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8/10

The Good, The Bad & The Queen

The Good, The Bad & The Queen

Con i Blur da tempo in posizione di attesa, Damon Albarn non è mai rimasto con le mani in mano: side-projects in quantità e nessun particolare clamore quindi per questa ennesima smania espressiva, non fosse per il fatto che porta con sè l'affascinante novità di un supergruppo assolutamente imprevedibile quanto ricco di appeal, da fantasticarci sopra in anticipo per mesi e mesi, almeno per chi come me si è rifiutato di cimentarsi in preascolti.

Con Albarn voce solista e keyboards, c'è la sobria chitarra di Simon Tong (già Verve), alla batteria uno di quei nomi che ai più non dicono nulla, ma ad un cultore di musica mettono soggezione: Tony Allen, il batterista di Fela Kuti, praticamente inventore dell'afro beat; al basso una figura di culto del punk, quel tizio immortalato a novanta gradi mentre si appresta a spaccare il suo strumento sul palco nella leggendaria copertina di London Calling dei Clash: si, esatto, Mr. Paul Simonon.

Su liriche pungenti spesso riguardanti la attuale situazione socio-politica inglese (di nuovo Ray Davies docet, una costante nel percorso evolutivo di Albarn), l'album musicalmente si distende quieto, riflessivo, nessuno spazio per il divertimento o arse-shaking d'ogni sorta, atmosfera briosamente plumbea, l'uso di tappeti elettro-sintetici è sempre perfettamente bilanciato dalla strumentazione standard: il basso profondo e quasi sempre dub di Simonon, i ricami chitarristici di gran gusto di Tong, il drumming mai prevedibile del vecchio saggio Allen.

Inutile, per certi versi, citare brani specifici, proprio per l'omogenea alta qualità delle dodici tracce, un lavoro per il quale è superfluo cercare similitudini o accostamenti, ma per accontentare gli amanti dei paragoni a tutti i costi si potrebbero tirare in ballo il mood quietamente oscuro caro al Nick Cave degli anni ‘90 che pervade l'album nella sua totalità, lontani echi di Morricone nella seconda metà del cd, spruzzate moderate di Gorillaz (e dei Blur riflessivi di Think Tank).

Si potrebbero citare Northern Whale ed Herculean, avvolte in un mantra elettro degno dei migliori Air senza rinunciare alla ricerca di una nuova forma espressiva di folk cantautorale; Kingdom Of Doom, splendido dreamy pop visionario, o 80's Life: doo wop da terzo millennio, ma, in generale, siamo di fronte ad un lavoro difficilmente catalogabile, che profuma di tutto senza citare apertamente nulla, e che proprio per questa peculiarità è già un classico, un album destinato a durare nel tempo.

Le dichiarazioni di facciata giustamente danno i meriti di cotanta originalità equamente divisi per quattro, ma è innegabile che Albarn abbia recitato la parte del leone edificando le fondamenta del tutto, complimenti vivissimi.

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Voto degli utenti: 6,6/10 in media su 26 voti.

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Enrico Venturi (ha votato 8 questo disco) alle 22:44 del 25 gennaio 2007 ha scritto:

Una vera sopresa, la prima vera dell'anno. Quel geniaccio di Albarn ha cavato un'altra sorpresa dal cilindro. E non sbaglia mai compagni di viaggio.

Giuseppe Pontoriere (ha votato 9 questo disco) alle 12:42 del 19 marzo 2007 ha scritto:

Che dire...

Ottimo disco, un mix tra antico e moderno, eseguito sapientemente. Un disco che hai paura di consumare ascoltandolo.

ozzy(d) (ha votato 3 questo disco) alle 19:39 del 31 marzo 2007 ha scritto:

che noia

per me un album veramente mediocre, se ne parla solo perchè c'è il faccino di Albarn, e tutti a farsi le seghe....che palle

gigiuz (ha votato 1 questo disco) alle 18:59 del 4 aprile 2007 ha scritto:

Scarsissimo

Ha ragione Gulliver, è una noia mortale, e se ne parla per il cast all-star messo lì a tavolino a improvvisare, ma si sente che ognuno va per conto suo e che non c'è sostanza.

Inutile

AndyHood (ha votato 7 questo disco) alle 18:27 del 10 aprile 2007 ha scritto:

capolavoro no..ottimo neanche

..ma è sicuramente un bel disco, decisamente piacevole da ascoltare. Direi anche che il sound è al passo con i tempi, il chè non guasta.

Il problema è che la seconda metà dei brani sà molto di riempitivie ciò intacca quanto di buono il resto produca.. Probabilmente anche maggiore varietà negli arrangiamenti (tutti sostanzialmente basati sull' electro-acoustic) sarebbe stata d'aiuto.

Non c'è male comunque, proprio no.

greg ranieri alle 15:04 del 27 aprile 2007 ha scritto:

Eh sì, un bell'album, non un capolavoro però.

Vikk (ha votato 5 questo disco) alle 17:58 del 28 maggio 2007 ha scritto:

il disco parte con il botto (vedi l'opener stupenda) per poi diventare un mero sottofondo dove non mancano gli sbadigli.

Occasione sprecata

Marco_Biasio (ha votato 4 questo disco) alle 20:37 del 12 dicembre 2007 ha scritto:

Partito benissimo nei primi mesi del 2007

col passare del tempo e degli ascolti questo discobolo qui mi è scaduto ad una velocità e ad una potenza impressionanti. A mio avviso, assolutamente insufficiente...

Dr.Paul, autore, (ha votato 9 questo disco) alle 22:30 del 12 dicembre 2007 ha scritto:

a me no, continua a piacere, ha un mood tutto particolare, indolente...sonnacchioso ma arguto!

mi piace molto come registrazione anche!

Totalblamblam (ha votato 4 questo disco) alle 19:02 del 17 dicembre 2007 ha scritto:

brutto inutile

Truffautwins (ha votato 7 questo disco) alle 3:49 del 14 dicembre 2008 ha scritto:

Le canzoni ci sono, ma purtroppo non scaldano il cuore, e questo è imperdonabile per un album pop.

george (ha votato 8 questo disco) alle 23:38 del 7 maggio 2009 ha scritto:

per me è un disco bellissimo

REBBY (ha votato 9 questo disco) alle 9:24 del 8 maggio 2009 ha scritto:

Anche a me è piaciuto molto. 4/5 brani in particolare sono bellissimi (80's life la

mia preferita).

DucaViola (ha votato 7 questo disco) alle 8:18 del 22 luglio 2009 ha scritto:

Albarn... sempre un grande!!! A me piace molto questo album. Lui dell'ondata brith pop che riesce a rimettersi in gioco, a reinventarsi a differenza dei fratelli Gallagher troppo cafoni per concepire qualcosa di diverso dai rutti, dalle lattine di birra e dalle chitarre banalmente sature. Sarà pop, ma c'è pop e pop.

Charisteas (ha votato 8 questo disco) alle 19:20 del 24 settembre 2010 ha scritto:

Disco rimesso su dopo un anno o due: spettacolare!

Albarn riesce sempre a emozionarmi, senza mai scadere nella noia.

SamJack (ha votato 3 questo disco) alle 13:12 del 30 gennaio 2011 ha scritto:

Disco imbarazzante...ascoltarlo è solo tempo sprecato, proprio una perdita di tempo.