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R Recensione

9/10

Songs: Ohia

The Lioness

E' tutta una questione di prospettive. Nel momento esatto in cui sei costretto a cambiare angolazione ti accorgi che ogni cosa, anche la più scontata, può essere l'opposto di quello che hai sempre creduto. Per anni hai sollevato la kefiah sulla faccia e sei andato alle manifestazioni sperando di riuscire a spaccare la faccia a qualche sbirro, e qualche anno dopo ti ritrovi con un cognato poliziotto che ti racconta delle provocazioni, degli insulti e della rabbia che è costretto ad ingoiare per 1200 euro al mese. Improvvisamente ti sembra di stare dalla sua parte, e non riesci proprio a capire perché quel ventenne universitario stia cercando di lapidare tuo cognato. Magari hai passato una vita a lottare contro il padrone, collezionando tessere sindacali nell'ostinata necessità di tutelare ogni singolo diritto affinché quel capitalista sfruttatore non possa accumulare altre ricchezze con il tuo sudato lavoro. Poi qualche anno dopo ti ritrovi a dover assumere una badante straniera e a tentare tutte le strade per farla lavorare il più possibile con il minor stipendio possibile. In culo i diritti, i sindacati e gli ideali. L'unica persona degna della tua tutela sei tu stesso, e poco importa da quale parte della barricata ti trovi.

Jason Molina ha bisogno del vostro aiuto. Lo chiedono con molta franchezza i suoi familiari attraverso il sito dell'etichetta Secretly Canadian . Jason Molina attualmente lavora come contadino in una fattoria della Virginia ma – non possedendo assicurazione sanitaria (che gran paese di merda, l'America) – non riesce a far fronte alle spese necessarie per alcune cure mediche che deve sostenere. L'aiuto che la famiglia di Jason cerca di ottenere dovrebbe rimettere l'artista americano nelle condizioni di ricominciare a suonare dopo l'interruzione improvvisa del tour del 2009.

 

Jason Molina è – per chi non lo sapesse – l'uomo dietro i progetti Songs:Ohia e Magnolia Electric Co. La sua carriera è ricca di ottimi dischi, ma se non sapete da dove cominciare procuratevi “The Lioness”, uscito a nome Songs: Ohia nel 2000. “The Lioness” è uno dei dischi più dolorosi che vi possa capitare di ascoltare, figlio di quell'essenzialismo folk codificato pochi anni prima dei Palace Brothers (Molina esordì nel 1996 con un'ep pubblicato dalla Palace Music di Will Oldham) e di una energia malinconica scaturita (si dice) dalla solita delusione sentimentale.

 

Il disco si apre con “The Black Crow” e con i suoi accordi lenti e cadenzati (ripresi più volte all'interno dell'album) che creano un'atmosfera simile al Bill Callahan più intimista (periodo “Red Apple Falls”) ma appesantita da un senso tragico profondo e ineluttabile, spinto dalle ripetizioni (“We were Lightning...”, “And it's fading...”) e da silenzi carichi di disperata rassegnazione.

Tigress”e “Nervous Bride” sono i due pezzi più vivaci del disco, sebbene mantengano alto il tasso di tristezza. La prima gode di una splendida linea melodica e (complice la collaborazione di Alasdair Roberts degli Appendix Out e di Aidan Moffat e David Gow degli Arab Strap) di una varietà sonora che spezza il filo cantautoriale del disco. “Nervous Bride” trova un punto d'equilibrio inarrivabile (forse solo il coevo Bonnie “Prince” Billy di “I see a Darkness” riuscì a comunicare tanto con così poco) tra il soffuso incedere delle strofe e il “nervoso” inserimento dei chorus. “Being in Love” è praticamente un pezzo degli Arab Strap (che avevano appena pubblicato un disco eccellente come “Elephant Shoe”), ma è in realtà l'unico pezzo dell'album in cui la mano del duo si sente così marcatamente. All'epoca infatti, l'album venne presentato come un disco nato dalla collaborazione di Molina con gli Arab Strap, ma qualche anno dopo gli stessi Arab Strap sostennero che la versione ufficiale del disco era completamente diversa dall'originale, in quanto Molina aveva deciso di riregistrare da solo gran parte del materiale.

 

Quel che è certo è che “The Lioness” è un capolavoro in grado di distinguersi tra gli altri giganti del genere (Smog, Oldham, Silver Jews, Mark Kozelek...) proprio per la sua capacità di trapiantare il prototipo “alternative country” americano (qualcuno dice che Molina accarezzi “On the beach” di Neil Young prima di addormentarsi) tra le brume scozzesi dei sodali Arab Strap e Appendix Out. La title track e la successiva (immensa) “Coxcomb red” rappresentano l'apice emotivo del disco: “wanna feel my heart break if it must breaks in your jaws” è la frase che ognuno di noi ha avuto voglia di gridare almeno una volta nella vita. La voce di Molina sale di tonalità e diventa un soffio, poi prende coraggio: “you can't get her fast enough/I will swim to you”. La sequenza degli accordi è di una semplicità disarmante, eppure l'intero brano è un grido di rabbia e dolore potentissimo. “Coxcomb red” gioca con i soliti quattro accordi stoppati ma ormai la voce di Molina è imprendibile come il suo rancore (“every love is your best love/and every love is your last love”).

 

Così, mentre ti viene voglia di andare a recuperare questo disco per riascoltare anche le ultime note sussurrate di “Just a Spark”, ti accorgi di non averlo mai posseduto. E' uno dei dischi più belli che tu abbia mai sentito, probabilmente è tra quelli che hai ascoltato più spesso in assoluto, e non ce l'hai. Ne hai un paio di copie masterizzate, con i titoli scritti a pennarello e la copertina fotocopiata. Ce l'hai anche sul computer, in mp3. Tutto scaricato, gratis e illegalmente, tramite Napster, Imesh, Kazaa o Emule, chi se lo ricorda più. E allora – si diceva - cambi prospettiva e ti chiedi: ma davvero è un mio diritto avere la musica gratis? Jason Molina ha buttato la sua anima dilaniata nei solchi di “The Lioness” affinché io potessi rubargliela? Mi toccherà dare ragione a quegli stronzi dei Metallica ed associarmi alla loro guerra contro la pirateria?

 

Se anche voi amate “The Lioness” ma l'avete rubato, è il momento di ridare a Jason il suo denaro.

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Voto degli utenti: 8,4/10 in media su 8 voti.
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Cas 9/10
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zagor 7,5/10

C Commenti

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Cas (ha votato 9 questo disco) alle 1:23 del 28 settembre 2011 ha scritto:

Che gran cosa leggere di questo disco su storia! Un'intensità strabordante, una meraviglia. E ottima recensione... che diavolo di mondo è un mondo che scarta uno come Jason Molina?

Filippo Maradei (ha votato 9 questo disco) alle 1:43 del 28 settembre 2011 ha scritto:

Un 9 del Fabione? Una recensione così bella (son diventato ripetitivo, abbiate pazienza) di un disco che non conosco? I brani in alto così intensi e... veri, quasi carnali? Ma recupero subito. E cambio anch'io prospettiva: lo ascolterò a pancia in sotto sul letto, come di solito non faccio.

gull (ha votato 8 questo disco) alle 12:17 del 28 settembre 2011 ha scritto:

A proposito dei cambi di prospettiva. Questo "The lioness" per anni l'ho considerato quasi (quasi eh!) un disco minore di Molina, molto bello sì, ma nettamente sotto la coppia "Didn't it rain" e "Ghost tropic". Ma adesso, riascoltandolo, mi sorprendo ad emozionarmi e commuovermi, come per aver ritrovato qualcosa di prezioso. Alcune di queste canzoni sono scolpite dentro me, sono essenziali.

"The black crow" è certamente una delle canzoni più profonde e dolorose mai ascoltate: magnifica.

Un aiuto a questo artista in difficoltà è il minimo che possiamo fare......

bargeld (ha votato 8 questo disco) alle 19:38 del 28 settembre 2011 ha scritto:

Fabio, sei sontuoso.

Marco_Biasio (ha votato 9 questo disco) alle 20:15 del 28 settembre 2011 ha scritto:

Ho letto, ho molto apprezzato, approfondirò volentieri. Hai raggiunto in pieno il tuo scopo, bravo

FrancescoB alle 23:09 del 30 settembre 2011 ha scritto:

Disco che mi manca, e che vedrò di recuperare al più presto. Al solito, bella recensione.

DonJunio (ha votato 9 questo disco) alle 13:45 del 3 ottobre 2011 ha scritto:

uno degli apici cantautoriali degli anni zero assieme a "ghosts of the great highway", "sea change" e qualche altra perla sparsa qua e là. la storia di "on the beach" credo sia proprio vera ))))

Filippo Maradei (ha votato 9 questo disco) alle 0:16 del 7 ottobre 2011 ha scritto:

Cazzo che spettacolo: "Lioness", "Coxcomb Red" e "The Black Crown" sono d'antologia. Le linee melodiche di certi pezzi si somigliano molto in alcuni momenti (quasi identiche "The Black Crown" e "Just a Spark"), ma è una ridondanza che tiene incollati all'ascolto e incanta davvero. Ripescaggio perfetto.

Marco_Biasio (ha votato 9 questo disco) alle 13:39 del 12 ottobre 2011 ha scritto:

Che discone allucinante! "Lioness" è qualcosa che scava dentro!

The musical box alle 20:41 del primo maggio 2013 ha scritto:

Recensione stupenda...è disco unico che griderà vendetta. Addio Jason

fabrizio.perrini alle 12:34 del 29 giugno 2015 ha scritto:

Non conoscevo Molina. ho sentito Lioness, letto questa recensione e comprato il disco di itunes. Il disco è un capolavoro e la recensione è straordinaria

fabfabfab, autore, alle 9:45 del 30 giugno 2015 ha scritto:

Grazie Fabrizio.

zagor (ha votato 7,5 questo disco) alle 13:47 del 30 giugno 2015 ha scritto:

"black crow" è meravigliosa.