V Video

R Recensione

8/10

Kate Bush

Before The Dawn

Alla fine l’impressione più forte è il rimpianto. Rimpianto per non esserci stati, in una di quelle ventidue serate inglesi che segnavano, insieme, il ritorno su un palco di Kate Bush dopo 35 anni, e la celebrazione più sontuosa della sua arte, una sorta di circo - musical che ospitava musica, danza, mimo, video e teatro sotto il titolo Before The Dawn. Biglietti esauriti in quindici minuti, a testimoniare l’affetto e la passione che legano, dagli esordi ad oggi, e nonostante le ripetute e prolungate pause, il popolo inglese all’ex enfant prodige di “Wuthering Heights”, da anni assurta allo status di rappresentante dell’art rock più evoluto e colto, su un immaginario podio a fianco di visionari come Peter Gabriel o i Pink Floyd, dai quali tutta la sua storia prese avvio.

Talmente forte e determinante, si intuisce l’impatto visivo e scenico, che i tre cd-cronaca dell’evento non possono che fungere da scintilla evocatrice di ulteriore curiosità, da soddisfare parzialmente, magari, con la pubblicazione di un dvd. La versione audio riproduce la struttura dello show, con una prima parte dedicata ad alcune composizioni fra le più conosciute (“Hounds Of Love”, “Never Be Mine” - l’unica traccia registrata senza audience -, “Running Up The Hill”, “King Of The Mountain”) e le altre due che riproducono, rispettivamente, le suites “The Ninth Wave”, che occupava la seconda parte di “Hounds Of Love, e “A Sky Of Honey”, ospitata sul secondo cd di “Aerial”. La prima racconta di una donna che galleggia alla deriva nel mare aperto con un giubbotto salvavita, ed il particolare delle voci principali, registrate con Kate immersa nell’acqua di una piscina e riprodotte dal vivo per accrescere l’effetto di verosimiglianza con la situazione narrata, sbalordisce chi legga le note di copertina. Ma si sa che con Kate Bush nulla è lasciato al caso, e la meticolosa cura di ogni particolare fa parte del gioco. La seconda suite è invece rivolta a descrivere lo svolgimento di una giornata estiva, in cui il canto degli uccelli s’intreccia con il cammino del sole durante tutto il suo arco quotidiano, dall’alba al tramonto. Le due sezioni alternano parti dialogiche, narrazioni e poesie - arricchite sul palco da proiezioni 3D - attori travestiti da pesci o uccelli e pupazzi, a numeri prettamente musicali, nei quali la qualità della world class band che accompagna la cantante sul palco (Omar Hakim e Minu Cinelu alla batteria e percussioni, John Giblin al basso, David Rhodes alle chitarre, oltre ai multistrumentisti Frissi Kalsson, Jon Carin e Kevin Mc Alea) assicura riletture raffinate e ricche di esemplari incastri strumentali (l’abito acustico di “The Morning Fog”, una “Sunset” dominata dall’organo, l’avvolgente mood di “Nocturn”, le serrate cadenze elettroniche dell’esplosiva versione di “Aerial”, ma tutto il primo cd è un campionario di stato dell’arte rock).

Lei, dopo tanti anni, è inevitabilmente cambiata, le fattezze un po’ ingrossate e la voce che col tempo ha acquisito inedite sfumature scure e soul, apprezzabili nelle ballads piano e voce come “And Dream Of Sheep”, “Never Be Mine”, o “Among The Angels”, unico estratto da “50 Words For Snow”.  E quando, alla fine, torna a puntare il suo cannone acchiappanuvole in “Cloudbusting”, inevitabile encore, chi ricorda quella storia impossibile d’amore e folle inventiva, faticherà a contenere un brivido d’emozione alla schiena.

V Voti

Voto degli utenti: 8/10 in media su 1 voto.
10
9,5
9
8,5
8
7,5
7
6,5
6
5,5
5
4,5
4
3,5
3
2,5
2
1,5
1
0,5
VDGG 8/10

C Commenti

Ci sono 2 commenti. Partecipa anche tu alla discussione!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.

VDGG (ha votato 8 questo disco) alle 13:59 del 9 gennaio ha scritto:

Grande Kate Bush

LucaJoker19_ alle 23:32 del 12 gennaio ha scritto:

immortale .. io manco ero nato negli anni '80 ! immensa Kate Bush