R Recensione

8/10

Madrugada

Madrugada

Luoghi comuni e pregiudizi sono separati spesso da sottili distanze e la lotta per estirparli non è così semplice. D’altronde l’ignoranza si combatte informandosi e quando nell’ambito della giornata ti trovi tra le mani un disco che riporta in copertina un “Madrugada” scritto in lettere rosse cubitali l’unica cosa che rimane da fare è metterlo nello stereo e sperare di non essere di fronte al dischetto di musica latina o etnica da due soldi. Una scorsa veloce alla biografia del gruppo e si scopre che viene dalla Norvegia. Madrugada…e viene dalla Norvegia. Tanti pensieri si affollano nella testa. Tra questi spunta fuori il fatidico: “ma in Norvegia non fanno solo metal?”. Si. E Germania fanno colazione con i crauti e in Italia suoniamo solo Modugno ballando la tarantella.

Insomma tutto ciò per dire che nonostante l’origine geografica quasi sconveniente e un nome altrettanto inadatto l’ultimo disco dei Madrugada è bello, anzi, molto bello. Ed è completamente diverso da quello che ci si aspettava. Ovviamente il sottoscritto non conosceva i dischi precedenti che è andato a ripescare solo successivamente scoprendo cosine incantevoli come Industrial silence (1999) e The nighty disease (2001). Grit (2002) e The deep end (2005) si assestavano invece su livelli di sussistenza senza entusiasmare, tanto più che proprio in relazione a questi ultimi album non esaltanti che sembravano indice di un declino avviato c’è da apprezzare questo quinto lp omonimo, probabilmente anche migliore dei due acclamati dischi di inizio carriera.

Riguardo allo stile il combo norvegese nella sua carriera è stato in grado di spaziare tra i generi ma fondamentalmente il suo campo di attività è un alt- rock profondamente noir, spesso ai limiti del dark e del gothic. Madrugada accentua ulteriormente questa caratteristica essendo stato realizzato in concomitanza con la dipartita del chitarrista Robert Boras, avvenuta nell’estate 2007; un evento che mette a repentaglio la sopravvivenza stessa della band.

Come i Metallica in seguito alla morte di Cliff Burton seppero reagire con quel capolavoro che fu …And justice for all così i Madrugada in formato minore (ma neanche troppo) riescono a infondere questa profonda vena tragica nella loro musica. E lo si capisce dall’iniziale Whatever happened to you, ballata cupa e preziosa in cui il cantante Sivert Høyem resta in bilico tra calibri grossi come Antony and the Johnsons, Mark Lanegan e Nick Cave mentre la musica potrebbe fare invidia ai Grant Lee Buffalo e ai Black Heart Procession.

Nick Cave è la fonte di riferimento principale dell’intera opera: lo si ritrova in versione cantastorie del west nella tetra e intensa Look away Lucifer, blues psichedelico picchettato di scariche elettriche, in New woman, new man in versione dark e in The hour of the wolf nella sua forma più vibrante (in un brano che tra l’altro si apre con assolo di younghiana memoria).

Ma i Madrugada sanno fare anche altro oltre a sfruttare impeccabilmente le autostrade aperte dall’artista australiano e lo dimostrano a più riprese: Highway of light intreccia in una miscela intensa ed emozionante soul, blues e rock. What’s on your mind invece fonde mirabilmente country, folk e soul suonando incredibilmente classica e intrigante in un misto tra il Chris Isaak dei tempi d’oro e il Grant Lee Phillips di Fuzzy.

La tragicità della ballata acustica Honey bee invece sosta a metà strada tra i Black Heart Procession e Antony and the Johnsons sfiorando talora un certo lirismo alla Leonard Cohen.

Sul finale del disco poi la qualità sfiora l’eccelso: Valley of deception parte da brividi con il binomio voce-chitarra ad accompagnarsi l’un l’altro in un decadente spleen d’autore. Soul e folk si incontrano e per un attimo sembra di risentire l’ultimo mirabile Johnny Cash.

Poi Our time won’t live that long, la perla che chiude in maniera mirabile un disco commovente. Songwriting scarno ed essenziale che eguaglia e forse supera i vari Cohen, Cash e Cave, trascendendo i decenni, scavalcando i generi e colpendo direttamente al cuore. È solo una voce che accompagna una chitarra. Per lo più in versione demo o low-fi. Eppure si rimane incantati.

Forse ce lo eravamo dimenticato quanto poco basti per esprimere la bellezza.

V Voti

Voto degli utenti: 7/10 in media su 11 voti.
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REBBY 6/10
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Dengler 6,5/10

C Commenti

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fabfabfab (ha votato 8 questo disco) alle 12:58 del 25 giugno 2008 ha scritto:

grazie

Il disco è proprio bello, come la recensione.

Grazie della dritta, mi hai fatto scoprire una band che non conoscevo. Solo una curiosità: ma davvero pensi che "…And justice for all", sia un capolavoro? A me non è mai piaciuto, l'ho sempre considerato un buco nella discografia dei Metallica.

Peasyfloyd, autore, alle 16:40 del 25 giugno 2008 ha scritto:

RE: grazie

forse dirò un'eresia ma è il mio disco preferito dei Metallica, parere personalissimo dato che cmq lo metto quasi sullo stesso piano (per gusto personale oltre che qualità eh) di ride the lighting e del master. Kill'em e black album ottimi ma per me un pelo inferiori. I veri buchi dei Metallica mi sembra arrivino più che altro coi 90s

fabfabfab (ha votato 8 questo disco) alle 17:34 del 25 giugno 2008 ha scritto:

A beh, io gli anni '90 non li considero proprio. Diciamo che Master aveva qualche slancio "progressivo" e conteneva dei brani molto articolati e complessi. Ride the lightning era molto sinfonico, aveva qualcosa di epico. ...And Justice, non so, sarà che è registrato di merda ... quella batteria sembra registrata dentro uno scatolone, le chitarre sembrano motoseghe ... non so... Va beh, opinioni.

SteveRogers (ha votato 10 questo disco) alle 19:31 del 2 luglio 2008 ha scritto:

Gran disco davvero...

Sono rimasto senza parole... quindi non ne uso per commentare il disco.

Sapete per caso dove posso trovare i testi?

simone coacci (ha votato 6 questo disco) alle 11:22 del 5 luglio 2008 ha scritto:

Hanno perso parecchio smalto dai tempi di "Grit". Là incrociavano i Morphine coi Replacements passando per Nick Cave, qua l'imitazione del Re Inkiostro è ancora più smaccata e prevalente ma il materiale autografo non è più tanto in grado di sostenerla. "The Hour Of The Wolf", alla Roy Orbison, "Look away Lucifer", tuttavia, sono mica male.

GiudiceWoodcock alle 16:32 del 29 agosto 2008 ha scritto:

che bruttina, 'sta recensione.

"Luoghi comuni e pregiudizi sono separati spesso da sottili distanze e la lotta per estirparli non è così semplice" non significa niente, sono parole messe li' per bellezza.

"“ma in Norvegia non fanno solo metal?”." e' proprio da dimenticare come frase.

Ma dove vivi?

Il nome e' stupendo, per niente inadatto. E poi cosa c'entra per la comprensione del disco?

Poi il paragone coi Metallica e' il capolavoro della recensione... LOL estratto a caso dalla tombola... che c'entrano i Metallica?

Il resto non ce la faccio a leggerlo. Comunque i primi due dischi dei madrugada resteranno sempre insuperati, adesso mi cerco questo dischetto qui. Saluti.

GiudiceWoodcock alle 16:42 del 29 agosto 2008 ha scritto:

no anzi continuo la lettura ) "l’origine geografica quasi sconveniente"??? la norvegia sconveniente? ma che espressione e'? Poi: prima definisci "cosine incantevoli" su "livelli di sussistenza" (ma che significa?) rispetto ai primi due dischi e poi chiudi con un "bello questo disco proprio bello, probabilmente anche migliore dei due acclamati dischi di inizio carriera">> ma LOL.

GiudiceWoodcock alle 16:45 del 29 agosto 2008 ha scritto:

hai elencato 10 band di riferimento e 8 generi diversi. Poi chiudi con un disco che vince "scavalcando i generi".

Insomma che roba e'? Stay brutal!

TheManMachine alle 1:05 del 30 agosto 2008 ha scritto:

Scusate, ma sbaglio, o alla corte di Storia è arrivato il giullare?... no eh, giudicewoodcock, va che scherzo, anzi il tuo acume critico e la tua capacità di analisi sono davvero encomiabili! Stay with us!

fabfabfab (ha votato 8 questo disco) alle 9:33 del 30 agosto 2008 ha scritto:

RE:

Man, non c'è che dire ... hai un nuovo estimatore !

Peasyfloyd, autore, alle 11:07 del 30 agosto 2008 ha scritto:

Risposta a GiudiceWoodcock

1) ti lamenti della noia di interventi "seri" come quelli di manmachine e poi non sei in grado di apprezzare un inizio di rece all'insegna dell'umorismo come questo in cui mi sono divertito a scherzare su una serie di luoghi comuni in maniera ironica

2) il paragone coi metallica è stato fatto unicamente per il fatto che entrambi i gruppi sono usciti fuori con un grande disco in seguito alla morte di un componente della band. Ed in entrambi i casi il clima che si respira è tremendamente tragico e plumbeo. D'altronde lo avevo già scritto.

3) riguardo a eventuali incomprensioni testuali ((mi riferisco in particolare al punto in cui mi critichi:

prima definisci "cosine incantevoli" su "livelli di sussistenza" (ma che significa?) rispetto ai primi due dischi )) non posso fare altro che invitarti a rileggere la frase e notare che in mezzo alla frase che te vorresti intendere come una tutta filata c'è un punto bello grosso che separa due periodi. Se invece non capisci i termini che ho usato per descrivere il valore indicativo di quelle opere allora ti butto lì un riassunto: cosine incantevole = tra il 7 e 8; livelli di sussistenza = 6.

Poi i livelli di sussistenza rispetto ai primi due dischi sono riferiti a Grit e Deep end. ma d'altronde è tutto scritto in maniera chiara e italiana là sopra. Basta rileggere con un minimo di attenzione.

4) Sul fatto che tu ritenga i primi due dischi migliori di questo è una tua opinione e non posso farci granchè. Io mantengo la mia e non pretendo certo di volerla imporre a chicchessia.

5) Evidentente c'è stato un equivoco (l'ennesimo) su quella che comunemente è stata chiamata lingua italiana, quella reinventata da Manzoni e portata nelle case degli italiani con la scuola e la tv. Cmq proviamoci lo stesso: nonostante sia una definizione (quella di scavalcare i generi) adattabile al disco intero (per la sua versatilità stilistica) in quella frase io non mi riferisco all'album ma ad una canzone in particolare.

Insomma francamente ti chiederei di leggere quantomeno un pochino meglio prima di partire con critiche e invettive per lo più prive di fondamento ed espresse con cattivo gusto. Grazie.

GiudiceWoodcock alle 14:15 del 31 agosto 2008 ha scritto:

no, no, non hai capito: la recensione non mi piace, punto. E il paragone coi metallica l'hai estratto dalla tombola. Non c'entra niente. Generi diversi, storia diverso, approccio diverso, suono diverso, epoche diverse, merda (metallica) e cioccolata (madrugada).

Peasyfloyd, autore, alle 15:01 del 31 agosto 2008 ha scritto:

RE:

io il paragone coi metallica l'ho spiegato più volte, prima nella rece, poi a te personalmente nel messaggio qua sotto. Se non riesci a capirlo allora non so proprio cosa farci. Certo se mi dici che i Metallica degli 80s sono merda allora forse ti stavo giudicando fin troppo competente rispetto a quanto sembri essere.

Se la recensione non ti piace ok nessun problema, se è una questione di gusto stilistico amen, ma se mi fai degli appunti tecnici o logici sbagliati o senza senso io mi sento obbligato a risponderti per farti notare i tuoi errori interpretativi.

Spero che stavolta TU abbia capito...