R Recensione

4/10

Ben Lee

Ripe

Ho visto il futuro del rock e si chiama Ben Lee”. Così postulava, nell'anno di grazia 1999, un entusiasta Jon Spencer dopo aver ascoltato “Breathing Tornados”, terzo lavoro dell'enfant prodige australiano, all'epoca appena ventenne.

Di anni ne son passati quasi dieci e se tanto ci da tanto a questo punto Mr. Lee, del rock, dovrebbe essere il presente: senza nulla togliere alle capacità profetiche del buon Spencer così, purtroppo, non è. Smaltita la angst giovanile e rodate le proprie capacità compositive nell'arco di due dischi dalla qualità altalenante, Ben Lee ha smesso di respirare tornadi e cominciato a marciare al passo di tanti suoi omologhi e compone canzoncine tardo-adolescienzali che si collocano sul lato più mainstream dello spettro alternative (o viceversa).

In altre parole Ben Lee snocciola canzoncine college pop di dubbia qualità, zuccherose e immediate quanto basta per entrare nella testa in 0 secondi ed uscirne con altrettanta rapidità. Musicalmente il Ben Lee del 2007, viaggia, quando va bene, sulle coordinate sonore di gente come R.e.m. , Josh Rouse, Pernice Brothers o il Bob Mould solista. Ma dove Stipe e soci hanno una carriera ultra ventennale alle spalle che ne può giustificare la senilità compositiva e gente come Rouse e i fratelli Pernice danno lustro alla propria classicità con una penna straordinariamente ispirata, il buon Lee non si solleva mai più di qualche metro da terra.

Love Me Like The World Is Ending paiono i Replacements riletti da Bryan Adams, American Television riesce nell'intento di unire ad una tematica scontata espedienti melodici che paiono scaturiti dalla mente dei Blink 182, il doo wop di Birds and Bees fa un po' meglio, ma è pur sempre un semplice slow a due voci intinto in salsa country.

E le cose non migliorano certo coi pezzi successivi. Pescando nel mazzo: Is This How Love's Supposed To Feel ? pare una roba partorita da un reduce dei tardi '80s, non certo da un ragazzo che solo 10 anni fa si proponeva come uno dei possibili eredi di Jonathan Richman e il ritornello di Sex Without Love, detto tra noi, potrebbero intonarlo senza problemi (e forse con un certo successo commerciale) i Backstreet Boys o i defunti N'Sync ... e siamo sicuri che non disdegnerebbero nemmeno un pezzo come Home.

Proseguire oltre equivarrebbe a sparare sulla croce rossa: resta inquietante che un disco inciso da un non-ancora-trentenne possa suonare tanto vecchio. Roba da far sembrare gruppi come Fountains Of Wayne e Weezer esponenti di punta dell'ala avanguardista più oltranzista.

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ozzy(d) alle 9:47 del 22 ottobre 2007 ha scritto:

cattiva memoria!

Quella frase fu pronunciata dal batterista della Blues Explosion, e non da Jon, e venne pronunciata in occcasione del primo album di Ben, "Something to remember me by" ( Russell Simins era del resto nel giro Grand Royal_beastie boys tramite i Butter0: album che effettivamente fece gridare al miracolo, con una parziale conferma col successivo "breathing tornadoes". Si è poi inspiegambilmente perso. Da ragazzino cantava "I wish I was him", dedicato a Evan Dando. Ha fatto purtroppo la stessa fine, senza potersi tra l'altro riciclare in fotomodello.

SonOfaGun, autore, alle 11:26 del 22 ottobre 2007 ha scritto:

RE: cattiva memoria!

Hai ragione Gulliver: il cronista chiede umilmente venia per la sua cattiva memoria e promette di assumere più fosforo d'ora in avanti (sai com'è, l'età ...)

Ribadisco per il resto tutto quel che ho scritto e aggiungerei a quel che hai scritto: MAGARI quest'ultimo disco fosse almeno ai livelli di Dando