R Recensione

7,5/10

Red Hot Chili Peppers

Californication

E' il 1999 quando i Red Hot Chili Peppers pubblicano Californication. Il quartetto losangelino, dopo la dura gavetta degli anni '80, aveva brillantemente aperto il trionfo dell'alternative anni '90 nel 1991, con lo splendido Blood Sugar Sex Magik, uscito lo stesso giorno di Nevermind dei Nirvana. Tuttavia il gruppo che era solito esibirsi coperto da soli calzini sui pubi è irrimediabilmente cambiato. Nel 1992 l'uscita di Frusciante dal gruppo aveva lasciato una frattura nell'evoluzione del sound della band, mal rimarginata (almeno secondo Kiedis) da Navarro e dal poco fortunato One Hot Minute. Con una metafora storica, si potrebbe dire che questo disco è la Restaurazione dopo l'età del Napoleone-Navarro. Nel 1998, quando Frusciante rientra nel gruppo, trova una situazione paradossalmente identica a quella di quando era entrato: tre musicisti alla ricerca di una (ri)affermazione nel mondo della musica. Nel frattempo, lo stesso Frusciante era cambiato: aveva accompagnato la sua lenta discesa negli inferi dell'eroina a degli ottimi album solisti autoprodotti, tra i quali spicca Niandra Lades & Usually Just a T-Shirt. Nel 1998, però, è un uomo tirato a lucido e perfettamente disintossicato: questo evento è la chiave di lettura principale del suono di Californication.

Il disco comincia con la sfuriata al basso di Around the World, che promette ma non mantiene: infatti, salvo un intermezzo che riprende il motivo iniziale, la canzone si scioglie in un funk che ricorda If You Have to Ask, e tutto l'album, a dispetto del successo commerciale che sovrasta l'album del '91, è meno bollente degli altri lavori dei californiani. Il marchio di fabbrica di casa Peppers diventano le ballate e gli arpeggi, cose che già c'erano (pensiamo ad Under the Bridge o a I Could Have Lied), ma che qui diventano predominanti. Ecco, quindi, che la chitarra e il basso di Frusciante e Flea, veri protagonisti dei pezzi, viaggiano assieme attraverso vari territori, dal pop rock di Scar Tissue, ai delicati motivetti di Otherside, ideale controparte di Under the Bridge, e la titletrack Californication che è il massimo esempio del feeling fra i dueLe sfuriate più pesanti si limitano a fare da contorno, come nel curioso incontro tra gli assoli hendrixiani e le distorsioni grunge che chiude Parallel Universe o l'apprezzatissima parentesi funk di Get on Top.

Quando Frusciante e Flea non si lanciano in elaborati arpeggi incrociati, si stabiliscono su un alternative rock venato stavolta solo vagamente di funk, e spingono sull'acceleratore solo quando il basso si lancia in progressioni quasi inarrestabili accompagnate dagli accordi della chitarra (Easily, Emit Remmus).

A chiudere l'album è l'unica traccia in cui non appare la chitarra elettrica, Road Trippin', il cui video, che mostra Flea e Frusciante suonare assieme, ben rappresenta l'anima del disco.

In sostanza, è un disco suonato magistralmente che si muove benissimo all'interno dei canoni della forma-canzone, senza rivoluzionarla, come Frusciante invece prova a fare nei suoi lavori da solista. Segna anche la svolta soft del gruppo di Los Angeles, che sarà confermata nel fin troppo dolce By the Way e nell'ideale testamento artistico mainstream di Frusciante, Stadium Arcadium.

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Voto degli utenti: 6,9/10 in media su 24 voti.

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nebraska82 (ha votato 7 questo disco) alle 14:08 del 4 novembre 2013 ha scritto:

l'ultimo lavoro degno di nota che hanno fatto, "road trippin'" è un gioiello, mentre tra i pezzi tirati svettano "Parallel universe" e "otherside", poi il diluvio.

Simone Giorgio, autore, (ha votato 7,5 questo disco) alle 21:24 del 4 novembre 2013 ha scritto:

mah, credo che anche "Stadium Arcadium" abbia degli spunti buoni, se non altro li trova per la legge dei grandi numeri, vista la durata spaventosa e improponibile

Marco_Biasio alle 21:43 del 4 novembre 2013 ha scritto:

Hump De Bump e Torture Me mi sembravano le uniche cose decenti di quel doppio - se vogliamo ficcarci in mezzo anche Tell Me Baby per il lato smaccatamente pop, ficchiamocela. E' una vita che non riascolto Californication, ma proprio non mi pareva questo grande disco... Il video della title-track (e, in misura minore, di Scar Tissue) ha comunque pesantemente condizionato l'immaginario malleabile di una giovane (-issima) generazione, come la mia, c'è da sottolinearlo...

Simone Giorgio, autore, (ha votato 7,5 questo disco) alle 21:46 del 4 novembre 2013 ha scritto:

aggiungerei alla lista dei pezzi da te citati anche l'ottima "Wet Sand", forse la più "frusciantiana" della loro produzione

tramblogy alle 14:59 del 4 novembre 2013 ha scritto:

Road trippin e' bella si!!

salvatore alle 15:46 del 4 novembre 2013 ha scritto:

Anche "Scar Tissue" è bellissima!

nebraska82 (ha votato 7 questo disco) alle 15:59 del 4 novembre 2013 ha scritto:

è un po' troppo simile a "under the bridge" e "soul to squeeze" per me, certo si ascoltava senza problemi.

Lezabeth Scott alle 17:15 del 4 novembre 2013 ha scritto:

Ha quell'arpeggino malandrino che ti strega...

Lezabeth Scott alle 20:07 del 4 novembre 2013 ha scritto:

No, quella la odio.

Giuseppe Ienopoli alle 18:49 del 4 novembre 2013 ha scritto:

... forse ti confondi con "Roma Nun Fa' La Stupida Stasera!" ... daglie 'na controllata ...

PetoMan 2.0 evolution (ha votato 7,5 questo disco) alle 22:37 del 4 novembre 2013 ha scritto:

Prima parte, fino a Easily (la migliore), ottima. Poi ci mettono i soliti riempitivi per allungare il brodo, ma questo è sempre stato un po' il loro vizietto. Si riprende nel finale con Road Trippin'. Se avessero fatto un dischello di 35 minuti con 8-9 pezzi sarebbe stato molto meglio, ma in fondo va bene anche così. Bei ricordi.

zagor (ha votato 5 questo disco) alle 13:05 del 25 novembre 2013 ha scritto:

a parte un paio di buoni agganci melodici ( road trippin' su tutti) e un paio di occasionali impennate ( parallel universe in particolare, bello il refrain distorto e loud) era la solita minestra riscaldata.

Franz Bungaro (ha votato 8 questo disco) alle 17:09 del 17 dicembre 2013 ha scritto:

Il CD (che all'epoca era "il futuro") mi fu regalato per i miei 19 anni da amici veri, quindi (anche per questo) per me è un si. Era l'album che coverizzammo tutto con il mio gruppetto sfigatiello, sarà perchè non richiedeva troppi sforzi. ci sono molto affezionato quindi, anche se oggi come oggi mi ero pure dimenticato della sua esistenza.

ThirdEye (ha votato 4 questo disco) alle 23:57 del 23 febbraio 2014 ha scritto:

L'inizio della fine...

Mattia Linea (ha votato 9,5 questo disco) alle 11:33 del 15 agosto 2014 ha scritto:

A dispetto delle critiche, "Californication" è un signor album. Il ritorno di Frusciante si fa sentire più che mai, e la band torna al suo massimo splendore. Un album con una potenza spaventosa, un pugno nello stomaco. Canzoni di puro funk/crossover affiancate a ballate splendide. Dopo "Blood Sugar Sex Magik", rimane il loro lavoro migliore con Frusciante.