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R Recensione

5,5/10

Suuns

Hold/Still

Rock elettronico alla Trans Am e sciatteria urbana alla The Kills. Si può riassumere così il terzo lavoro dei canadesi Suuns, “Hold/Still”, che prende le mosse dall'acclamato “Images du Futur” lavorando però su un'estetica ancor più claustrofobica e minimalista. Il risultato, oltre a rinunciare a quella spazialità che gonfiava i pezzi dei lavori precedenti, si inceppa in uno sperimentalismo scialbo, privo di una vera direzionalità, incistato su blocchi sonori compatti e squadrati.

Registrato da John Congleton a Dallas, Texas, “Hold/Still” segna una svolta di approccio per Ben Shemie e soci: l'interesse, qui, è tutto rivolto ad innescare stordenti meccaniche kraute che, pur nella loro meccanicità, risultano molli, fluide, free (l'assenza di overdubbing, il desiderio di suonare come dal vivo, ricordano un approccio orientato alla jam più che all'articolata composizione pop).

Psichedelia caustica, come nel caso della prima “Fall”, accumulo di chitarre lancinanti e moduli di synth granulosi, o della buona “Translate”, intricato ginepraio elettrico frutto del contrasto tra le scale di accordi in loop di Shemie e il pulsare dei sintetizzatori sullo sfondo (il ricordo, qui, va ai Primal Scream di “EXTRMNTR”); oppure lente colate electro del calibro di “Instrument” e della radioheadiana “Paralyzer” (forse il brano dove meglio si esprime il paventato nuovo corso, tra estetica industriale e sibilanti infiltrazioni soniche), passando per gli ultrabassi della fumosa “Brainwash”.

Il tutto accade tra scialbi riempimenti dove succede poco, pochissimo: l'annoiata “UN-NO”, la ripetitiva e sfibrante “Resistance” (un continuo, innocuo, sussulto ritmico-timbrico appena attutito da un intermezzo che avrebbe dovuto essere la regola, non l'eccezione) o il minimalismo immobile di “Mortise and Tenon” (una versione addormentata dei notturni di Matthew Dear).

Insomma, la sensazione è quella di un abuso perpetrato ai danni di un concept scarso, puntellato da eccessivi dilungamenti, da una costante coazione a ripetere. Bisognerà lavorare ancora per trovare la vera quadra del progetto Suuns. Il rischio, quello di scomparire nel nulla, finendo sommersi da tante realtà con molte più cose da dire.

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