R Recensione

7/10

R.e.m.

Up

Dopo l’abbandono del batterista Bill Berry, i restanti membri dei R.e.m. si trovarono di fronte a uno snodo cruciale della loro carriera, simile a quello del decennio prima, quando firmarono per una major.

Da un lato decisero di non rimpiazzare ufficialmente il monocigliato batterista ( affidandosi a turnisti e a drum-machine), dall’altro decisero di riverniciare il proprio sound introducendo soffusi elementi elettronici e maestosi acompagnamenti orchestrali, senza ovviamente inficiare l’inconfondibile struttura remiana. “Up” fu dunque un album di transizione, nella migliore accezione del termine, tra il capolavoro “New Adventures In Hi-Fi” e il percorso creativo avvenuto nel nuovo secolo, in cui, pur tra diverse incertezze, il gruppo di Michael Stipe rimane uno dei nomi mainstream più affidabili.

I pezzi più marcati dall’elettronica a dire il vero non lasciano il segno più di tanto: “ Airport Man” e “Hope” hanno cadenze narcolettiche e stufano ben presto, “Lotus” ha un tiro funky notevole ma la sua lunga durata la sfibra. Anche qualche ballata, tradizionale marchio di fabbrica del gruppo, non ha l’efficacia di un tempo ( si pensi a “Why Not Smile” e “Parakeet”) e si avvitano su se stesse.

Però i R.e.m. sono dei fuoriclasse del rock, hanno quel quid che rende una giocata di Messi diversa da quelle di Adriano e una classe intrinsecamente sopraffina rispetto ai muscolari delle 7 note. Ecco quindi l’avvolgente incedere di “At My Most Beautiful”, inizio dell’ossessione di Mike Mills per i Beach Boys, con quei coretti ruffiani e leziosi ma epidermicamente irresisibili e una linea di pianoforte sublime.

E poi le ustioni acustiche di “The Apologist”, che aggiornano le ombrose atmosfere di “Automatic For The People”, gli esotismi chitarristici di Peter Buck alla Tuatara di “You’re In The Air”, le impennate anfetaminiche di “Walk Unafraid” e infine la magniloquenza ben dosata della conclusiva “Falls To Climb”. Tutti dei classici, come il singolo “Daysleeper”, melodia che si infiamma in un refrain sfolgorante, e un testo in cui Stipe risfodera il consueto cinismo, dipingendo un lucido ( e all’ epoca innovativo) affresco sui forzati della New economy in un mondo sempre più disumanizzato e robotico.

V Voti

Voto degli utenti: 7,1/10 in media su 18 voti.
10
9,5
9
8,5
8
7,5
7
6,5
6
5,5
5
4,5
4
3,5
3
2,5
2
1,5
1
0,5
Mboma 5/10
lev 8/10
cielo 5/10
Zorba 10/10

C Commenti

Ci sono 12 commenti. Partecipa anche tu alla discussione!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.

johnnycash83 (ha votato 9 questo disco) alle 10:57 del 23 aprile 2007 ha scritto:

up up up

per me il migliore dei rem...malinconico,cupo,arrabbiato e romantico...moderno

Mboma (ha votato 5 questo disco) alle 17:32 del 23 aprile 2007 ha scritto:

per me dovevano sciogliersi dopo "new adventures in hi-fi", oggi godrebbero di fama almeno doppia..degli ultimi tre album questo è il meno peggio, ma canzoni come falls to climb, lotus, hope, e sad professor sono francamente imbarazzanti,....

Truffautwins (ha votato 8 questo disco) alle 3:38 del 8 novembre 2008 ha scritto:

Why not smile

L'ultimo grande disco dei R.E.M. dopo il quale è iniziato un inesorabile e costante declino. Non un capolavoro, ma ispirato quanto basta. Pervaso da una malinconia che ti avvolge al primo ascolto. Tante canzoni valide, anche se inferiore ai precedenti New Adventure in Hi-Fi e Automatic for the People per non parlare dei capolavori degli anni '80. Da ascoltare

Truffautwins (ha votato 8 questo disco) alle 4:21 del 8 novembre 2008 ha scritto:

monociliato batterista????ahahah

lev (ha votato 8 questo disco) alle 23:43 del 2 febbraio 2009 ha scritto:

quando uscì, gridai al miracolo. poi lo ho un pò ridimensionato, resta comunque un gran bel disco.

DucaViola (ha votato 5 questo disco) alle 15:43 del 18 luglio 2009 ha scritto:

Considerando il fatto che per me potevano anche sciogliersi dopo "Automatic for the People", "Up" è il disco che mi piace meno.

Utente non più registrato alle 19:43 del 11 dicembre 2009 ha scritto:

Album da fine millennio, grandiosissimo

PetoMan 2.0 evolution (ha votato 5 questo disco) alle 13:06 del 25 aprile 2010 ha scritto:

Mah, un po' noiosetto a mio avviso. Per me i R.E.M sono finiti con New Adventures in HI-FI, poi poca roba gradevole per le mie orecchie. Qui si salvano due o tre pezzi, Falls To Climb è l'unica a piacermi veramente tanto, poi carine Daysleeper e Lotus.

salvatore (ha votato 9 questo disco) alle 14:12 del 25 aprile 2010 ha scritto:

Tra i miei preferiti. Disco diverso da tutti gli altri, atemporale. Potrebbe uscire oggi, nel 2010, e nessuno direbbe niente. Contiene poi alcuni dei pezzi più belli dei Rem: Daysleeper, Lotus, Suspicion, At my most beautiful, Walk Unafraid. Ingiustamente sottovalutato, a mio parere.

folktronic (ha votato 6 questo disco) alle 17:53 del 13 novembre 2010 ha scritto:

troppo "prodotto", plastico e melodico....stucca un po' come il miele...arrangiato diversamente poteva avere una marcia in piu'...Berry qui manca a piu' non posso...

hairshirtstipe (ha votato 7 questo disco) alle 0:37 del 6 giugno 2011 ha scritto:

l'ho odiato e poi rivalutato. Ci sono delle belle cose dentro e altre un pò meno. Secondo me è semplicemente un album non finito. Dovevano prendersi un anno in più di tempo e sarebbe stato un gran disco.

ThirdEye (ha votato 7 questo disco) alle 22:42 del 16 luglio 2015 ha scritto:

A me piacque molto. Oltre a considerarlo l'ultimo lavoro davvero degno del loro nome. Parere personalissimo, ma tant'è...