R Recensione

9/10

Frank Zappa

Freak Out!

Ci sarebbero tante cose da dire per introdurre una recensione del primo album della gloriosa carriera di Frank Zappa: ad esempio che Freak Out è stato uno dei primi (c’è chi dice il secondo) doppi album della storia, che è stato il primo vero e proprio concept album, oppure ancora che è stato uno dei primi album rock ad essere stato completamente curato dallo stesso interprete.

Ma visto che questa è per lo più forma, e visto che mi è bastato elencare frettolosamente queste caratteristiche per rendervene partecipi, preferisco passare al contenuto.

Cosa ci voleva dire Frank Zappa con questo lavoro?

Iniziamo con il localizzare nel tempo e nello spazio l’opera: 1966, California.

Questo ci può suggerire un certo insieme di esperienze che andavano dal vocal pop dei Beach Boys, al folk-rock dei Byrds, fino al blues rock britannico di Animals o dei Rolling Stones, non dimenticando poi il beat oramai maturo di Revolver.

Ora, Frank Zappa era un freak dei più puri, ma era anche un uomo colto, conoscendo per esempio l’avanguardia e avendo alle spalle una discreta carriera nel settore pubblicitario.

La sua opera prima si colloca quindi all’interno di un progetto intellettuale ben preciso, volto ad un attacco frontale e dissacrante di tutti i valori conformisti e borghesi (e quindi commerciali) che imperavano in molta musica del periodo.

Freak Out quindi non è ancora guerra aperta, ma è un modo per dire attraverso innumerevoli provocazioni: “io questa roba la saprei fare meglio di tutti i BeatlesBeachBoysRollingStonesVattelapesca messi assieme!”

Bisogna dire che, anche se magari non meglio, sicuramente Zappa riesce con evidente maestria ed elasticità a spaziare e a dominare ogni genere fino ad allora conosciuto.

Si tratta di un manifesto, di una dichiarazione di quello che il nostro artista ha in mente di fare, di un progetto ampio, radicale, avanguardistico, che non vedrà la sua completa attuazione se non vari album più tardi.

Hungry Freaks, Daddy attacca subito con un vivace blues rock macchiato di estetica beat, ricolmo di bizzarie, di strumenti inusuali e di tanta abilità tecnica, come dimostra il fulminante assolo di chitarra elettrica. Don Van Vliet avrà sicuramente preso nota in vista del suo Safe As Milk dell’anno successivo. Sullo stesso piano c’è poi Motherly love, il blues-rock che si fonde con il jingle pubblicitario.

I Ain’t Got No Heart è un beat spiritosamente classicheggiante, decisamente coinvolgente grazie al suo procedere incalzante, dove elementi orchestrali si rendono abilissimi nel mescolarsi alla tipica strumentazione rock.

Who Are The Brain Police è il primo capolavoro dell’album, una cantilena rallentata e surreale che si trascina avanti strisciando, per esplodere nell’esploit dadaista e rumorista di metà brano. Ecco che le prime avvisaglie anarchiche della mente Zappiana fanno capolino in questo misterioso pezzo agrodolce.

L’atmosfera si fa decisamente più giocosa con il doo-wop provocatorio e sbeffeggiante di Go Cry On Somebody Else’s Shoulder, ricostruito a perfezione da quel gruppo di scanzonati scimmiottatori di musica commerciale che sembrano essere qui i membri della Mothers Of Invention.

Wowie Zowie, divertente e caracollante motivetto demenziale, segue a ruota sulla stessa ricerca stilistica, meritevole di splendidi e sbarazzini accordi di chitarra elettrica e di un senso splendido, nella sua ironia, della melodia, donato dallo spensierato xilofono che imperversa un po’ dovunque con irresistibile brio.

How Could I Be Such A Fool è un brano che abbozza l’operetta rock, ma lo fa con una decisa tinta psichedelica stereotipata, che per certi versi può ricordare le gonfie atmosfere di certi Love e di certi Beatles.

Fanno ancora parte di un divertissement colto You Didn’t Try To Call Me e Any Way The Wind Blow e le due tracce successive, tutte denotate da una ricerca strumentale voluta e precisa.

Trouble Every Day si presenta invece come un blues-rock duro, caustico e massiccio. E anche lungo, capace di svilupparsi su se stesso per oltre sei minuti, con tanto di sfuriata finale. Ok, Zappa si è impadronito totalmente del rock!

Le ultime due tracce invece sono due devastanti collage dadaisti, anarchici, rivoluzionari, distruttivi e dissacranti. Non si era mai sentito nulla del genere fino ad ora, ma a partire da questo momento molti artisti impareranno dal maestro: i Jefferson Airplane, i Deviants, i Beatles, i Can, i Residents

Insomma, l’influenza sarà enorme.

Help I’m A Rock è costituito di otto minuti e mezzo di sballo lisergico e di solipsismo casuale. Accordi ripetuti di piano formano la base su cui voci allucinate si sfogano in cantilene atonali, in versacci, in risolini e urla. L’ipnosi zappiana procede per sovrapposizione di elementi e piccole variazioni sul tema, fino a che tutto viene stravolto da un cambio d’atmosfera sconvolgente.

Un orgasmo femminile funge da ritmo per una giungla di strafatti impegnati in improbabili percussioni tribali. Assolo demenziale di voci. Poi Jazz surrealista. E ancora voci che si scavalcano in un immaginario equilibrio ritmico e melodico.

Ed ecco che appare, con la successiva The Return Of The Son Of Monster Magnet, il personaggio tipico del circo zappiano: Suzy Creamcheese.

L’apertura è affidata ad una ritmica sincopata e ad un sibilo elettronico, nonché da accordi di piano free e destrutturati; la batteria è destinata a prendere velocità e a venire accompagnata da versi senza senso e rumori indefiniti, per una celebrazione anarchica di una creatività senza freni. Tra cambi innumerevoli di ritmo e di umore, nuovi orgasmi simulati, mille versi stravaganti e contrappunti dadaisti quasi inverosimili passano dodici minuti, e tutto finisce.

Ma questo è solo un piccolo, nella sua grandezza, assaggio di ciò che Frank Zappa e la sua Mothers of Invention sono in grado di fare.

Ne è testimone tutta la musica dal ’67 a oggi.

Frank Zappa lo ascoltiamo ogni giorno quindi, anche se inconsapevolmente.

V Voti

Voto degli utenti: 9,4/10 in media su 36 voti.

C Commenti

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Marco_Biasio (ha votato 10 questo disco) alle 18:51 del 22 dicembre 2007 ha scritto:

9?

No, no, Franco e Giovannuzzo (Zorn) sono gli unici a cui si DEVE dare 10 di default, perchè non hanno MAI fatto un passo falso. "Freak Out!" lo considero personalmente uno fra i dieci album rock da avere e da ascoltare: sperimentale, folle, psichedelico, c'è tutto! Alla faccia di Capitano Cuoredibue.

Nucifeno (ha votato 10 questo disco) alle 11:10 del 23 dicembre 2007 ha scritto:

Amen

Padre Zappa che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro Freak Out quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non c'indurre ad ascoltare la Spears, ma liberaci dagli emo.

Nucifeno (ha votato 10 questo disco) alle 12:07 del 29 dicembre 2007 ha scritto:

P.S.

Un'ultima cosa: Captain Beefheart... NON SI TOCCA!

Marco_Biasio (ha votato 10 questo disco) alle 22:28 del 29 dicembre 2007 ha scritto:

RE: P.S.

Purtroppo a me Trout Mask Replica non è mai piaciuto caro Mattia, so di essere blasfemo ma purtroppo è così

Nucifeno (ha votato 10 questo disco) alle 18:10 del 30 dicembre 2007 ha scritto:

Pollggio!

No ma figurati, in effetti Beefheart è difficile da assimilare, e a dirla tutta anch'io faccio un po' di fatica quando lo ascolto, però alla fin fine mi piace. Però quando metto la faccina di circostanza la metto sempre sulla gag

Neu! (ha votato 9 questo disco) alle 23:12 del primo gennaio 2008 ha scritto:

fantastico

ozzy(d) (ha votato 9 questo disco) alle 0:18 del 12 gennaio 2008 ha scritto:

zio frank

uno dei piu' grandi deformatori del sogno americano, album sempre stupefacente

icominto (ha votato 9 questo disco) alle 14:12 del 13 gennaio 2010 ha scritto:

Se uscisse oggi questo disco sarebbe ancora originale, provocatorio, ironico, eccentrico etc etc etc... Niente male come debutto! Grande Frank.

Bellerofonte (ha votato 10 questo disco) alle 14:15 del 10 aprile 2010 ha scritto:

Questo disco è del 66! che cazzoc'è più da dire?!?!

Roberto Maniglio (ha votato 10 questo disco) alle 14:50 del 10 aprile 2010 ha scritto:

lo puoi ascoltare tutta la vita e non ti stanca mai

unknown alle 0:16 del primo maggio 2010 ha scritto:

ma mi chiedo una cosa

questo signori e' un genio

ma quello che mi stupisce e' questo quando faccio ascoltare questo cd...... a qualche buon anima che non conosce lo zio frank.... mi dice subito ma questo o e' un genio o e' un pazzo...e quando gli dico che questa e stata fatta nel 1966 raramente ci credono...

ora si parla della musica che ha rivoluzionato il rock in quell'epoca di sg pepper.... oppure dei velvet& nico.... di piper dei pink...di pet sound dei beach ma scusate e questo disco?

questo non ha rivoluzionato nulla? e uscito si pochi giorni dopo pet sound

quindi frutto tutto del genio di frank senza alcuna influenza

ma e' molto piu' sperimentale e anarchico di qualsiasi lp dell 'epoca almeno per il mio modesto parere

magma (ha votato 9 questo disco) alle 19:15 del 24 giugno 2011 ha scritto:

Uno dei più grandi esordi di sempre, capolavoro indiscutibile, geniale dall'inizio alla fine, la nascita di uno degli artisti più poliedrici, pazzi, geniali del XX secolo. Immenso.

dalvans (ha votato 9 questo disco) alle 16:13 del 23 settembre 2011 ha scritto:

Ottimo

Ottimo disco

Utente non più registrato alle 14:36 del primo marzo 2012 ha scritto:

In effetti Frank Zappa è senza alcun dubbio un Genio. Ancora oggi, a distanza di almeno trent'anni dalla prima volta che ascoltai quello che, per me, è il suo disco preferito, The Grand Wazoo, resto sbalordito dall'equilibrio e dalla capacità di proporre un simile "calderone" musicale, dove ribollono idee, spunti e sonorità incredibili, come un enorme mosaico pieno di tessere colorate che s'incastrano alla perfezione. Inoltre, che grande chitarra la sua, e un disco come "Guitar" lo dimostra ampiamente.

Colgo l'occasione di segnalare, a chi non lo conoscesse, un bellissimo disco: "King Kong: Jean-Luc Ponty Plays the Music of Frank Zappa" del 1970 realizzato dal violinista jazz francese Jean-Luc Ponty in collaborazione con lo stesso Zappa, autore ed arrangiatore di tutti i brani escluso il quarto, composto da Ponty. Il violinista aveva a sua volta già collaborato con Zappa per la realizzazione dell'album Hot Rats, pubblicato l'anno precedente.

REBBY (ha votato 10 questo disco) alle 17:36 del primo marzo 2012 ha scritto:

il King kong da avere a tutti i costi è Uncle meat (sempre con JL Ponty, ma di Zappa ce ne son tanti da avere, almeno una decina, album d'esordio compreso ovviamente.

Utente non più registrato alle 20:45 del primo marzo 2012 ha scritto:

Secondo me i lavori di FZ da avere, se non altro perchè son quelli che conosco (sugli altri non posso ovviamente pronunciarmi) sono: Freak Out!, Absolutely Free, Uncle Meat, Hot Rats, Burnt Weeny Sandwich, Chunga's Revenge, Waka/Jawaka, The Grand Wazoo, Over-Nite Sensation, Apostrophe, Roxy & Elsewhere, One Size Fits All, Bongo Fury, Zoot Allures, Zappa in New York, Studio Tan, Joe's Garage, Guitar.

glenn dah alle 11:39 del 24 settembre 2012 ha scritto:

non hai We're only in it for the Money? stracapolavoro!

REBBY (ha votato 10 questo disco) alle 9:12 del 2 marzo 2012 ha scritto:

conosco uno (ciao Fausto eheh) che ha tutti i vinili che hai citato più un'altra decina. Tra studio e live mentre era in vita ha fatto più di 50 dischi...Di quelli post-mortem non ne conosco nessuno.

Utente non più registrato alle 14:28 del 2 marzo 2012 ha scritto:

Il "problema" con un musicista come FZ, è che ha una discografia sterminata (dovremmo essere nell'ordine di un centinaio di titoli), così tendo a scegliere quello che considero il meglio.

Gli artisti che osano, possono anche sbagliare o non incontrare pienamente il gusto dell'ascoltatore...é impensabile che sia tutto valido...

REBBY (ha votato 10 questo disco) alle 15:22 del 2 marzo 2012 ha scritto:

"tendo a scegliere quello che considero il meglio"

Ma vah! Che originale che sei eheh

Utente non più registrato alle 15:52 del 2 marzo 2012 ha scritto:

Lo so, credo che non sarò mai alla tua...

David (ha votato 10 questo disco) alle 17:58 del primo settembre 2012 ha scritto:

Solo 2 dischi di Frank Zappa finora recensiti? Male.

galassiagon (ha votato 10 questo disco) alle 0:53 del 24 settembre 2012 ha scritto:

Il mio preferito di Zappa assieme a Hot Rats. I primi 2 lati sono divertimento e genio puro:

mai "alto" e "basso" si sono così annullati nella musica.

PetoMan 2.0 evolution (ha votato 10 questo disco) alle 15:34 del 11 maggio 2013 ha scritto:

trouble everyday basta e avanza per il 10. il resto è grasso che cola

Gianvi27 (ha votato 10 questo disco) alle 21:12 del 12 dicembre 2014 ha scritto:

Quando le belle idee si fondono alla semplicità di applicazione, ne esce fuori la genialità, e questo è un caso lampante. Pietra miliare imprescindibile. Ad ogni ascolto si comprende qualcosa di nuovo. Chapeau!