V Video

R Recensione

8/10

A Perfect Circle

Thirteenth Step

The Package” è un criptico viaggio nella psiche, dentro il contorto labirinto di paure fuori dall’Overlook Hotel. Le note di un basso cupo e ineluttabile accompagnano i pochi reiterati accordi della sei corde, mentre la voce salmodiante di Maynard fa il suo ingresso. È un falso incipit che illude chi ascolta in un limbo di ambiguità, un malsano e tragico presagio alle porte: l’improvviso e violento sabba di lame elettriche fende l’aria come il risveglio di un immenso pachiderma lovecraftiano, e Keenan digrigna versi, scuote il demone interiore e razionalizza follia, quel sentimento così umano e osteggiato dalla gabbia sociale. Il lirico nichilismo dell’assolo psichedelico di Howerdel sanguina fiele e distorsioni prima di un’ipocrita quiete nella penombra. Tutto torna al principio, in un mantrico schema mentale di otto minuti. Un Cerchio Perfetto. Ma il “pacco” è ormai violato, condiviso, archiviato. Una “The Giftalternative metal?

La storia dei supergruppi rock anni Duemila pone diverse controindicazioni, e ricorda da vicino l’arrogante mercato estivo del Real Madrid: figurine di grandi attaccanti, e nessun tosto portatore di palla a centrocampo. Idem certi dream-team senz’anima di musicisti dall’illustre passato, e dal presente incerto, aggregati a puro scopo mercantile. Non è il caso degli A Perfect Circle di Billy Howerdel e Maynard James Keenan (pelato vocalist dei, e che te lo dico a fare, quadrati Tool), vero progetto “alternativo” agli impieghi principali dei due, nato e sviluppato a Los Angeles già nel 1996. Il successo inaspettato del full lengthMer De Noms”, nel maggio 2000, trasforma immediatamente la moderna creatura art-rock di Howerdel (esperto tecnico del suono per Smashing Pumpkins e NIN) in uno dei più acclamati act-rock del decennio appena passato.

Thirteenth Step” viene registrato ai PC Studios di North Hollywood tra il gennaio e giugno del ’03 ed è pronto alle stampe a settembre. La line-up dell’esordio subisce qualche variazione con l’ingresso al basso di Geordie White, ex carnevalesco Twiggy Ramirez nei Marilyn Manson (al posto della sexy Paz Lenchantin che qui interviene agli archi), stabile il dinamico drumming di Josh Freese e la presenza dell’altro chitarrista Troy Van Leeuwen (su “The Package”, “Vanishing” e “Gravity”). Quest’ultimo verrà sostituito dal disoccupato James Iha nel tour a seguire. L’album è prodotto da Howerdel, Keenan e Danny Lohner, e mixato da Andy Wallace: il sound ombroso si ricollega al metallico dark di “Mer De Noms”, ma con un maggiore approccio melodico di matrice wave che spesso richiama l’iconografia dei Cure e l’eclettico istrionismo spettacolare dei Bauhaus. “Weak And Powerless” ha l’incedere ipnotico di un Robert Smith post-grunge, un’inesorabile e avvolgente ballata dark di ombre e luci (sugli scudi l’ottimo Freese), la mesmerica “The Noose” e “Blue” sono esempi di pop deviato, malinconico e notturno, poetiche nenie in un decadente party di vampiri. “Crimes” è uno strumentale percussivo e marziale, ancora in scia dei goticismi di Peter Murphy e Daniel Ash.

Il volume delle chitarre torna prepotentemente alto nella rabbiosa angst di “The Outsider” e nel riff circolare e compresso di “Pet” ( i Devo ai cori!), che ha un’eco nel breve industrial narcotico “Lullaby” (con l’alienato canto di Jarboe degli Swans su una batteria-loop al rallentatore). Stupiscono l’ancestrale folkThe Stranger” e la cover dei Failure The Nurse Who Loved Me”, un raffinato e anomalo esperimento di prog-ballad da camera a cui collabora il polistrumentista e producer Jon Brion. Un brano che attesta l’ampia versatilità stilistica degli APC ai confini con un barocco dream-pop e la straordinaria empatia espressiva dell’ugola di Maynard, in grado davvero di cantare qualunque cosa (ma lo sapevamo). “Thirteenth Step” parla di dipendenza e risalita dagli abissi delle umane debolezze, evoca i cosiddetti Dodici Passi di recupero degli Alcolisti Anonimi, il “tredicesimo passo” sarà ristabilire forza di gravità fra te e la realtà intorno (“Gravity”). Oscurità e beatitudine, perdizione e catarsi: il solito cerchio nero di perfezione esoterica.

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Voto degli utenti: 8,2/10 in media su 12 voti.
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sarah 8/10
Teo 8/10
REBBY 6/10

C Commenti

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skyreader (ha votato 9 questo disco) alle 9:51 del 22 ottobre 2010 ha scritto:

Uno dei miei album del decennio...

Daniele, neppure sai quanto io condivida l'importanza che tu attribuisci a questo lavoro.

L'ho adorato profondamente, intimamente. Il primo album mi era piaciuto, ma entro certi limiti. Questo secondo, forse meno originale per il pescaggio nelle acque del dark/wave e la presa di distanza nei confronti di ogni forma metal, è però di più ampio respiro, con degli arpeggi smithiani e dei giri di basso vertiginosi. Un album a mio avviso creativo al di là di quasiasi aspettativa, emozionale, emozionante. Sarà anche stato concepito da Maynard James Keenan come un side-project dei Tool, ma inspiegabilmente questa band, IN QUESTO ALBUM, ha trovato valori "altri" (e talvolta alti) rispetto ai Tool. Per cui spero proprio che si possa godere di un loro nuovo album degli A Perfect Circle (almeno stando alle voci che circolano), ancora prima dei Tool. Complimenti a Daniele per la sua approfondita e opportuna analisi.

sarah (ha votato 8 questo disco) alle 10:21 del 22 ottobre 2010 ha scritto:

Sì, proprio un gran bel sentire tra questo e "mer de Noms", soprattutto per chi non ha mai apprezzato più di tanto l'ecccessiva muscolarità dei Tool e preferisce il buon Maynard con queste vesti sognanti e tenebrose. Bella, bella la recensione.

glenn dah alle 19:11 del 22 ottobre 2010 ha scritto:

Per me lontano più di un bel pò dall'esordio.

ozzy(d) (ha votato 7 questo disco) alle 18:04 del 23 ottobre 2010 ha scritto:

meglio i Tool, questo è un grungettone un po' annacquato con fragranze new wave, grazie soprattutto al chitarrista sosia e sodale di corgan. bella rece.

swansong (ha votato 9 questo disco) alle 11:20 del 25 ottobre 2010 ha scritto:

Album splendido!

Sbaglierò, ma lo considero superiore al pur ottimo precedente e conferma della incredibile poliedricità di quel pazzoide di M.J. Keenan. Inoltre, non avendo più l'estensione di un tempo, la sua voce, su questi registri, riesce ad essere ancor più comunicativa ed ammaliante che non coi Tool. Sicuramente uno dei dischi che più ho ascoltato negli ultimi anni..bella la recensione. Complimenti. @ Gulliver: "grungettone annacquato"? Mah. Io non sento nè grunge, nè annacquamenti...

skyreader (ha votato 9 questo disco) alle 16:34 del 25 ottobre 2010 ha scritto:

Il passo successivo

Gli APC sono ben altro che identificabili con un "grungettone annacquato da fraganze new-wave". Questo secondo album, inoltre, era in grado di superare anche alcuni cliché gothic-postmetal in qualche misura presenti sul primo album. L'ho detto: la loro non è una originalità al 100% (molto rimanda ad altri universi già assoparati al meglio negli Anni '80). Ma "13th Step" ha inaugurato una spazialità sonora ed emotiva in grado di evadere dalle calustrofobie volute e perseguite dai Tool. E Maynard James Keenan è uscito artisticamente arricchito da questa esperienza.

E fortunatamente sono tornati anche in azione, un pelino prima dei Tool:

Thursday, November 04 Marquee Theatre Tempe, AZ Sold Out

Friday, November 05 Marquee Theatre Tempe, AZ Sold Out

Saturday, November 06 Marquee Theatre Tempe, AZ Sold Out

Monday, November 08 Avalon Los Angeles, CA Sold Out

Tuesday, November 09 Avalon Los Angeles, CA Sold Out

Wednesday, November 10 Avalon Los Angeles, CA Sold Out

Friday, November 12 The Showbox at The Market Seattle, WA Sold Out

Saturday, November 13 The Showbox at The Market Seattle, WA Sold Out

Sunday, November 14 The Showbox at The Market Seattle, WA Sold Out

Tuesday, November 16 The Fillmore San Francisco, CA Sold Out

Wednesday, November 17 The Fillmore San Francisco, CA Sold Out

Thursday, November 18 The Fillmore San Francisco, CA Sold Out

Saturday, November 20 The Pearl (@ The Palms) Las Vegas, NV Sold Out

Sunday, November 21 The Pearl (@ The Palms) Las Vegas, NV Sold Ou

NathanAdler77, autore, alle 23:37 del 26 ottobre 2010 ha scritto:

E oltre al tour americano dovrebbe arrivare anche un nuovo lavoro, aspettiamo curiosi...Condivido l'opinione di sky, questi APC hanno una profondità e scrittura che va oltre il pur ottimo "Mer De Noms": in sintesi il miglior esempio di moderno dark del decennio scorso. Un grazie a tutti per i complimenti!

ammazzatartufi (ha votato 9 questo disco) alle 1:14 del 11 marzo 2011 ha scritto:

Uno dei miei dischi preferiti.Bellissimo dall'inizio alla fine.The Outsider la punta di diamante.

Thomas Mann (ha votato 10 questo disco) alle 16:42 del 16 gennaio 2012 ha scritto:

Thirteenth Step :

L'emblema di una musica nuova,"alternativa",ossequiosa,dedita all'ascoltatore. L'armonia che ne viene fuori non è paradossalmente di poche pretese, ma la voce si presta abilmente a parafrasare il tutto, bilanciandone gli squilibri...