-edipica - disco ed etichetta seminali per l'indie pop tutto, naturalmente.

Cas (ha votato 9 questo disco) alle 10:31 del 4 febbraio 2012 ha scritto:

un disco straordinario e commovente, apice twee ma non solo: la perizia nella scrittura e la raffinatissima tecnica chitarristica fanno acquisire all'album un valore aggiunto decisivo per farne un capolavoro (basterebbe anche solo fondette che quasi mi fa piangere ogni volta). twee maturo, nel senso che si lascia da parte l'approssimazione tenendo però la purezza e l'essenzialità. bravo fil!

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 12:18 del 4 febbraio 2012 ha scritto:

Non so davvero che dire... Mi mancano un po' le parole... Respiro profondo...

Bravo davvero Fil, per la delicatezza con cui hai trattato quest'album: è un disco che richiede molta delicatezza e va protetto. Se volevi rattristarmi, ci sei riuscito; se non volevi, lo hai fatto lo stesso...

Poi due ringraziamenti:

Grazie a Sarah - la mia miglior amica inglese - che in pochi anni ha creato un mondo, letteralmente, e di questo mondo i Blueboy sono la punta di diamante.

Un grazie a Keit Girdler, morto prematuramente qualche anno fa, per la purezza della sua scrittura e della sua voce. Chitarrista superbo!!!

L'apice, per me, Happiness and smiles, canzone della vita e qualcosa di più..

Per chi non lo avesse fatto, recuperatevi i singoli che sono alla stessa altezza dei brani sull'album.

Tanto per dire, ascoltate questi e giuro che sono solo i primi che ho trovato su youtube:

, http://www.youtube.com/watch?v=LBHxsrK7qYw.

Recentemente l'album è stato ripubblicato dalla El ricords con l'aggiunta dei singoli più belli. Fatelo vostro! E infine un grazie a Fil per avermi rovinato il sabato (ma non potevi postarla di lunedì?)...

Voto: Patrimonio dell'umanità che l'umanità non merita...

loson (ha votato 10 questo disco) alle 15:41 del 4 febbraio 2012 ha scritto:

La metafisica del twee-pop. Un iperuranio dai colori pastello che galleggia innocente, bimbo, lontano dal presente e dalla realtà. Disco studiatissimo ma capace d'imporsi con una serena, levigata spontaneità. Armonie fra le più ricercate di tutto l'indie-pop, miste a raffinatezze d'arrangiamento che piovono a catinelle, e a quelle vocette in punta di piedi che vorresti irrealisticamente abbracciare, stringere fra le braccia... Hai ragione, Sal: un patrimonio che non ci meritiamo. Per me disco da isola deserta, specialmente nellA nuova edizione comprendente i singoli. Grandissimo lavoro, Fil.

loson (ha votato 10 questo disco) alle 15:43 del 4 febbraio 2012 ha scritto:

Ahah, ma sono io quel Matteo che dorme nel lettone o è Cas?

Filippo Maradei, autore, alle 16:30 del 4 febbraio 2012 ha scritto:

RE:

Ho fatto economia, ché di 'sti tempi è il caso, e quindi riguarda tutt'e due!

bart alle 18:27 del 4 febbraio 2012 ha scritto:

Pregare che le flessuose chitarre andaluse di "Fearon" possano non smettare mai di suonare

Invece dura solo 2:33. Peccato.

gull alle 18:42 del 4 febbraio 2012 ha scritto:

Applausi applausi a Filippo, sempre più bravo.

Non conosco il disco in questione (mi sa che sono l'unico qui!), ma ovviamente rimedierò presto.

Filippo Maradei, autore, alle 19:43 del 4 febbraio 2012 ha scritto:

La mia "Fearon" dura 4 minuti e passa... meno male va, tanto di guadagnato! Cazzate a parte, mi sono scordato di specificare che la mia rece fa riferimento all'edizione giapponese, che contiene alcune tracce in più. Già che ci sono ringrazio di cuore per i complimenti, siete tutti veramente carini.

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 20:56 del 4 febbraio 2012 ha scritto:

Effettivamente la versione giapponese contiene i primi due singoli dei Blueboy che precedettero l'uscita di "If Whishes...", quindi i brani Clearer e Alison, tratti da Clearer e poi Popkiss, Chelsea Guitar (che poi diventò una delle canzoni di maggior "successo") e Fearon tratti da Popkiss

fabfabfab alle 21:41 del 4 febbraio 2012 ha scritto:

Sei bravo, proprio bravo...

gull alle 16:02 del 7 febbraio 2012 ha scritto:

L'ho ascoltato e non mi dice granché, non mi prende.

Ora, propenderei per una delle seguenti alternative:

1) sono troppo vecchio per il dream-pop sognante;

2) in realtà io sono soltanto un secondo nickname di gulliver (ed in effetti il fatto di chiamarmi gull dovrebbe essere indicativo);

3) un insieme dei punti 1 e 2

REBBY alle 16:23 del 7 febbraio 2012 ha scritto:

REF. SIMONE

Io propendo per una quarta: a suo tempo, non hai "sentito battere il cuore forte per la prima ragazza gentile che hai incontrato" eheh

gull alle 20:01 del 7 febbraio 2012 ha scritto:

RE: a suo tempo, "non hai sentito battere il cuore forte per la prima ragazza gentile che hai incontrato"

E chi se lo ricorda più, davvero!

Comunque non demordo, almeno un altro ascolto al disco in questione glielo concederò.

benoitbrisefer (ha votato 8 questo disco) alle 22:08 del 10 febbraio 2012 ha scritto:

Splendida recensione!!! Fra i figli nobili di Blueboy ci vogliamo anche aggiungere i meravigliosi Ballboy?

Clabbio86 alle 18:42 del 20 giugno 2015 ha scritto:

Bello, disco emozionante, complimenti per la recensione!

Marco_Biasio (ha votato 9 questo disco) alle 15:23 del 25 gennaio 2017 ha scritto:

Il bello di sdm è che trovi consigli preziosissimi anche a distanza di anni. Questo me l'ero segnato da parte, con la ripromessa di ascoltarlo, prima o poi. Quel momento è arrivato, e ha portato con sé il suo carico di beatitudine. Il disco giusto al momento giusto. Chitarre favolose. Voterò più tardi, ma passo intanto per ringraziare Filippo e tutti voi.