V Video

R Recensione

10/10

Velvet Underground

White Light-White Heat

Chissà cosa si aspettavano quelle tremila persone che per prime acquistarono lo storico Velvet Underground and Nico, come seguito di quel capolavoro che avevano tra le mani? Forse un lavoro mediocre ma meglio registrato, oppure un totale disastro…Insomma, non si può essere certi che qualcuno potesse aver previsto che il secondo album di Reed e soci potesse assomigliare lontanamente a White Light White Heat, specie considerando il distacco dalla figura di Andy Warhol e da quella di Nico.

Chi era erroneamente portato a pensare che i Velvet fossero i burattini nelle mani di Andy sicuramente non poteva credere che questi avrebbero concepito un’ennesima opera rivoluzionaria senza il loro burattinaio che reggesse i fili.

Ma si da il caso che i Velvet non fossero i bambolotti di Warhol, e nemmeno un collettivo di scriteriati “fattoni” senza nessun progetto in testa.

Al contrario, Reed e Cale sapevano cosa avevano innescato con Velvet Underground and Nico e cosa volevano ancora fare: si stava cambiando la storia del rock, dilaniandola dall’interno con quella dose di spleen violento e urbano già presente nel lavoro precedente.

Solo che stavolta mancava quell’estetica pop art-decadentista capace di dare anche tonalità trasognanti ai brani: questa volta sono le chitarre distorte le uniche protagoniste: sono loro che lacerano ogni pezzo con la loro furia minimale e dipingono quadretti di quotidiana follia metropolitana.

Lou Reed si mostra ora nella sua interezza come poeta maledetto di strada e Cale come sperimentatore eretico, senza che personaggi come Nico, con la sua aurea anni ’60, possano intervenire in alcun modo.

La copertina minimalista nera come la pece è il primo segno di tutto questo: “fanculo non stiamo facendo pop art, ma sporco rock’n’roll!” sembra volerci dire Reed.

Ed ecco che il cd parte, ed è per l’appunto uno sporco, che dico, sporchissimo rock’n’roll ad assalirci. Si tratta di un impasto informe fatto di chitarre, piano, batteria e basso che si mescolano tra di loro in una densa fanghiglia senza precedenti. Solo la voce è ben distinta, allucinata e cantilenante, intenta a sovrastare questo muro sonoro lancinante che non ci permette nemmeno di distinguere chiaramente i battiti di Tucker.

La successiva The Gift è un recitato ipnotico dominato dalla voce calda di Cale. Al primo ascolto quello che ci accoglie è un monotono ed incessante ritmo cadenzato di basso e batteria. Ma ascoltate le chitarre! Non c’è nulla che si ripeta anche una sola volta…È un continuo feedback, una continuo sfogo di rabbia repressa sulle corde, un’incessante ed impietosa tortura, un caos incontrollato e ribollente che si sviluppa continuamente sul cadavere di se stesso, dando forma a lacrime elettriche insanguinate che finiscono per bagnare tutto il brano. Nessuno aveva mai osato un utilizzo tanto innovativo delle distorsioni…Il tutto poi orna perfettamente una storia turpe colma di fantasmi e di violenza.

Con Lady Godiva’s Operation i ritmi rallentano in una nenia distorta dai tratti fortemente psichedelici, caratterizzati come al solito dai massicci e stordenti intrecci sonori degli strumenti, e talvolta anche dall’incrociarsi delle voci, tra i quali con un po’ di attenzione si può scorgere la viola impazzita di Cale. Il rumorismo cresce man mano che il brano avanza, facendosi sempre più confuso e fastidioso, fino ad arrivare all’apice del racconto, quanto la nostra Lady Godiva entra dolorosamente nel mondo delle donne…zac! 

Ma ecco che Here She Comes Now ci illude un attimo di poter trovare un po’ di pace, il che è sicuramente vero se si confronta questo pezzo con gli altri, ma prendendolo da solo si tratta pur sempre di un incubo oscuro, di un intorpidimento malato e contorto.

I Heard Her Call My Name è un violentissimo e sfrenato garage rock dove il ritmo diventa sempre più ossessivo e dove le chitarre elettriche si fanno più corrosive del napalm, lanciate in una corsa allucinata attraverso foreste di spine acuminate e taglienti come rasoi. Per capirci, queste “spine” sono rappresentate dalle distorsioni devastanti e anarchiche che imperversano selvaggiamente per tutto il brano, frutto di uno stupro animalesco e barbaro delle corde e, quasi certamente, di sostanze imprecisate. Si tratta di qualcosa di doloroso, ma nello stesso tempo di esaltante, carico di “sballo” com’è!

Se pensiamo di aver sentito abbastanza, beh, allora è meglio che facciamo una pausa, perché i diciassette minuti di quel mostro sacro di Sister Ray rischiano di farci davvero perdere la ragione.

Il solito ritmo cadenzato fino all’ossessione maniacale ci accoglie ed il ribollire delle chitarre distorte che cominciano a cavalcarsi le une con le altre senza ritegno seguono, mentre Lou Reed declama con la sua solita distaccata freddezza (a fasi alterne) i versi del brano. E mentre i feedback diventano sempre più corrosivi ecco che sopraggiunge un organetto che sembra suonato da una sorta di Manzarek indemoniato e strafatto di ogni droga possibile, e questo organetto, con dedizione chirurgica ci attanaglia le budella e ci sconvolge il cervello, mentre Reed torna a cantare e le chitarre riprendono il sopravvento. E siamo solo a metà! Non si scappa però, ci siamo dentro fino al collo, perché i Velvet Underground sono contagiosi, e ci spingono a volerne sempre più di questo inferno sonoro.

Pazzia, cos’altro? Come possono essersi materializzate queste diaboliche sferragliate elettriche altrimenti? Il controllo lo si era già perso da tempo, ed il brano prosegue in un baccanale inconscio e sfrenato, ammaliandoci sempre di più, incatenandoci alla follia, ora elevata al rango di valore assoluto.

E mentre Moloch si sfrega le mani compiaciuto noi usciamo da questo immenso capolavoro devastati nel più profondo del nostro corpo, ora davvero consci di cosa è il caos e di quali possono essere i suoi effetti.

Ma si tratta solo di prendere un po’ di fiato e attendere, perché il virus trasmessoci da White Light White Heat ci ricondurrà presto a nuovi, autolesionisti, ascolti .

V Voti

Voto degli utenti: 9,2/10 in media su 54 voti.

C Commenti

Ci sono 50 commenti. Partecipa anche tu alla discussione!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.

Moon (ha votato 10 questo disco) alle 23:03 del 24 ottobre 2007 ha scritto:

immenso

3000 persone che non sapevano di aver comprato uno degli album più influenti e seminali della storia del rock..

Totalblamblam alle 15:18 del 25 luglio 2009 ha scritto:

RE: immenso

veramente se vogliamo essere pignoli furono solo in 300 a comprarlo o no? ...inoltre, la copertina di white light white hear non è nera minimalista ma grigia con un braccio tatuato in bella evidenza...anche in questo caso la foto postata è storicamente scorretta ... scusate per essere il sito nominato storia della musica non transigo di questi errori colossali!

Moon (ha votato 10 questo disco) alle 15:48 del 29 ottobre 2007 ha scritto:

ma ...possibile ??

ma possibile che qui ci sono venuta solo io a commentare ?? su questo capolavoro nessuno ha da dire nulla ? sono esterrrreffffattttta !! mah, vabbè , io colgo l'occasione di fare i complimenti allo staff di questo sito, veramente bello e accurato.

dervish (ha votato 10 questo disco) alle 10:25 del 30 ottobre 2007 ha scritto:

beh hai ragione moon..sicuramente uno dei dischi più geniali ed incoscenti della storia del rock..una recensione asciutta ed efficace, davvero ottima.. avrei voluto complimentarmi prima ma ho sempre avuto problemi ad aprire questa pagina..beh, meglio tardi che mai..

Moon (ha votato 10 questo disco) alle 16:59 del 30 ottobre 2007 ha scritto:

sì complimenti per la rece, comunque la storia di Waldo in The Gift è sinistramente cinica e grottesca, più che turpe....Sister Ray è il capolavoro nel capolavoro...un orgia, un maelstrom, un paradigma per una miriade di correnti sonore rumoriste nei decenni a venire...quel battito solenne e primordiale della batteria di Moe è devastante unito alla viola elettrica allucinata di Cale. IL CAPOLAVORO:

Moon (ha votato 10 questo disco) alle 17:01 del 30 ottobre 2007 ha scritto:

avrei speso anche una parolina in più per John Cale, genio non molto compreso...la faccia sperimentale ed estrema del sound targato VU, poi senza di lui, il declino.

Mboma (ha votato 10 questo disco) alle 16:46 del 5 novembre 2007 ha scritto:

New York decadente e ambigua .....

potevi parlare più di cale. Album fondamentale, bello, immenso e misterioso come l'universo.

otherdaysothereyes (ha votato 10 questo disco) alle 11:51 del 25 luglio 2008 ha scritto:

Basta il primo minuto di Sister ray per capire che i Velvet erano avanti decenni rispetto a tutti. Nessuno è mai stato in grado di suonare una musica così isterica, creativa, innovativa e tormentata. Certo, non ha lo stesso fascino della "banana", però persino i Sex Pistols impallidiscono di fronte a una tale violenza. Unico.

Velvet 77 (ha votato 9 questo disco) alle 18:37 del 21 febbraio 2009 ha scritto:

rettifica alla recensione

Lady godiva non diventerà mai donna poichè muore in sala operatoria dopo il taglio del pene

Velvet 77 (ha votato 9 questo disco) alle 18:42 del 21 febbraio 2009 ha scritto:

rettifica recensione

scusami ma devo intervenire nuovamente: la storia di the gifth non è una storia di fantasmi e violenza ma una storia di gelosia. E un racconto di Lou ispirato al periodo in cui stava a distanza dalla sua ragazza di Syracuse University Shelly Albin. Per quesonarra di un ragazzo innamorato che non sopportando la distanza dalla sua donna si fà spedire al suo indirizzo chiuso in un pacco. Lei e la sua amica lo aprono con le forbici uccidendolo. E umorismo nero

BoozyRicky (ha votato 10 questo disco) alle 22:24 del 24 luglio 2009 ha scritto:

quando ho ascoltato per la prima volta questo capolavoro ero solo sul letto con le cuffie... dio quando è finito mi sono sentito come fatto di qualche droga, ero stordito,confuso.. nessun altro disco mi ha mai fatto sentire così..il migliore della musica rock!

Krautrick alle 16:10 del 25 luglio 2009 ha scritto:

white light white hear non è nera minimalista ma grigia con un braccio tatuato in bella evidenza <------ 1) è white light/white heat (ihih) 2) la copertina è nera con il teschio tatuato visibile in controluce. Ecco

Totalblamblam alle 16:33 del 25 luglio 2009 ha scritto:

RE:

nope nope almeno quella uk, prima stampa stereo o mono, è grigia, non nera di certo, con il braccio e il tatuaggio del teschio visibilissimi senza andare in controluce...su questo non temo smentite visto che il disco è qui con me...probabile che tu ti riferisca a quella usa (black cover with skull)...se leggi qui (http://olivier.landemaine.free.fr/vu/discog/lps/uk/lpsuk.html) vedrai che per le stampe uk si dice solo: glossy cover with skull

Krautrick alle 16:56 del 25 luglio 2009 ha scritto:

Vabbè Stoke, è ovvio che mi riferisco a quella Usa...i Velvet erano londinesi?

Totalblamblam alle 19:00 del 25 luglio 2009 ha scritto:

RE:

no ma un po' di sangue british c'era nel gruppo,la mente pensante avanguardistica quella che ha dato spessore al gruppo il mio prediletto cale

Krautrick alle 19:25 del 25 luglio 2009 ha scritto:

Eh, ma l'album è statunitense ho comunque il vinile attaccato in camera e ti assicuro che è nero con il teschio visibile in controluce

Totalblamblam alle 21:12 del 25 luglio 2009 ha scritto:

RE:

si ti credo che avevo una ristampa fatta su quella americana ...ma quella uk è proprio diversa: è più bella ! perché ce l'ho io

ahahahha

come suona il tuo ? mono o stereo?

il mio stereo e suona da paura su cd non rende mica...

Krautrick alle 11:31 del 26 luglio 2009 ha scritto:

Mai ascoltato! Non mi piace il suono del vinile, ne ho comprati un po' giusto per metterli in bella mostra in cameretta

Totalblamblam alle 13:01 del 26 luglio 2009 ha scritto:

RE:

che dolore che mi dai, datemi i sali sto per svenire hihihiih ma come non ti piace il suono analogico? che vai per mp3 o ipoo?

Krautrick alle 14:29 del 26 luglio 2009 ha scritto:

Preferisco nettamente il suono offerto dal cd

Totalblamblam alle 15:14 del 26 luglio 2009 ha scritto:

RE:

ecco perché non capisci la grandezza dei bitols...non li hai mai sentiti su vinile

iihihih

ma come vuoi mettere un bel ampli a valvole e un 140 grammi che gira su un bel thorens con quelle ciofechine di cd dove i bassi si perdono del tutto? vabbè ora sono migliorati esagero ma non c'è confronto lo stesso ghghg il sound corposo del vinile resta ineguagliato

Krautrick alle 15:43 del 26 luglio 2009 ha scritto:

Ora per capire la grandezza dei Beatles bisogna ascoltarli su vinile?

Totalblamblam alle 16:57 del 26 luglio 2009 ha scritto:

RE:

e perché no? se il sound che ascolti fa cacare che è che so in mp3 compresso di cosa ti accorgi?

nella musica l'audio l'impatto sonoro per me sono importanti...se qualcosa suona male la butto nel cesso...inoltre pensa c'è gente che ha anche scritto iviando cartoline che per capire la grandezza dei beatles bisognava andare a liverpool per vedere quell' orrore di città lo schifo intorno che la loro musica voleva essere una reazione a quello schifo ecc ecc mi ha sempre commosso questa osservazione e fatto riflettere (questo anni fa ora è molto migliorata come città liverpool)

Krautrick alle 17:28 del 26 luglio 2009 ha scritto:

Stoke, sta tranquillo che il giudizio che ho sui Beatles non deriva da cassettine deteriorate che si sentono di merda

Totalblamblam alle 17:42 del 26 luglio 2009 ha scritto:

RE:

ah ok cambia idea allora LOL

lev alle 17:53 del 26 luglio 2009 ha scritto:

proprio ieri, dopo un pò di anni, finalmente sono tornato in possesso di un giradischi. oggi l'ho installato, mi sono messo su un bel discozzo e... cazzo, stavo quasi per avere un orgasmo! non mi ricordavo più quanto meraviglioso fosse il suono analogico. certo, oggi rispetto ad allora ho un amplficatore (purtroppo non a valvole) e delle casse più decenti.

Nucifeno (ha votato 10 questo disco) alle 23:09 del 22 agosto 2009 ha scritto:

Eh.

SamJack (ha votato 10 questo disco) alle 11:27 del 8 dicembre 2009 ha scritto:

....l'osservazione secondo la quale che " per capire la grandezza dei beatles bisognava andare a liverpool per vedere quell' orrore di città lo schifo intorno che la loro musica voleva essere una reazione a quello schifo ecc ecc"" commuove tantissimo anche a me.......davvero, riesco a stento a trattenere le lacrime........ahahah

SamJack (ha votato 10 questo disco) alle 7:06 del 11 dicembre 2009 ha scritto:

personalmente preferisco questo disco al primo......e penso anche che tutti e due abbiano lo stesso livello qualitativo....

bart (ha votato 9 questo disco) alle 2:03 del 30 marzo 2010 ha scritto:

Geniale!

Forse migliore del primo. Decisamente più sperimentale ed eccessivo; più Velvet Underground insomma. Non ho parole per descrivere Sister Ray.

PetoMan 2.0 evolution (ha votato 5 questo disco) alle 17:21 del 21 maggio 2010 ha scritto:

un rockettino low-fi senza infamia e senza lode

REBBY (ha votato 10 questo disco) alle 17:57 del 21 maggio 2010 ha scritto:

Scusate, passavo di qui per caso...Ma dove siamo?

Su scherzi a parte o paperissima eheh

Lezabeth Scott alle 18:54 del 21 maggio 2010 ha scritto:

RE:

Forse s'è confuso coi Velvet senza Underground: quelli "sono in una boyband, sono vecchio e c'ho la panza ecc. ecc."

REBBY (ha votato 10 questo disco) alle 19:01 del 21 maggio 2010 ha scritto:

No Lezabeth, a PetoMan i VU proprio non piacciono.

L'ha già detto sulla banana ...

PetoMan 2.0 evolution (ha votato 5 questo disco) alle 13:27 del 22 maggio 2010 ha scritto:

Riflettendoci, penso che da ora in avanti eviterò di commentare i dischi che non mi piaciono. Perché mi rendo conto che la cosa, a volte, può sembrare come una sorta di provocazione, quindi meglio evitare forse. E poi, in fondo, è molto meglio esaltare ciò che piace, che fare il contrario, probabilmente è anche un atteggiameto più costruttivo.

4AS alle 13:35 del 22 maggio 2010 ha scritto:

RE:

E' chiaro che se su un disco del genere vai a commentare cosi: "un rockettino low-fi senza infamia e senza lode" questa si che sa di provocazione. Mentre se magari esponi le tue ragioni in maniera diversa e più costruttiva forse le cose cambiano...

PetoMan 2.0 evolution (ha votato 5 questo disco) alle 13:42 del 22 maggio 2010 ha scritto:

Hai ragione. Il fatto però è che è esattamente quello che penso riguardo al disco, cioè non potrei dirla in un altro modo, perchè quando penso a questo album, il primo pensiero che mi viene è esattamente quello. Però mi rendo conto che detta in quel modo sembra una provocazione. Quindi, ripeto, da ora in poi eviterò. Ma chiarisco che non lo faccio a causa degli interventi di Rebby e Lezabeth, cioè, non sono uno che se la prende per ste cose, anzi. Si tratta di una mia semplice decisione.

4AS alle 14:13 del 22 maggio 2010 ha scritto:

RE:

Ma guarda che anche io a volte commentando dischi o gruppi che non mi piacciono sono stato troppo impulsivo e ho lasciato commenti schietti e irritanti. Forse avrei dovuto argomentare meglio certe affermazioni negative. Però sono convinto che bisogna commentare anche dischi che non piacciono, altrimenti che sito sarebbe questo? Un sito dove tutti dicono le stesse cose senza la possibilità di mettere a confronto opinioni diverse. Ad esempio a me piacciono i Velvet Underground ma non impazzisco per Lou Reed, ma se voglio votarlo e commentarlo sono libero di farlo.

benoitbrisefer (ha votato 10 questo disco) alle 18:05 del 22 maggio 2010 ha scritto:

Assolutamente d'accordo con 4AS! Ogni giudizio critico, anche il più spietato è lecito, ma deve essere adeguatamente motivato, soprattutto se prevede di etichettare un disco con una formula estremamente sintetica. Io ad esempio non amo Led Zeppelin, ma non mi sentirei mai di bollarli come "pop adolescenziale" o "dark rockabilly". Con le dovute analisi critiche potrei anche rispettare, se non condividere, chi mi dicesse che

i velvet underground sono stati assai meno innovativi dello zecchino d'oro (però che gran bel pezzo pop-rock era Cocco e Drilli!!!!!!)

rdegioann452 (ha votato 10 questo disco) alle 19:05 del 15 novembre 2010 ha scritto:

10

capolavoro, musicalmente migliore del loro primo album.

questa musica, mettiamoci l'anima in pace, non c'è più.

Liuk Pottis (ha votato 9 questo disco) alle 21:12 del 20 novembre 2010 ha scritto:

Crudo, nichilista, folle, rumoroso e infernale. Unica, breve, oasi di pace concessa: "Here she comes now". Non ai livelli del suo inarrivabile predecessore, ma comunque un capolavoro indiscusso.

PandaCiccione (ha votato 9 questo disco) alle 23:42 del 19 settembre 2011 ha scritto:

Il secondo capolavoro

A questo però non do 5 stelle piene perchè non ha Heroin e Venus In Furs. Sister Ray è un orgasmo.

dalvans (ha votato 5 questo disco) alle 16:51 del 23 settembre 2011 ha scritto:

Mediocre

Irritante

mauroparanoico (ha votato 10 questo disco) alle 19:57 del 27 ottobre 2011 ha scritto:

Questo è il miglior disco della storia.

bill_carson alle 21:31 del 27 ottobre 2011 ha scritto:

mai apprezzato

problema mio? forse

comunque...il fatto che un disco sia stato importantissimo non significa necessariamente che sia bello.

Utente non più registrato alle 13:38 del 10 gennaio 2012 ha scritto:

il primo ascolto di questo disco è un'esperienza indescrivibile

magma (ha votato 10 questo disco) alle 17:37 del 8 marzo 2012 ha scritto:

Oddio...oddio. Questo non è affatto un disco seminale, questo è IL disco seminale per eccellenza, forse ancora più del precedente (e altrettanto grande) The Velvet Underground & Nico. Questo è del 1968, 1968! Non tengo il conto di quante band anni '70, '80 e '90 siano state influenzate da questo disco (tanto per dirne una facile facile, i Sonic Youth). Indefinibilmente meraviglioso, e John Cale è un mostro.

alekk (ha votato 10 questo disco) alle 13:25 del 22 giugno 2013 ha scritto:

il disco sperimentale per eccellenza. Oggettivamente è una tacca sotto l'esordio ma Sister Ray è indescrivibile..ed è vero! Sembra che suoni Manzarek!! 17 minuti di devasto musicale allo stato puro! Vera musica di avanguardia

Lepo (ha votato 10 questo disco) alle 14:13 del 5 aprile 2014 ha scritto:

Se non è patrimonio dell'umanità questo non so cosa lo sia

glamorgan alle 11:49 del 6 maggio 2014 ha scritto:

devo dedicarmi all'ascolto di questo album, ho sentito le prime 2 canzoni,mi sono arenato dopo l'ascolto di the gift.... ho imparato a non dare mai giudizi affrettati, ho preso parecchie cantonate in passato