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R Recensione

8/10

Scott Walker & Sunn O)))

Soused

“Il poeta non dimentica, il poeta incarna; il poeta vive tutte le fasi dell’angoscia, la propria, quella del suo tempo, quella di ogni singolo uomo (…) poiché il poeta raccoglie in se tutti gli uomini. Il suo corpo, la sua mente, il suo sangue sono pronti a farsi Arte in qualsiasi momento.”

La domanda resta sempre la stessa quando si parla di Scott Walker e degli ultimi trent’anni della sua musica. Vero genio misantropo e in parte incompreso della musica tutta o morboso esteta che con cadenza sempre più ristretta, propina le sue visioni malate a un culto di devoti e appassionati, pronti a lasciarsi traghettare da questo novello Kurtz verso lidi inesplorati e terrificanti?                                                                                        

Non sarà certo il nuovo, inaspettato, lavoro con i Sunn O))) a dirimere la questione; visto che non si discosta troppo da quanto già ascoltato. Per farsi un idea si può pensare a un “The Drift” appena più accessibile e metallizzato dai drone e dalle chitarre dei Sunn O))). Già nel 2009 il gruppo statunitense aveva richiesto i servigi dell’“Orson Welles del pop” per la traccia “Alice”, ma i tempi non erano ancora maturi per una collaborazione. Che si realizza oggi per la gioia dei fan di entrambi.Chiariamo subito che la testa “pensante” del progetto altri non è che lo stesso Walker, con il gruppo di Seattle a svolgere un pregevole compito di esecuzione e messa in scena. Insomma il regista occulto, il temibile Pierrot Lunaire che “recita cantando”, resta il nucleo attorno a cui tutto si muove.  

Istintivamente viene da associarlo ad artisti “estremi” ed extra musicali come Marina Abramovic. La sua voce e la sua musica sono il corpo stesso del poeta, del cantore sopravvissuto, ricoperto di graffi e sputi, esposto al pubblico senza censure ne riverenze. Immagine e suono che si fanno carne, si tramutano in vita, catturano e avvolgono in spirali ossessive, tessono visioni, senza svelare mai completamente il significato di ciò che raccontano. L’arte di Walker è anche l’arte del silenzio, del rimosso, una musica che punta in basso quanto quella dei Buckley puntava all'empireo delle stelle.

La maschera del pagliaccio, dell’attore, è il fulcro di “Brando”; carne in decomposizione, frammentata e moltiplicata in immagini, indelebilmente impressa sulle retine di milioni di spettatori. Apertura quasi da lirica, con chitarre memori di Guns N’ Roses (!), ma tutto cambia repentinamente e scivola in fretta verso territori più consoni al nostro. Con “Bull” si potrebbe quasi parlare di singolo; le chitarre elettriche prendono prepotentemente la scena     e un ritornello di poche parole viene ripetuto come fosse un mantra ipnotico; tra distorsione, apocalissi e sconnesse frasi latine. “Herold 2014”, opera morta in cattedrali bombardate, è un viaggio nelle periferie dell’incubo e della guerra con i drone elettrici del duo a fare da corolla ai tormenti scolpiti dalla voce. “Fetish”, scala espressionista imbastardita e sporcata da suoni metal. Probabile colonna sonora per un horror. Sembra di intravedere i guanti bianchi e il sorriso scarlatto di Pennywise, dietro le quinte.La riproposizione di “Lullaby” in chiusura, scritta nel ‘99 per Ute Lemper, è una perla nascosta e disvelata, reinventata, con un crescendo vocale agghiacciante e improvviso.

Non resta che prendere atto di un percorso artistico che ha dell’inaudito nello scenario musicale attuale e soprattutto per i nostalgici accettare definitivamente l’addio per sempre al pop (per i pochi che ancora nutrivano qualche speranza di redenzione) da parte di quello che è stato, purtroppo a posteriori, uno dei più grandi songwriter dei ‘60.                  

A 70 anni suonati la stagione all’inferno di Mr. Engel pare non essersi ancora conclusa.

 

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Voto degli utenti: 7,4/10 in media su 4 voti.
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ThirdEye 7,5/10

C Commenti

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Paolo Nuzzi (ha votato 8,5 questo disco) alle 13:31 del 17 novembre 2014 ha scritto:

Gran disco, Scott è ormai irrefrenabile. Complimenti per la recensione

sebas.anto, autore, alle 14:26 del 18 novembre 2014 ha scritto:

Grazie mille. Si Scott è davvero irrefrenabile. Nonostante il "ragazzo" abbia superato le 70 primavere è più coraggioso e moderno di gran parte degli artisti contemporanei. Hat Off to SW !

bargeld alle 17:00 del 10 dicembre 2014 ha scritto:

Bravo, Antonio! Disco meraviglioso, torno a votarlo a breve.

sebas.anto, autore, alle 15:04 del 11 dicembre 2014 ha scritto:

Ciao Bargeld, grazie!