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R Recensione

4/10

Black Rebel Motorcycle Club

Beat The Devil's Tattoo

Con "Beat The Devil's Tattoo" si apre l'album omonimo dei Black Rebel Motorcycle Club, a soli due anni da "The Effects of 333". L'incipit è il solito e te lo aspetti. Sound tipico: chitarre distorte e traboccanti, batteria poderosa, basso corposo (se sono "noise", "indie", o se gli piace "guardarsi le scarpe" lo lascio decidere a qualcun altro, semmai fosse così importante). ''Siamo sempre noi. Quello che abbiamo sempre cercato di fare è mantenere la semplicità del rock, che è la nostra regola fin dal primo album'' dirà poi Hayes, e non si può far altro che confermare. Se vuoi qualcosa di diverso inizia a  navigare per altri mari.

Non ci sono santi tuttavia, la voce di Peter e di Robert ti colpisce da subito, e a dirla tutta se chiudi gli occhi e ti rilassi, in venti secondi scarsi sei già nella California più torrida, senti il sole che ti picchia in testa e la polvere che si attacca agli stivali (chennesò, magari ti puoi spingere anche fino al Sierra Nevada). A dirla tutta non vorresti nemmeno prenderti una brutta insolazione e dopo poco la cosa ti stanca. Alla fine infatti scoprirai che un'ora della tua vita dedicata a questo album è davvero troppo tempo.

"Conscience Killer" è arrivata e partita e tu nemmeno te ne sei accorto, ma non perchè è scivolata via deliziosamente, semplicemente perchè ti sembrava la prima traccia, allungata di tre minuti.

Il primo brano a farti rizzare le orecchie è "Bad Blood", ma subito dopo ti accorgi che canticchiarci sopra il ritornello di "Forget Myself" degli Elbow non è poi tanto male. Solo una fissa personale, sia chiaro, ma ormai riascoltando la terza traccia di "Beat The Devil's Tattoo" sembra di rituffarsi, con le dovute proporzioni musicali, nel 2005, insieme agli inglesini tanto lodati da Bono e REM; allora pensi: "questa la archivio, a sto punto mi riascolto gli Elbow".

Nel complesso scivola tutto liscio, anche troppo per la verità, ed il trittico "War Machine", "Sweet Feeling", "Evol" sembra non aggiungere nulla di nuovo, nonostante quest'ultimo pezzo, dopo ripetuti ascolti, sembri comunque sortire qualche effetto positivo. "Sweet Feeling" (suggestiva armonica a bocca!) sembra ripercorrere "Devil's Waitin'" degli anni buoni e tutto sommato non ci va poi tanto lontano.

L'impressione è che quando i Black Rebel Motorcycle Club provano a rallentare, come avevano saputo fare abilmente con "Promise" e la magnifica "Howl" nel 2005, riescono in risultati più che discreti. Certo, la melodica "Long Way Down" non sarà come "Promise" ma rimane probabilmente la "trota grassa del laghetto": ritmo lento, due pianoforti che si intrecciano e finale che riprende l'apertura.

In complesso, per intenderci, il lavoro appare spento, senza infamia né lode, o forse più semplicemente senza lode. Nessun picco, nessuna nota di rilievo e se non ti sei già addormentato alla lenta  "The Toll" ( fisarmonica con controcanti che rieccheggiano come treni a vapore)  e sei arrivato ad "Half-State" meriti un premio. Il premio consiste in altri dieci minuti psichedelici-logoranti dei "ribelli neri", ma la tua risposta sarà  prevedibile: "No no, grazie mille...", con il sorriso di circostanza stampato in volto. E poi, a guardarti bene, non sembri nemmeno uno che fa tanti complimenti.

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Voto degli utenti: 6,1/10 in media su 7 voti.
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C Commenti

Ci sono 4 commenti. Partecipa anche tu alla discussione!
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DonJunio (ha votato 5 questo disco) alle 1:12 del 17 maggio 2010 ha scritto:

Concordo, disco imbarazzante. Dal vivo restano ancora godibilissimi peraltro.

Luca Minutolo (ha votato 7 questo disco) alle 9:15 del 17 maggio 2010 ha scritto:

A me invece è piaciuto molto. A differenza dei dischi passati, questo gode di una ritrovata vena compositiva e potenza strumentale...Un bel disco di sano rock, nulla di più...

bill_carson (ha votato 7 questo disco) alle 20:14 del 18 maggio 2010 ha scritto:

A me è piaciuto...

Purtroppo non sono una band da pitchfork-era.

Fanno la loro cosa e la fanno bene.

Rock n roll!

Oggi va di moda il gay-kid pop(Beach House), quella si che è musica ahahaha.

Charisteas (ha votato 8 questo disco) alle 17:59 del 19 settembre 2010 ha scritto:

Estrema cattiveria per sti poveri ragazzi. Sanno fare una sola cosa: rock'n'roll. Eppure lo fanno discretamente bene (title track, Conscience Killer, Mama Taught Me Better River Styx). Anzi, sbagliano quando tentano di fare pezzi più complessi (War Machine, Half-State). Dal vivo consigliatissimi.