V Video

R Recensione

8,5/10

A Perfect Circle

Mer De Noms

Los Angeles, California, 1996.

Cosa accadde? Quel “fuckin’ hole we call L.A.” fu sommerso da “meteor showers and tidal waves” come si auspicava Maynard James Keenan in “Ænema”? Fortunatamente (o sfortunatamente) no, ma sicuramente si tratta di una delle congiunture più favorevoli di sempre per il mondo della musica.

Durante il 1996 a L.A. i Tool pubblicano “Ænima”, album che li consacra a buon diritto nell’Olimpo della musica; pochi mesi prima, dal contatto tra Billy Howerdel e Maynard James Keenan prendono vita gli A Perfect Circle.

Complice una scaramuccia che porterà i Tool a cambiare etichetta discografica, M.J.K. si butta a capofitto in questo side project. Il risultato è sorprendente: nel 1999 gli APC esordiscono live per la prima volta e, solamente un anno dopo – puntuali per l’alba del nuovo millennio – pubblicano “Mer De Noms”. Nel tempo che intercorre tra la stampa di quest’album e “Ænima”, “Mer De Noms” è già certificato disco di platino, con più di 188.000 copie vendute: il debutto più esplosivo che un album abbia mai avuto nella storia del rock.

Il lavoro che questo gruppo ha svolto per comporre l’album è sopraffino. Non mancano ovviamente citazioni a profusione dei Tool; ma probabilmente non è questo il lato più interessante del progetto.

Gli APC (a quei tempi la formazione comprendeva M.J.K. alla voce, Paz Lenchantin al basso, Troy Van Leeuwen alla chitarra ritmica, Josh Freese alla batteria e Billy Howerdel nei panni di un estroso chitarrista tuttofare) ci regalano sonorità dark, goth. Romantici, sensuali, più “umani” rispetto ai Tool, ma non per questo meno energetici; il loro è un alternative rock che sfocia nell’art. Basta acquistare una copia del disco per rendersi conto che l’artwork non è cosa da poco: questi pazzoidi si sono inventati un alfabeto, che tra gli appassionati imperversa col nome Elegant Mayan, senza però preoccuparsi di fornirci una legenda, né tantomeno le lyrics delle canzoni (in pieno stile Tool, questo sì).

L’opera - perché di questo si tratta - si snoda attraverso dodici tracce di pura bellezza decadente, che terminano con una composizione di xilofono, “Over”, che suggerisce una forte idea di ciclicità (in particolare, il finale ricorda una nota di piano sostenuta, simile a quelle presenti in “Another one bites the dust” dei Queen) a cui si sovrappone una voce incomprensibile.

Insomma, un album da mettere su in loop e ascoltare attentamente, ma soprattutto col cuore. Dall’intro “The Hollow”, che si avvicina a sonorità simili ai Nine Inch Nails, con una sezione percussiva e un ritmo che mettono subito in chiaro le regole del gioco, passando per “Magdalena” e “Rose” che contribuiscono a creare quell’aura oscura caratteristica del gruppo, per arrivare al cuore vero e proprio dell’album, “Judith” (la stessa Judith Marie a cui verrà poi dedicato “10,000 Days”, nonché madre di M.J.K.), che risente estremamente dei Tool; “Orestes”, che si avvicina al sound delle tracce numero due e tre; e “3 Libras”, forse la più autentica canzone in stile APC: calma, sensuale, spirituale; il testo è disarmante, la melodia di violino di Paz zen. Anche il video è un gioiello: il nostro Maynard, con la tipica parrucca lunga che lo distingueva rispetto all’entrata scenica coi Tool, compone versi sotto un quadro romantico e teatrale, ed è assalito da ricordi fanciulleschi e donne che lo trascinano su un fondale marino. Sirene? Seduttrici? Insomma, c’è spazio a volontà per gli enigmi, e gli APC sono maestri ad architettare costruzioni labirintiche.

Il successone degli APC dura pochi anni: giungono ad uno iato già nel 2004, anche se Maynard in varie interviste anche recenti ammette che qualcosa si sta tuttora muovendo. Ovviamente la formazione ha subito vari cambi; e Billy, dopo la “gavetta”, si è ora mosso verso altri lidi. Tutti noi aspettiamo con ansia un nuovo lavoro di questa grande band, sperando che superi il “Mare dei nomi”, primo e più riuscito lavoro degli APC.

Aspettiamo la continuazione di un disegno, un Cerchio Perfetto.

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Voto degli utenti: 7,9/10 in media su 8 voti.
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DonJunio 7,5/10
luca.r 7,5/10
zagor 8/10

C Commenti

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DonJunio (ha votato 7,5 questo disco) alle 19:12 del 16 maggio 2013 ha scritto:

Un ottimo lavoro, che all'epoca fu capace di lenire la spasmodica attesa dei fan tooliani per l'agognata e rimandata uscita di "Lateralus", Una versione più meditata dai Tool - i cui assalti metallici sono limitati a "Judith" e poco altro - con frequenti richiami al grunge più sofisticato ( tipo "Mellon Collie" evocato in "3Libras", del resto Billy proviene proprio dal giro delle zucche, e l'arpeggio ricorda quello di "Tonight Tonight") e divagazioni inusitate (tipo i tocchi new age di "Renholder"). "Brena" è un gioiello. Bella la recensione.

Marco_Biasio (ha votato 8,5 questo disco) alle 20:24 del 16 maggio 2013 ha scritto:

Discone. "Magdalena", "Judith" e "3 Libras" sono delle canzoni pazzesche, bellissime. Non si sono più ripetuti a questi livelli, ma questo Maynard (senza contare gli altri, Paz Lenchantin in testa) era davvero un musicista fuori dal comune!

Dusk, autore, alle 21:22 del 16 maggio 2013 ha scritto:

Grazie Don per le opportune aggiunte e i complimenti, faccio un mea culpa per non aver citato gli Smashing Pumpkins, ma mi son venuti in mente quando ormai avevo già inviato la recensione!

Per quanto riguarda il resto concordo appieno con Marco... discone!

simone coacci alle 15:33 del 17 maggio 2013 ha scritto:

Veramente un bel disco, si. Anche se la canzone che più adoro in assoluto, delle loro, è "The Noose" da "Thiirteen Step".

Marco_Biasio (ha votato 8,5 questo disco) alle 15:21 del 25 gennaio 2017 ha scritto:

Lo riascoltavo oggi: un disco incredibile, inevitabilmente (ed ingiustamente) oscurato dal paragone coi Tool. Uno degli ultimi dischi "rock" belli dall'inizio alla fine, vibranti, commoventi. Le melodie grunge che modula la voce di Maynard (penso a The Hollow) fanno veramente venire i brividi.

zagor (ha votato 8 questo disco) alle 14:09 del 26 gennaio 2017 ha scritto:

sì questo è il vero post-grunge, non quello di staind e robaccia simile lol.